Raid razzista,
fissato processo per Traini

FOLLIA A MACERATA - Indagini chiuse e udienza il 9 maggio per l'uomo che ha sparato a 6 immigrati il 3 febbraio. L'avvocato Giancarlo Giulianelli, che lo assiste, chiederà il rito abbreviato. Dalla perizia svolta dalla difesa, secondo indiscrezioni, l'uomo non sarebbe stato in grado di intendere e volere al momento del fatto
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Luca Traini all’uscita dalla caserma di Traini

Raid razzista, fissato il processo per il “lupo” Luca Traini: udienza il 9 maggio a Macerata davanti alla Corte d’assise. La procura di Macerata ha chiuso rapidamente le indagini sui fatti del 3 febbraio quando Traini sparò a sei persone immigrate lungo le strade di Macerata, seminando il panico per la città. Come annunciato è stato chiesto un rito immediato. La contestazione è quella di strage aggravata dalla finalità razziale.

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L’avvocato Giancarlo Giulianelli

L’avvocato di Traini, Giancarlo Giulianelli, in quell’udienza chiederà «il rito abbreviato. Questo è certo. Non so se condizionato ad una perizia psichiatrica o secco». Il legale ha depositato nelle scorse settimane la perizia psichiatrica che aveva deciso di far svolgere sul proprio assistito da un suo consulente. Secondo indiscrezioni, non confermate però dal legale, Traini non sarebbe stato in grado di intendere e volere al momento del fatto.

Luca Traini la mattina del 3 febbraio, stando a quanto lui stesso ha raccontato agli inquirenti, stava andando in palestra quando ha sentito alla radio, ancora una volta, la ricostruzione dell’omicidio di Pamela Mastropietro e ha deciso di dirigersi in auto a Macerata dopo aver preso pistola e proiettili. Giunto a Macerata ha rinunciato all’obiettivo di andare in tribunale dove era in corso l’udienza di convalida del fermo per Innocent Oseghale, accusato di aver ucciso la 18enne romana, e ha invece iniziato a fare un giro per la città e le frazioni sparando agli immigrati. Sei le persone che sono rimaste ferite dal raid di Traini. L’uomo ha poi fermato la sua auto, una Alfa 147 nera, è sceso con una bandiera tricolore al collo e si è fermato sui gradini del monumento ai caduti in fondo a corso Cavour dove è stato catturato da due carabinieri.



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