La filosofia greca nelle opere di Rossini:
il Barbiere di Siviglia ai raggi X

MACERATA - Approfondimento agli Aperitivi culturali del filosofo Andrea Tagliapietra. Domani ultimo appuntamento con Andrea Panzavolta per un’analisi dell’isteria del potere

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Andrea Tagliapietra agli Aperitivi culturali con Cinzia Maroni

di Marco Ribechi

Gli Aperitivi Culturali salutano il Barbiere di Siviglia con il filosofo Andrea Tagliapietra. Penultimo appuntamento agli Antichi Forni con gli approfondimenti mattutini dedicati ai melodrammi in cartellone allo Sferisterio dove proprio questa sera andrà in scena per l’ultima volta l’opera di Rossini.

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Marco Guzzini

Con Cinzia Maroni il filosofo Andrea Tagliapietra che ha affrontato la tematica della comicità e dell’identità in quello che forse è stato il percorso di riflessione più bello dell’intera rassegna. Dopo la lettura di Gabriela Lampa di un testo di Leopardi sul sentire e giudicare, Tagliapietra ha iniziato il suo viaggio che ha collegato i filosofi classici con la modernità della musica di Rossini. Uno degli aspetti principali è quello della trasformazione attuata dall’effetto comico che permette di attendersi dai personaggi l’inaspettato, a differenza di ciò che avviene ad esempio nelle tragedie in cui i personaggi sono quello che dicono di essere, sempre.

Andrea Tagliapietra

«Il ritmo è fondamentale, Rossini è famoso per il suo stile che diventa addirittura una metafora – spiega Tagliapietra – il crescendo rossiniano. Un ritmo che modifica il modo in cui le parole sono intellegibili. Molti dei passaggi infatti sono quasi degli scioglilingua, i cantanti si sovrappongono e compongono in contrappunti in maniera tale che questi scioglilingua diventata una nuova lingua parlata da nessuno ma capita da tutti».

marco guzzini

L’uomo, seguendo anche i classici della filosofia greca e Porfirio, è quell’animale razionale che ha di suo il ridere.

«Noi quando ridiamo lo facciamo con tutto il corpo – spiega l’ospite – normalmente per cose che non ci aspettiamo. I passaggi di Rossini sono straordinari per la capacità di produrre sorpresa che scaturisce in ilarità, in riso, nella partecipazione del corpo di coloro che assistono con il corpo di coloro che recitano. Si crea una comunità, perché il vero creatore dell’opera in fin dei conti è il pubblico. Per riprendere la distinzione di Leopardi il sentire è di tutti, non ha bisogno di bagagli di conoscenze o di essere spiegato, è alla portata di tutti».

Prendendo ad esempio la tragedia greca e l’opera lirica: «In queste opere d’arte totali – prosegue Tagliapietra – succede che l’uomo gioca con i simboli. Se la tecnologia ci ha portato a semplificare la comunicazione, l’opera lirica vista dal vivo mantiene tutta una ritualità che nella quotidianità abbiamo perduto. Normalmente davanti a uno spettacolo tendiamo ad immedesimarci nei personaggi e a vivere un panorama di significati. Ma nei personaggi di Rossini riusciamo ad immedesimarci? Aristotele diceva che il comico era una forma di non identificazione perché spesso i personaggi sono peggiori di noi, goffi, e il finale è senza dolore. C’è come un’anestesia del cuore».

Figaro a sua volta è una metamorfosi umana, un personaggio estremamente moderno, è l’uomo nuovo che può essere tutto e può esser niente. Così come la musica. Non è più il servo rispetto al padrone ma si mette sullo stesso piano.

«La coscienza moderna è volubile, non è più la nobil coscienza tutta di un pezzo che dice io sono questo e basta. E’ metamorfica perché si pone il dubbio e riflette su se stessa, così come Figaro che possiede questa capacità. Anche gli altri personaggi all’interno del ciclo evolvono, sia Rosina che Almaviva. Il Barbiere di Siviglia ha una dimensione giocosa in cui la musica supera la parola. Non dobbiamo essere legati ai personaggi per ciò che dicono ma dobbiamo pensarli come dei fasci di musica che si sviluppano.

Il ridere è corrosivo, trasforma, e anche la filosofia quando ride tocca l’assoluto più che col tragico che è più semplice da conseguire. La risata infatti non può essere decisa prima, studiata, ma deve essere spontanea. Il comico quindi lascia essere in maniera creativa ed esclusiva».

Gli applausi finali hanno salutato Tagliapietra in maniera prolungata e insistente, doverosi per l’ampio panorama di significati che il filosofo ha generosamente trasmesso al pubblico.

L’aperitivo conclusivo è stato presentato da Marco Guzzini.

Domani si chiuderà la stagione del Mof e anche quella degli Aperitivi Culturali, l’ospite sarà Andrea Panzavolta per un’analisi dell’isteria del potere.

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