Caos Sae, Confartigianato:
«Noi stiamo con i sindaci»

SISMA - L'associazione di categoria si schiera con i primi cittadini che hanno rifiutato le casette e chiede maggior coinvolgimento delle ditte locali nella ricostruzione pesante: «problemi perché gli incarichi per la realizzazione di tali “incivili” costruzioni sono stati affidati a soggetti che con il nostro territorio non hanno nulla a che fare, e forse sono poco interessati al benessere delle persone»
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Il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli, nel video-denuncia sulle condizioni delle sae da consegnare

 

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Una casetta consegnata senza frigo oggi a Caldarola

 

I sindaci rimandano al mittente le sae, da Caldarola (dove però le persone, a denti stretti, sono entrate lo stesso) fino a Sarnano, Visso e Castelsantangelo. Alla base della rivolta dei primi cittadini consegne bluff, con i lavori ancora in corso e abitazioni incomplete, sporche o non funzionanti. Confartigianato punta il dito contro le scelte fatte e si schiera con i sindaci, chiedendo maggior coinvolgimento delle ditte locali. «I primi cittadini dimostrano senso di responsabilità non consegnando le sae – dice Renzo Leonori, presidente provinciale di Confartigianato imprese Macerata -. Un atteggiamento che dimostra la vicinanza ai cittadini più deboli. Minacciati non tanto dal sisma ma da tutte le inefficienze e ritardi che ne sono derivati».

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Renzo Leonori

«Le sae – prosegue Leonori – sono diventate non più luoghi, ma spazi intesi come contesti distanti dall’esperienza umana. Più concetti quantitativi che qualitativi, dove chi ci abita fa fatica a costruire nuovi affetti e a garantirsi una nuova prospettiva sociale, una rinascita identitaria, un nuovo senso del luogo. Non vogliamo che passi il concetto “meglio consegnarle a malo modo piuttosto che non consegnarle”. Tale distorsione deriva, è evidente a tutti, dall’assegnazione degli incarichi per la realizzazione di tali “incivili” costruzioni, a soggetti che con il nostro territorio non hanno nulla a che fare, e forse sono poco interessati al benessere delle persone».

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Giorgio Menichelli

Sulla stessa lunghezza d’onda, il nuovo segretario provinciale di Confartigianato Imprese Macerata, Giorgio Menichelli: «Ci siamo chiesti, se le Sae fossero state realizzate dalle imprese del luogo, i risultati sarebbero stati gli stessi? Siamo convinti di no. Le nostre imprese hanno un rischio reputazionale troppo alto ed un attaccamento al proprio mercato locale fatto di senso di responsabilità sociale. Non darebbero nessuno spazio alla possibilità di diffusione di notizie e luoghi comuni negativi riguardanti la modalità di gestione della propria impresa, o di una realizzazione di un servizio non a regola d’arte. Se questi sono i presupposti, quale sarà la qualità costruttiva della ricostruzione pesante, quando ingredienti come l’appartenenza, l’identità al proprio territorio e il rischio reputazionale non vengono affatto presi in considerazione? Da queste considerazioni – conclude Menichelli – deriva la nostra insistenza affinché le imprese locali diventino protagoniste indiscusse della ricostruzione pesante».



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