Gravina sui guai della Maceratese:
“Rischio terza categoria
se non si pagano stipendi e creditori”

L'INTERVISTA - Il presidente della Lega Pro fa il punto sulla situazione del club biancorosso. "I giocatori possono mettere in mora la società. Non guardo alle cordate ma solo a chi si presenta e versa il denaro in banca. Una città come Macerata deve pretendere rispetto, ho la sensazione che c'è qualcuno che gioca e non si rende conto di cosa sta generando". l'imprenditore perugino Giorgio La Cava tornerà domani a Macerata per un nuovo incontro con gli avvocati Gabriele Cofanelli e Fabrizio Giustozzi
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Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro

 

di Marco Cencioni

«Entro il 16 di aprile se non verranno pagati gli stipendi scatterà la penalizzazione, che verrà scontata nel prossimo campionato. Ma più che altro, poi, la palla passa ai giocatori, che sono sfiniti da questa situazione: possono mettere in mora la società, diventando automaticamente liberi, e in questo caso la Maceratese riparte dalla terza categoria». Non usa giri di parole il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina in merito alla situazione che sta vivendo il club biancorosso. L’unico modo per uscire dalla crisi ed evitare il fallimento è pagare gli stipendi e i creditori: il numero uno della Lega delinea il percorso in maniera chiara, dopo aver ribadito che la fidejussione è stata sbloccata e che è in attesa dell’arrivo delle risorse.

Presidente, tra le varie ipotesi per il futuro della Maceratese è stata delineata dall’avvocato Valori anche quella del concordato preventivo in bianco. Il suo giudizio in merito?

«Ho letto le dichiarazioni e credo che ci sia molto da rivedere. Affermare che si può avviare un percorso di concordato in bianco, in un momento in cui c’è una forte tensione generale a livello ambientale e soprattutto economico, non genera un po’ di terrore nei creditori? Esattamente quello che è successo. Sono stato subissato da richieste di decreti ingiuntivi e da pignoramenti. Quando si ricopre un ruolo, di qualunque genere esso sia, bisogna essere responsabili».

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Luca Macaluso, Marco Fantauzzi e Filippo Spalletta

Avrà saputo dell’arrivo della cordata romana a Macerata e poi del passo indietro fatto dagli imprenditori. Cosa ne pensa?

«Non esprimo giudizi sulle persone, sulle cordate. Non mi interessano. Una città come Macerata deve pretendere rispetto e in questo momento ho la sensazione che c’è qualcuno che gioca e che in maniera irresponsabile non si rende conto di cosa sta generando. Purtroppo penso che la situazione attualmente sia particolarmente delicata e che le tensioni scatenate, che già esistevano, ora sono abbastanza compromesse per una serie di dichiarazioni inopportune. Qui c’è bisogno dell’intervento di soggetti credibili, responsabili, che hanno una certa disponibilità. Il resto non serve a nulla».

Fra i possibili acquirenti ci sono il presidente del Matelica Mauro Canil e l’imprenditore perugino Giorgio La Cava. Come li valuta?

«La valutazione imprenditoriale spetta agli imprenditori, io ho un ruolo istituzionale. Faccio il presidente di un organismo che raccoglie 60 città italiane e devo difendere gli interessi di sette milioni di soggetti coinvolti. Quindi non voglio sapere da chi sono composte le cordate ma mi interessa solo che si risolva il problema seriamente e che venga affrontato in maniera molto ma molto responsabile».

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Mauro Canil, presidente del Matelica

E come possono farlo i soggetti interessati all’acquisto della Maceratese?

«Chi arriverà deve pagare gli stipendi e i creditori. Al di là dei proclami deve andare in banca, fare un versamento e affrontare i suoi impegni. Occorre solo senso di responsabilità. Ci si siede ad un tavolo, si tracciano le soluzioni affrontando le questioni, si assumono degli impegni che poi devono essere mantenuti. Il problema si risolve concretamente e ha una sua soluzione ma non è quella che ha tracciato l’avvocato Valori. Occorre premettere che la Lega non ha risorse cosi come sostiene il legale di Spalletta. La Maceratese infatti maturerà qualcosa ma solo se non viene aggredita da ulteriori pignoramenti, risorse che comunque non consentono di affrontare il pagamento degli emolumenti. Il rischio reale è che se i calciatori in tempi rapidi non percepiranno gli stipendi potrebbero fare la messa in mora della società, liberandosi: in questo caso la Maceratese è fuori da tutti i campionati del mondo e non c’è giudice che tenga».

La sua opinione sulla gestione finora portata avanti dal presidente Spalletta?

«Se da ottobre non sono stati pagati gli emolumenti ai giocatori è chiaro che qualcuno non ha rispettato gli impegni. Voglio capire quante risorse sono state messe in questa società, del resto non mi interessa. Ma lo dico con orgoglio ed è un messaggio che deve arrivare chiaro: giù le mani dalla Lega Pro, noi andremo avanti per la nostra strada. Per quanto riguarda la fidejussione, infine, siamo in attesa che arrivino le risorse, la procedura come ho già detto è stata avviata».

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Il presidente Gabriele Gravina con l’amministratore delegato Simone Sivieri e il sindaco Romano Carancini durante la visita all’Helvia Recina

E’ stato avvicinato ultimamente da qualche soggetto interessato all’acquisto del club biancorosso?

«Sono a disposizione di tutti quelli che vogliono chiamarmi per avere informazioni, ma solo ed esclusivamente delle persone serie. Non ho tempo da perdere con gente che non ha voglia di assumersi delle responsabilità».

Nel frattempo non si registrano sviluppi sull’asse Comune-Canil. Il presidente del Matelica continua ad essere il preferito dai tifosi biancorossi, che in questi giorni lo acclamano su facebook sperando in un suo intervento per rilevare la società e iniziare un nuovo corso. Mentre l’imprenditore perugino Giorgio La Cava tornerà domani a Macerata per un nuovo incontro con gli avvocati Gabriele Cofanelli e Fabrizio Giustozzi che stanno cercando di formare una cordata per intervenire prima che sia troppo tardi. 

 

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