Caos Maceratese, tre strade da percorrere
dopo la retromarcia di Roma

RATA IN CRISI - Autofallimento, concordato preventivo in bianco o ricapitalizzazione (che appare improbabile). Su una di queste ipotesi dovrà decidere l'assemblea dei soci del 7 aprile. Lo spiega l'avvocato Federico Valori, legale di Filippo Spalletta che oggi pomeriggio ha chiuso definitivamente la trattativa con la cordata romana attraverso la risoluzione del contratto via mail
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GLI ATTORI – Da sinistra: l’avvocato Federico Valori, Filippo Spalletta, Angelo Massone, Luca Macaluso e Marco Fantauzzi

 

di Mauro Giustozzi

La risoluzione del contratto e le strade future che attendono la Maceratese dopo la retromarcia della cordata romana. E’ un avvocato Federico Valori a 360 gradi quello che affronta il giorno dopo la rinuncia di Macaluso e Fantauzzi ad acquistare la Rata. “La chiusura di questa trattativa ci lascerà con un grande interrogativo –afferma il legale-: non sapremo mai se erano dei devastatori del calcio cittadino come sono stati dipinti oppure degli onesti imprenditori che avrebbero contribuito al salvataggio della Maceratese ed a dargli un futuro meno tribolato del presente. C’è stato un attacco violento all’avvocato Massone che ha poi coinvolto ed impaurito anche gli altri. La figura di garanzia per me è stato sempre Luca Macaluso, ma quando si è iniziato ad associare il suo nome e quello di Fantauzzi ad aggettivi come fallimento e bancarotta è stato l’inizio della fine di questa trattativa”.

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Sabato sera Macaluso, Fantauzzi e Spalletta dopo la firma dell’atto di compravendita

Che, a tutti gli effetti, si è risolta nel pomeriggio con lo scambio, via mail tra Spalletta da una parte e Macaluso e Fantauzzi dall’altra. Eppure proprio l’avvocato Valori aveva parlato di accordo definitivo e vendita conclusa proprio sabato scorso nel suo studio. “Ribadisco che quello era un atto definitivo –spiega il legale- che ha efficacia obbligatoria ma non traslativa. Mi spiego meglio. In una trattativa ci sono vari passaggi come la lettera d’intenti, la bozza e la scrittura definitiva. Che ha valore di contratto, anche se poi è necessario il passaggio dal notaio affinchè sia valido a tutti gli effetti transattivi. Paradossalmente Spalletta potrebbe fare una causa per vedere riconosciuta quella scrittura definitiva fatta nel mio studio. Ma non lo farà di certo, non essendoci la chiara volontà della controparte di portare avanti la Maceratese. Quindi il contratto è recesso ed è di fatto risolto”. Il che apre il baratro davanti al club biancorosso, visto che la data limite posta per la vendita era stata ribadita da Valori essere il 31 marzo? “Non è che il 1° aprile ci sarà il fallimento della Maceratese – sottolinea l’avvocato – ma la ripartenza delle azioni esecutive. Tanto che proprio oggi mi è arrivata l’ingiunzione di un collega che tutela un creditore chirografario che ha bloccato ulteriori soldi nel conto della società in Lega. La Maceratese va incontro ad una crisi di liquidità e la prosecuzione dell’attività deve essere fatta con rigidi criteri: per questo sarà importante le decisioni che verranno prese in occasione dell’assemblea dei soci in programma il prossimo 7 aprile che dovrà indicare quale strada percorrere”.

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L’ad della Maceratese Simone Sivieri con l’avvocato Valori

All’appuntamento hanno diritto di partecipare i soci del club, quindi Spalletta che ha il 95% delle quote e Massimo Paci che detiene il restante 5% e l’amministratore delegato Simone Sivieri. Sarà presente anche Valori che resta l’avvocato di Spalletta. “In quella sede i soci dovranno valutare le tre opzioni che sono percorribili –sottolinea il legale-. La prima è la ricapitalizzazione, ossia mettere soldi nella società e quindi pagare la massa debitoria esistente. Ma mi sembra che questa sia la strada più complicata da percorrere, altrimenti non si sarebbe giunti a questo punto. Seconda ipotesi è quella di approfondire il concordato preventivo in bianco, ossia un piano di rientro graduale dal debito concordato con il Tribunale che consentirebbe magari di poter chiedere al giudice delegato l’utilizzo dei soldi che ci sono in Lega per pagare i giocatori e concludere così il campionato. Salvando il titolo sportivo sul campo e contemporaneamente, se ci sarà l’appoggio del presidente Gravina, cercare di salvare la licenza di Lega Pro. A proposito della quale voglio segnalare che tra i creditori del club c’è anche la Lega per 70 mila euro di un fondo di solidarietà cui ha attinto la Maceratese e mai restituito. E di come il 6 aprile la società maturerà 160 mila euro di crediti in Lega: invece di escutere la fidejussione di Spalletta, Gravina avrebbe fatto meglio a sbloccare quei soldi che possono essere utilizzati subito per pagare i giocatori. Durante il concordato in bianco la società potrebbe verificare se nuovi acquirenti ci sono e possono entrare in società, visto il tanto interesse mostrato da cordate locali”.

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I giocatori della Maceratese applauditi domenica scorsa all’Helvia Recina dopo la vittoria contro il Feralpi Salò

L’ultima ipotesi all’orizzonte è quella che più volte lo stesso Valori aveva indicato come estrema ratio. “Portare i libri contabili in tribunale –sottolinea l’avvocato- e cioè l’autofallimento della Maceratese con l’esercizio provvisorio affidato unicamente al giudice fallimentare per la prosecuzione dell’attività sportiva e di quella nel successivo iter. In quella riunione del 7 aprile io ci sarò nella veste di consulente ed i soci indicheranno al sottoscritto ed a Sivieri cosa fare”. L’impegno economico finora profuso nella Maceratese dal nuovo presidente Filippo Spalletta si aggirerebbe sui 150/200 mila euro, tra la prima tranche economica di acquisto del club dalla Tardella e successive spese legali e di vario genere immesse nel club. Ma, vista l’aria, appare evidente che Spalletta non tirerà più fuori un euro per il club biancorosso. Che si appresta ad affrontare la trasferta di Parma. Contro una squadra che, solo qualche anno fa, ha vissuto una situazione fallimentare molto più grave però di quella della Rata che ha fatto sprofondare i ducali in serie D. Il momento della Maceratese resta complicatissimo ma non ancora del tutto irrisolvibile.

 

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