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Sgarbi e la ricetta per il cratere:
«Una super mostra a New York o Parigi
Il Governo incapace di fare la ricostruzione»

DOPPIA VISITA - Il critico è stato a Tolentino dove ha proposto le sue idee per aiutare i territori terremotati e dicendosi disponibile di essere portavoce dei sindaci. A Recanati ha partecipato all'inaugurazione della mostra a Villa Colloredo Mels (aperta fino al 15 gennaio), sugli scatti dell'Infinito
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Sgarbi taglia il nastro, con l’assessore Rita Soccio e il sindaco Antonio Bravi

 

di Francesca Marsili e Marco Ribechi

«Una super mostra dei tesori del sisma, sono pronto a contattare gli ambasciatori italiani a New York o Parigi per organizzarla e far conoscere le Marche, una regione ancora da scoprire rispetto a Umbria e Toscana». Il critico Vittorio Sgarbi a Tolentino ha proposto di realizzare una grande esposizione col patrimonio artistico che viene dalle zone colpite dal terremoto.

Sgarbi a Tolentino con Alessia Pupo, Andrea Cangini, e Alessandro Massi

«Ho risposto alla chiamata del senatore Andrea Cangini (FI) – ha detto partecipando all’evento organizzato da Forza Italia e Tolentino popolare a palazzo Sangallo sul tema “L’arte sotto le macerie”  – ed è con emozione che sono qui. Mi rendo conto che è una città fantasma Tolentino tanto quanto Caldarola che ho visitato qualche tempo fa». Poi l’attacco: «Il governo non è in grado di mettere in moto la macchina della ricostruzione. Mi chiedo come mai si trovino i soldi per il reddito di cittadinanza e non per restaurare Caldarola. Allora – ha detto provocatoriamente – si faccia lavorare chi riceve il reddito di cittadinanza nei cantieri». Sulla ricostruzione ha detto: «Ovunque si vada ci si rende conto della lentezza con cui le procedure stanno andando avanti. Mi voglio fare portavoce di tutti i sindaci del cratere, che devono farsi sentire. Di Tolentino io non ne ho mai sentito parlare, non sento sbraitare il sindaco di Tolentino. Lo Stato sa che esiste Tolentino? L’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che è di Tolentino perché non ne parla. Dov’è? La sensazione che ho avuto è di indifferenza totale e inettitudine dello Stato. E’ come se il Governo non avesse una testa pensante per rimettere in moto la macchina della ricostruzione». Poi ha lanciato la sua ricetta: «Per il 50% bisogna trovare un modo per tenere alta l’attenzione sul sisma attraverso le opere d’arte recuperate. Penso ad una super mostra del patrimonio mobile (quadri, statue e altri tesori salvati dalle macerie) anche oltre i confini nazionali, ad esempio Parigi o New York, oppure a Milano. Ci vado io a parlare con gli ambasciatori italiani, sono sicuro ci possano aprire la porta per far conoscere anche le Marche. L’altro 50% riguarda i sindaci che dovrebbero avere un ruolo di commissario, perché sono quelli che conoscono il territorio meglio di tutti».

Prima di Tolentino, Sgarbi è stato a Recanati dove a Villa Colloredo Mels ha presieduto all’inaugurazione della mostra “Paesaggio Italiano – L’Infinito tra incanto e sfregio” una collezione di 91 scatti realizzati da 58 fotografi sul tema del paesaggio italiano, tra splendori e orrori. Sei le sezioni su cui si articola il percorso: L’incanto, lo Sfregio, il Paesaggio Umano, l’Utopia, il Paesaggio Interiore e la Città. «E’ interessante che la città dell’Infinito per eccellenza si confronti proprio con la fotografia – dice Sgarbi – anche una poesia è fotografia poiché quando leggiamo ad esempio i sonetti di Leopardi noi vediamo quelle parole, ci restituiscono delle immagini ben chiare. Entrambe sono un prolungamento della memoria che contengono molto dell’esecutore, la memoria infatti ha una sua vaghezza e così anche la fotografia che pur fermando il tempo contemporaneamente ritrae un qualcosa che è già passato, che non esiste più».

Il critico ha voluto poi enfatizzare il ruolo della fotografia nella cultura di massa, intesa come azione che chiunque, oggi, può compiere con un semplice telefonino. «Oggi la memoria è infallibile – prosegue – sappiamo esattamente dove eravamo ad esempio il 13 ottobre del 2017, basta interrogare i nostri mezzi digitali, è incredibile. Quindi in un certo senso questa mostra tiene in ostaggio i fotografi selezionati facendo convivere dei grandi professionisti con altri che potrebbero essere poco più che amatori. Esposte tutte insieme sono tutte delle grandi opere». Tantissimi i fotografi presenti e tra questi anche il grande Gianfranco Lelj, nella sua lunga carriera anche fotografo di Fellini e Zeffirelli che ha scattato un ritratto a Sgarbi. Il critico, accompagnato dall’assessore alle culture e al turismo Rita Soccio e al sindaco Antonio Bravi ha voluto anche visitare le sale del Lotto per ammirare, ancora una volta, i capolavori del maestro. «Siamo felici di ospitare ancora una volta Sgarbi – dicono i rappresentanti dell’amministrazione – che ogni volta non manca di accettare i nostri inviti. La mostra sarà visitabile fino al 15 gennaio.

 

La visita a Tolentino

A SEGUIRE LA VISITA DI SGARBI A RECANATI

L’imprenditore Adolfo Guzzini tra il pubblico

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