Giungla sae, l’appello della Cisl:
«Senza strumenti di controllo
non arriveremo alla radice degli abusi»

SISMA - Il sindacato chiede l'introduzione di norme che permettano di controllare a monte appalti e lavoratori, come il Durc di congruità e il tavolo permanente in Prefettura

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«Abbiamo bisogno di strumenti che permettano di prevenire e contrastare in modo strutturato le irregolarità e gli abusi. In questi mesi molte volte con l’ordinaria azione sindacale della nostra categoria siamo riusciti a correggere situazioni di irregolarità o di ritardo nei pagamenti dei lavoratori, ma senza strumenti di controllo forti come quelli che chiediamo ormai da tempo non riusciremo ad arrivare alla radice degli abusi e, in una realtà complessa come quella dei cantieri della ricostruzione, rischiamo un’azione di tutela limitata ai pochi casi che arrivano alla denuncia esplicita».

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Silvia Spinaci

Sono le parole di Silvia Spinaci e Rocco Gravina, responsabili Cisl per l’area del sisma. I sindacalisti tornano sui problemi riscontrati nei cantieri per la costruzione delle casette. “Ci sono 54 cantieri sae nella provincia di Macerata per 2 grandi appalti, quello delle urbanizzazioni e quello delle istallazioni delle sae– spiega Jacopo Lasca, responsabile maceratese della Filca Cisl Marche -. Consorzi, sub appalti e rete di impresa per circa 600 lavoratori letteralmente sparpagliati su un territorio vasto e morfologicamente complesso. Lavoratori che vengono spostati quotidianamente in cantieri distanti tra loro creando difficoltà sia nei controlli delle istituzioni sia nelle opportunità di incontro. Tutto questo rappresenta il contesto ideale per le irregolarità e la possibilità di infiltrazioni mafiose. Figurarsi quando partiranno una miriade di micro cantieri con la ricostruzione leggera e pesante». Per questo la Cisl rimarca l’importanza e la validità dell’intuizione che le parti sociali hanno avuto ormai mesi fa: non sarà mai possibile riuscire a controllare il territorio a valle dei processi di ricostruzione e un vero presidio sarà possibile solo con l’istituzione di strumenti di controllo a monte come l’introduzione del Durc per congruità. «Solo in questo modo – afferma la Cisl –  sarà possibile tutelare e sostenere un lavoro dignitoso e di qualità; vera leva della ricostruzione del tessuto sociale ed economico. È con questa convinzione che, insieme alle altre parti sociali della provincia di Macerata, abbiamo sottoscritto lo scorso luglio il Protocollo sulla congruità, divenuto elemento propulsivo per l’ordinanza commissariale numero 41. I tempi però sono tiranni e ci auguriamo che l’accordo nazionale di attuazione possa vedere la luce in tempi brevi». La Cisl assicura impegno per una responsabile collaborazione con le istituzioni del territorio, per questo attende l’istituzione del tavolo permanete in Prefettura, necessario per presidiare i flussi di imprese e lavoratori che si riverseranno nel territorio della provincia. «Anche il tavolo istituzionale aperto con la Regione, in cui sono presenti tutte le parti sociali del mondo delle costruzioni, offre un’opportunità importante. Qui però dobbiamo segnalare una forte inadempienza della Regione – denuncia ancora Lasca-. Dal 3 novembre stiamo aspettando la convocazione della Commissione ristretta per affrontare alcuni temi fondamentali per il futuro del territorio: un sistema di informazioni in tempo reale che possa portare a conoscenza delle organizzazioni sindacali quali aziende sono presenti sul territorio, misure di contrasto al lavoro irregolare e a sostegno alla qualità del lavoro, sicurezza sul lavoro e dignità degli alloggi per i tanti lavoratori in trasferta che arriveranno per la ricostruzione non possono aspettare oltre».


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