“Le piattaforme?
Un valore per la comunità”

AMBIENTE - Il lettore Luca Giorgi, dipendente Eni da più di 30 anni, esprime la sua opinione sul referendum del 17 aprile in una lettera inviata alla redazione
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Piattaforma "Barbara" al largo di Falconara

Piattaforma metanifera

«Le piattaforme sono un valore per la comunità». Lo afferma Luca Giorgi, cingolano, dipendente Eni da più di 30 anni, in una lettera inviata alla redazione di Cronache Maceratesi. Operatore nelle piattaforme al largo di Falconara, Giorgi è intervenuto sulla questione referendum e sulle voci diffuse nelle ultime settimane attraverso i media a proposito dell’inquinamento derivato dalle trivellazioni nell’Adriatico.

«Scrivo questa lettera di mia volontà – afferma Giorgi – per evidenziare come l’opinione pubblica, la politica ed alcuni ambientalisti in questo periodo hanno trovato la soluzione dei propri mali gettando fango sulle piattaforme marine, dicendo enormi falsità. Dicono che sono inquinanti, invece intorno ai pali delle strutture vi sono svariate specie marine difficilmente visibili altrove». «La situazione che si sta creando per questo referendum – continua l’operatore – mi spinge a vergognarmi del mio lavoro, mentre dovrebbero farsi un’esame di coscienza i sindaci e i politici che andranno a votare contro le installazioni off-shore e allo stesso tempo nei loro comuni lasciano fogne a cielo aperto, depuratori assenti o non funzionanti e discariche lungo i corsi d’acqua. Per esempio, i divieti di balneazione nella provincia che ci sono stati nel passato recente a Porto Recanati e Civitanova non erano minimamente legati alle attività delle piattaforme, infatti in queste zone non ci sono strutture marine di estrazione gas. Ho sentito dire che le piattaforme provocano l’erosione della costa: in realtà, in regioni come la Liguria e la Toscana dove si è perso un terzo delle spiagge, non c’è traccia di pozzi petroliferi. L’erosione della costa non sarà forse legata alla cementificazione dei litorali, al disboscamento delle colline e alla poca pulizia degli alvei dei fiumi?».

piattaforma metano«Se le piattaforme fossero effettivamente dannose per il mare – sottolinea Giorgi – come si spiegherebbero tutte le bandiere blu e il turismo della costa romagnola, dove c’è la più alta concentrazione di strutture di estrazione metanifera? A dirla tutta, in Romagna, molti visitatori vengono portati in barca nelle vicinanze delle piattaforme per visitarle e pescare vicino ad esse. In pochi, in realtà, si rendono conto dell’inquinamento marino meglio di chi lavora su una piattaforma: quando la corrente è favorevole, sotto la struttura arriva di tutto. Polistirolo, plastica, secchi, chiazze oleose e carcasse di animali da pascolo. Quando il mare ce lo permette, io e i miei colleghi cerchiamo di togliere il possibile dall’acqua e di metterlo nei cassonetti di differenziata della piattaforma, seguendo i principi che ci sono stati insegnati dai dirigenti aziendali al momento dell’assunzione: “Ragazzi, il mare è la cosa più importante che abbiamo in Italia, rispettiamo l’ambiente e la sicurezza”».

Luca Giorgi è poi intervenuto sul lato economico e politico del referendum del 17 aprile. «Se le piattaforme saranno chiuse – spiega – verrà attivata la cassa integrazione, la quale verrà pagata dalla comunità. Questo i politici non lo dicono, anzi, spesso dicono il contrario. Persino il sindacato della Fiom è favorevole al sì. Un comportamento che, secondo me, dimostra come certi politici e personalità dei sindacati abbiano semplicemente trovato un modo per fare cadere il governo Renzi, attraverso il mancato rinnovo di concessioni di estrazioni di metano e mettendo a repentaglio il posto di lavoro di molti lavoratori. Qualcuno mi attaccherà sulle recenti notizie arrivate dalla Basilicata. Non conosco i fatti nel dettaglio, però, per quanto riguarda Viggiano, un’inchiesta era già partita diversi anni fa. Guarda caso, è venuta fuori proprio a pochi giorni dal referendum». «Infine – conclude Giorgi – invito tutti a ricordare, prima di decidere se votare o meno, che un grandissimo contributo allo sviluppo del territorio è stato dato proprio da Enrico Mattei, partigiano e storico presidente dell’Eni nato nella nostra regione».



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