Raid razzista,
mercoledì il processo di Traini

FOLLIA - Davanti alla Corte d'assise del tribunale di Macerata dovrà rispondere di strage, tentato omicidio plurimo con l'aggravante dell'odio razziale. Almeno dieci le parti civili. Una delle ragazze ferite, Jennifer Otioto, chiederà un risarcimento di 750mila euro

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Luca Traini

 

Raid razzista a Macerata, mercoledì il processo in corte d’assise per Luca Traini. Al tribunale di Macerata dovrà rispondere di strage, tentato omicidio plurimo, danneggiamento. La procura gli contesta l’aggravante di aver agito per finalità di odio razziale. Lo scorso 3 febbraio Traini aveva iniziato a girare a bordo della sua Alfa 147 nera e armato di pistola aveva sparato e ferito 6 persone d’origine africana. Per quei fatti la procura di Macerata ha chiuso le indagini e chiesto di andare a processo. Il legale di Traini, l’avvocato Giancarlo Giulianelli, ha annunciato che intende chiedere di fare il processo con rito abbreviato. Una richiesta che potrebbe legarsi a quella di una perizia psichiatrica.

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L’avvocato Giancarlo Giulianelli (a destra) insieme al procuratore Giovanni Giorgio

La difesa una perizia l’ha già fatta svolgere affidandola allo psichiatra Giovanni Battista Camerini. L’esperto conclude dicendo che lo stato psichico di Traini al momento del fatto non incideva sulla sua capacità di intendere ma su quella di volere. Si trovava in una condizione in cui la capacità di volere era grandemente scemata pur senza che fosse esclusa. Lo psichiatra ritiene inoltre che Traini dovrebbe essere sottoposto ad un trattamento terapeutico ed essere seguito per evitare una recidiva. Al processo si costituiranno diverse parti civili (al momento ne risultano dieci). A cominciare dai sei feriti (alcuni di loro assistiti dagli avvocati Gianfranco Borgani e Raffaele Delle Fave). Parte civile si costituiranno anche l’Acsim, il Terminal, il Comune di Macerata e anche il Pd (tutelato dall’avvocato Nicola Perfetti) contro la cui sede di Macerata Traini aveva esploso un colpo di pistola. Una delle ragazze ferite, Jennifer Otioto, 25enne raggiunta da un proiettile alla spalla mentre era davanti alla stazione chiederà un risarcimento di 750mila euro.

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La mamma di Pamela con il mazzo di fiori di Luca Traini

Altre parti civili potrebbero essere quelle dei titolari dei locali che hanno avuto danneggiate porte o vetrine dagli spari del “Lupo”. Traini il 3 febbraio, dopo il raid, si era arreso ed era salito sulla scalinata del monumento ai caduti avvolgendosi in una bandiera tricolore. Lì era stato preso. Da quel giorno si trova in carcere a Montacuto di Ancona. Traini ha fatto riparlare si sé lo scorso venerdì quando ha inviato un mazzo di fiori per il funerale di Pamela Mastropietro. Proprio in seguito all’uccisione della 18enne aveva deciso di agire e compiere il raid.

 

 

 



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