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«Col decreto abbiamo ingredienti per ripartire»
«No, restano irrisolte gravi questioni»

SISMA - Patrizia Terzoni, onorevole dei 5 Stelle: «Data una sterzata alla ricostruzione con fondi, sburocratizzazione, sostegno alla ripresa economica e sociale». Cangini e Fiori di Forza Italia: «Manca la Zes e alcune fondamentali misure che abbiamo proposto e ripresenteremo in Senato»
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Vallinfante, Castelsantangelo

 

Decreto sisma approvato alla Camera, 281 i voti favorevoli, zero quelli contrari, astenuti la Lega e Fratelli d’Italia. Chi fa parte della maggioranza ritiene che le norme consentiranno di dare una accelerata alla ricostruzione, ma per l’opposizione il testo contiene gravi mancanze e gli emendamenti che non sono stati accolti alla Camera verranno ripresentati in Senato. Soddisfatta la relatrice del decreto e vice presidente della VIII commissione, Patrizia Terzoni (M5S). «Oggi modifichiamo la rotta e diamo una sterzata al processo di ricostruzione delle aree terremotate – ha commentato Terzoni –. Proviamo a far compiere un ulteriore passo verso la normalità a tante comunità e territori che l’hanno persa a causa delle scosse. Abbiamo fatto un lavoro intenso sia nell’ascolto delle istanze territoriali sia nella messa a punto di un provvedimento che ha ampliato la portata del decreto varato dal Consiglio dei Ministri.

Patrizia Terzoni

Ricostruzione più celere, fondi, sburocratizzazione, sostegno alla ripresa economica e sociale: gli ingredienti per ripartire ci sono, noi da parte nostra continueremo a lavorare senza sosta». Il senatore Andrea Cangini di Forza Italia e il commissario regionale di FI, Marcello Fiori, sostengono invece che «pur essendo state introdotte alcune norme importanti, a cominciare dalla proroga di un anno dello stato di emergenza, rimangono molte gravi questioni non affrontate e che erano state puntualmente evidenziate da un lavoro accurato di approfondimento da parte dell’Anci». In particolare ne segnalano tre. La prima: «Tutti i comuni del cratere devono essere inseriti in una Zes (Zona ad economia speciale), da negoziare con l’Europa, per godere dei benefici fiscali ed economici in grado di far ripartire l’economia ed attrarre imprese ed investimenti».

L’onorevole Cangini

Secondo punto: «È necessario prevedere la possibilità di una ulteriore proroga di un anno a tutti i contratti a termine per i tecnici sin qui assunti (condividendo la misura con l’Unione Europea e le organizzazioni sindacali), altrimenti a metà 2020 rischieremo di perdere tutto il personale già formato e molto qualificato, che sta dando un contributo fondamentale ai Comuni e agli uffici speciali per la ricostruzione». Il terzo aspetto: «È indispensabile una deroga alle misure per la demolizione e la ricostruzione della “sagoma” esterna degli immobili privati soggetti a vincolo altrimenti si paralizzano molte delle attività e non solo nei centri storici». Emendamenti che erano stati chiesti alla Camera e che ora saranno riproposti al Senato. «Lo Stato faccia lo Stato – concludono Cangini e Fiori -, si faccia sentire vicino e non si renda protagonista di un delitto di abbandono contro questa popolazione incolpevole e di intere zone meravigliose del nostro Appennino».

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