Emiliano Liberati

Emiliano Liberati


Utente dal
5/7/2011


Totale commenti
20

  • La nuova Provincia ricomincia da ieri,
    Pettinari confermato presidente:
    “Soddisfazione ma non euforia”

    1 - Ago 29, 2016 - 12:13 Vai al commento »
    Da iscritto e militante del PD, preferisco guardare a ciò che sarà se vincerà il SI' come mi auguro, nella speranza che anche nei nostri territori si inizi davvero a promuovere la posizione ufficiale del partito. Per il resto - condividendo l'opinione di Giuseppe Bommarito - mi pare che siamo di fronte alle consuete dinamiche tutte interne in cui emerge la solita pochezza politica del PD territoriale, un luogo di carriere più che di fatti. E con troppi strateghi della sconfitta che pesa per riposizionarsi e contare nelle scadenze che saranno.
  • Blitz del premier Renzi all’Arena

    2 - Lug 28, 2016 - 23:25 Vai al commento »
    A leggere certi commenti, si ha la prova provata che la mamma di certi soggetti è perennemente incinta. Auguri ...
  • Migranti, Morgoni a Saltamartini:
    “Faccia il sindaco non il capopopolo”

    3 - Lug 18, 2016 - 23:35 Vai al commento »
    Da cittadino cingolano trovo assurdo che un sindaco che si reputa da sempre uomo delle istituzioni, possa assumere un atteggiamento del genere, ignorando, peraltro, quanto sancito dalla stessa Costituzione. Cingoli rischia di apparire come un luogo di intolleranza pur non essendolo (la principale azienda del luogo vive anzitutto grazie alla manodopera straniera, dal momento che ancora oggi è difficile reperire quella italiana per un certo tipo di attività). Francamente l'ennesimo atto di populismo un tanto al chilo del primo cittadino, sembra più un modo per ricollocarsi politicamente, visto che è al secondo mandato da sindaco e vista, forse, la nostalgia per un'esperienza parlamentare che non passerà proprio alla storia. Nel frattempo Cingoli si fa sempre più conoscere per esternazioni del genere che non per una valorizzazione delle sue tante risorse, un impegno che dovrebbe toccare in primis al Sindaco, evidentemente interessato più al proprio futuro che non a quello di un'intera comunità.
  • Unioni civili, Saltamartini:
    “Mi rifiuterò di celebrarle”

    4 - Mag 12, 2016 - 22:17 Vai al commento »
    Caro Sindaco, da cittadino cingolano ormai abituato alle tue "lezioni" che sciorinano un sapere buono ad imbonire una comunità che non è fatta solo di pensieri semplici (e anche per questo assolutamente da rispettare), vorrei ricordarti che la legge è legge, ti piaccia o no. Poi puoi evitarla delegando ad altri una celebrazione che non esiste (non siamo di fronte ad un matrimonio), alimentando ulteriormente la prevenzione che ormai c'è nei confronti della nostra cittadina. Nota anzitutto come una sorta di "Bronx" per i suoi "picchi" di criminalità che hai sventolato ovunque (e dire che hai vinto due elezioni puntando sulla sicurezza) ed ora per quella che a mio avviso è semplicemente una discriminazione. Eppure un Primo Cittadino dovrebbe rappresentare la collettività nella sua interezza, senza cedere a dichiarazioni ad effetto che servono a colmare per un istante qualche vuoto politico ed amministrativo. A Cingoli non serve un personaggio. Una volta tanto servirebbe un sindaco. E lo dico a prescindere dalla diversità politica che ci caratterizza.
  • “Le piattaforme?
    Un valore per la comunità”

    5 - Apr 13, 2016 - 20:03 Vai al commento »
    Assolutamente d'accordo con Luca Giorgi nel rimarcare l'assurdità di un referendum puramente politico e pretestuoso contro l'attuale esecutivo. Le argomentazioni portate dall'operatore, sono la sintesi migliore per comprendere la reale portata di questa consultazione. In cui emerge il rischio a cui verranno sottoposti oltre trentamila lavoratori (tra dipendenti diretti ed indotto) in caso di vittoria del SI' a seguito di un quorum che, per quanto mi riguarda, contribuirò a non far raggiungere. Esercitando il diritto di astenermi sancito dal quorum stesso oltre che dalla stessa Costituzione. Cosa ben diversa, dal dovere del voto che va espresso per il rinnovo dei nostri rappresentanti a vari livelli.
  • Kramer contro Kramer in casa Pd,
    outing del vice ministro Morando:
    “Il jobs act l’ho scritto io e funziona”

    6 - Feb 7, 2016 - 14:42 Vai al commento »
    E dell'intervento di Morando nulla ? Capisco la passione sociale di chi ha vissuto sempre sulle miserie di un paese cercando, ora, un palcoscenico magari a sostegno del no referendario .... ma per onestà intellettuale sarebbe utile riportare le posizioni di tutti. Altrimenti siamo alla partigianeria nuda e cruda. E fare giornalismo significa altro, conoscendo bene le due parti in causa (anzitutto l'amico Morando di cui mi fido).
  • Oreficini nuovo capo di Gabinetto
    Lambertucci attacca le nomine di partito

    7 - Ago 8, 2015 - 19:42 Vai al commento »
    Il fenomeno è sempre lo stesso, spesso o spessissimo con gli stessi beneficiari. Ma siamo di fronte ad una storia che non nasce oggi, anche se in molti sembrano accorgersene solo ora, all'indomani di un sostegno dato anche indirettamente ad un sistema che tende a riprodursi tale e quale. E che si avvale delle troppe timidezze recenti o passate, quando era altrettanto doveroso rimarcare certe anomalie ...
  • In Regione è un valzer Pd
    Daniele Salvi nuovo capo di gabinetto

    8 - Ago 7, 2015 - 14:50 Vai al commento »
    Prof. Maulo, è del tutto evidente la contrarietà nei confronti anche dell'imbarazzante vicenda Salvi. Perchè nel momento in cui si scrive che il partito non può essere oggetto di una gestione interessata da parte dei soliti soggetti con tutto ciò che ne consegue, è altrettanto evidente la critica che si muove ed un intero modo di fare e di pensare la politica. Se dovessimo scrivere una nota di biasimo per ogni scelta simile alle ultime due, dovremmo sostanzialmente fare solo questo. Credo che serva alzare una voce comune in tutti i luoghi interessati e tra la gente per portare allo scoperto, definitivamente, una classe dirigente che intende solo sopravvivere a sè stessa soprattutto nei territori. Pieni di "yes man" e "yes woman" disposti a tutto pur di esserci e avere un ruolo, nel segno di un provincialismo politico che rende anche la nostra terra un luogo pieno di nulla, ora come prima. In attesa che anche dalle nostre parti nasca il PD.
    9 - Ago 6, 2015 - 18:52 Vai al commento »
    Da firmatario della nota critica non già solo contro l'incarico a Sara Giannini ma nei riguardi di un intero sistema che gestisce politica e partito a proprio uso e consumo, è naturale che disapprovo quanto è accaduto anche con Daniele Salvi. Siamo all'evidenza di una situazione che di certo non nasce oggi e che contribuisce ad alimentare la crisi di territori privi di politica e di degni rappresentanti anzitutto sul piano morale. Pronti a collocare e a collocarsi nonostante, fatti alla mano, ben poco deponga a loro favore. Incazzarsi con chi denuncia tutto questo, però non contribuisce a risolverlo, perchè si scade in un penoso populismo incapace di distinguere. Lo stesso che poi tiene in vita i personaggi di cui, invece, dovremmo politicamente disfarci al più presto. Hanno già dato, nel modo che purtroppo conosciamo.
  • “Il Pd usato per tornaconti personali”
    L’accusa di 34 democrat

    10 - Ago 3, 2015 - 15:40 Vai al commento »
    Nessun mettersi in piazza. Solo dire con chiarezza certe cose. Un saluto.
    11 - Ago 3, 2015 - 15:31 Vai al commento »
    Tamara, ora che ti sei sfogata spero che starai meglio. Ribadisco ... a te le cose vanno bene come sono sempre state. E' una mia opinione, per carità, ma la penso esattamente così.
    12 - Ago 3, 2015 - 15:03 Vai al commento »
    Tamara, i continui attacchi molto pretestuosi della cosiddetta minoranza Dem, sono la riprova del cambiamento avviato dal Premier e dell'infondatezza di quanto affermi. I nomi scelti da Renzi sono proprio per farle le riforme, non certo per affossarle. Altrimenti sarebbero rimasti quelli che tu sembri gradire. Nessuno, poi, intende avanzare una superiorità morale, anche nella nota. Dove viene semplicemente denunciata una situazione evidente da anni, al netto dei personaggi che possono sentirsi toccati e di cui, sinceramente, mi interessa meno di zero.
    13 - Ago 3, 2015 - 14:39 Vai al commento »
    @Tamara Moroni. Tamara, mille volte abbiamo discusso di politica e di rinnovamento. Mettere sullo stesso piano vicende regionali e nazionali, mi sembra però lievemente forzato ed utile a dimostrare la propria contrarietà quasi a prescindere al rinnovamento che almeno a monte si sta avvertendo, non senza difficoltà anzitutto di natura politica. Il modo in cui è stata gestita l'intera partita delle regionali anche nelle Marche, dimostra l'insufficienza di una classe dirigente aggrappata ad un sistema che piace ancora a molti. Ma contestarlo non vuol dire necessariamente farlo perchè qualcuno (come lasci intendere) è rimasto fuori. Perchè ci sono momenti in cui è doveroso restare all'esterno di certe dinamiche proprio per marcare anche una netta discontinuità. Da firmatario della nota mi rallegro di non far parte di un gruppo sempre uguale e con i soliti obiettivi da mera logica spartitoria, sperando che una volta tanto si abbia anche il coraggio di arrivare sino in fondo per dimostrare (con i fatti) che esiste anche un modo altro di vivere e di concepire la politica, anche nei territori. Molti di noi da anni contestano l'impostazione esistente, ben sapendo che questo frutta solo esclusioni ai limiti dell'emarginazione politica. Eppure si va avanti ugualmente, coscienti che tutto ciò che fin qui disinvoltamente s'è definito "renziano", per molti versi è stato solo un modo per ricollocarsi. Ecco perchè preferirei che ci definissimo "Democratici", intendendo con questo quello spirito originario che ci vide protagonisti nel 2007. Salvo poi assistere al ritorno di soggetti che a vari i livelli tengono in ostaggio politica e partito, gli stessi che attualmente nominano consulenti non so quanto necessari, sulla scorta di un contentino da elargire in attesa di futuri incarichi in ambiti superiori. Anche se non esistono figure indispensabili ed insostituibili. Sul governo nazionale perdonami: se preferisci la Bindi a chi hai citato, evidentemente a te le cose vanno bene come sono.
    14 - Ago 2, 2015 - 15:51 Vai al commento »
    @Fabrizio Principi: Fabrizio, io, come sai, non sono un indignato per finta. E come al solito ci ho messo la faccia e la firma.
  • Il Parco dei Sibillini senza presidente da oltre sei mesi

    15 - Gen 16, 2013 - 21:36 Vai al commento »
    http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.greenreport.it%2F_new%2Findex.php%3Fpage%3Ddefault%26id%3D%252019847&h=UAQENFu6J Le qualità di un presidente di Parco   [ 15 gennaio 2013 ] Giampiero Sammuri, presidente Federparchi Negli ultimi giorni si è acceso un dibattito - peraltro non è la prima volta che accade - sulla figura del presidente di Parco. Ad innescarlo le nomine, ancora in itinere, nei parchi nazionali delle Foreste Casentinesi e dei Monti Sibillini. Anche alcune associazioni ambientaliste hanno sollecitato, giustamente, delle decisioni rapide per evitare fasi commissariali. Fino ad oggi devo riconoscere al ministro Clini il merito di aver risolto velocemente quasi tutte le nomine, superando anche alcune annose gestioni commissariali. Si è sempre passati, come è giusto e come prevede la legge, attraverso  proficue concertazioni con le regioni. Penso all'Appennino Tosco-Emiliano, all'Appennino Lucano, all'Alta Murgia, al Gargano, e al Pollino, alle Cinque terre, all'Arcipelago toscano; e ancora Maddalena, Maiella. In tutti questi casi il Ministero ha trovato soluzioni in tempi brevi senza bracci di ferro con le Regioni, segnando un metodo  ‘di svolta' e andando oltre esperienze del passato che io mi auguro davvero superate. Adesso rimangono solo quattro parchi senza un presidente: i due citati all'inizio più quelli dell'Aspromonte e di Abruzzo Lazio e Molise. Ma che caratteristiche deve avere il presidente di un parco? Se facciamo riferimento alla normativa, la Legge 394 del 1991, nulla dice rispetto a questo argomento, lasciando il ministro libero nella scelta, purché d'intesa con le Regioni. Ecco che allora entriamo nel campo delle opinioni e per questo esprimo le mie, che sono frutto dell'esperienza maturata negli anni e della conoscenza diretta di decine (forse centinaia) di presidenti di parco. Direi che c'è una prima serie di prerogative che a mio avviso sono comuni a qualunque amministratore pubblico e che quindi, anche il presidente di un parco deve possedere: l'onestà, il rispetto e l'orgoglio di rappresentare un'istituzione, la voglia di impegnarsi in un contesto pubblico, la capacità di saper ascoltare con attenzione anche chi esprime opinioni diverse dalle proprie, e ancora la capacità di mediare per raggiungere un risultato, la dote di leadership, la disponibilità al confronto con chi svolge gli stessi compiti in altri territori. Ma non è tutto. Per fare bene il presidente di Parco sono necessarie anche altre cose, in realtà utili anche all'amministratore di un Comune o di una Provincia: e cioè sensibilità verso le tematiche ambientali, curiosità e rispetto verso la scienza, conoscenza degli usi e costumi locali, delle tradizioni. Non voglio eludere un punto dibattuto: il presidente di un parco deve essere un esperto di ambiente? Io ritengo che la competenza in campo ambientale possa senz'altro aiutare, ma sono altri, come ho detto, i requisiti propedeutici. Io sono biologo, mi occupo da sempre di biodiversità e ho insegnato all'università per sei anni nel corso "Gestione delle aree protette". Questo certamente mi aiuta, ma più ancora, per condurre un parco, mi hanno aiutato e mi assistono altre esperienze. Anche perché le competenze tecnico-scientifiche ed amministrative - nei parchi - ce l'hanno già, sicuramente, i dipendenti. Per essere un buon sindaco non serve avere una laurea in scienze politiche o essere un docente di diritto amministrativo. Gli atti e  i progetti li fanno i segretari comunali, i dirigenti, i dipendenti. Bisogna poi considerare che con l'esperienza e "l'allenamento" si può migliorare, crescere e acquisire competenze che magari, in avvio, non fanno parte del bagaglio personale. Ciò che invece, secondo me, è importante - e concludo - è un altro requisito: molti dei più bravi presidenti che ho conosciuto nella mia vita hanno avuto in precedenza esperienze di amministrazione locale. Sì, è vero, ho conosciuto anche bravi presidenti che questo background non lo possedevano, ma in percentuale sono più rari. Sono l'eccezione, non la regola. 
  • Il Pd presenta i candidati
    Scintille tra renziani e bersaniani

    16 - Dic 24, 2012 - 22:02 Vai al commento »
    L'assemblea del PD è stata disertata semplicemente perchè non sono arrivate le convocazioni a parecchie persone. Un disguido che segue quello relativo alle candidature alle scorse provinciali, approvate (si fa per dire) da 28 membri su oltre cento aventi diritto. Mah ...
  • Giovanni Lattanzi chiede le dimissioni di Broccolo: “Il Pd non ha bisogno di un segretario tifoso”

    17 - Feb 20, 2012 - 14:08 Vai al commento »
    gzibibbo ... chi è costui ? Certo, affermare che Modem dovrebbe andare con Vendola basta e avanza per qualificare l'occulto personaggio .... che si basa sulla centralità civitanovese dell'intero scibile umano dimenticando che esistono persino altre realtà e valutazioni che vanno oltre (per fortuna) Citanò. La richiesta di dimissioni del Segretario Provinciale Broccolo (che sottoscrivo in toto) non muove solo dall'atteggiamento assunto in questa tornata di Primarie, ma su un comportamento più complessivo che ha volutamente ignorato le diverse posizioni che legittimamente possono esserci in un partito democratico, preferendo ripiegare suo soliti personaggi non so a garanzia di cosa. Ho l'impressione che più che uno Zibibbo sia una più prosaica gazzosa ... ma magari mi sbaglio .. in fin dei conti sono di Modem .....
    18 - Feb 19, 2012 - 20:38 Vai al commento »
    E chi sarebbe il regista ?
    19 - Feb 19, 2012 - 20:34 Vai al commento »
    E' utile ricordare che lo Statuto del Partito Democratico non prevede la consultazione tra gli iscritti per la designazione del Candidato Sindaco. Sarebbe opportuno, ogni tanto, leggersi lo Statuto del Partito .....   CAPO IV  Scelta delle candidature per le cariche istituzionali  Articolo 18. (Elezioni primarie per le cariche monocratiche istituzionali) 1. I candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione vengono scelti attraverso il ricorso alle primarie di coalizione. 2. Il Regolamento per lo svolgimento delle primarie di coalizione, definito d’intesa con le forze politiche alleate, è approvato con i voti favorevoli della maggioranza assoluta dei componenti della Direzione del Partito Democratico del livello territoriale corrispondente. Tale Regolamento stabilisce le norme per l’esercizio del diritto di voto, le modalità e i tempi per la presentazione delle candidature e la convocazione della consultazione, disciplina la competizione per la fase che va dalla presentazione delle candidature alle elezioni, fissa modalità rigorose di registrazione dei votanti e di svolgimento delle operazioni di voto. 3. Nel caso di primarie di coalizione, gli iscritti al Partito Democratico possono avanzare la loro candidatura qualora essa sia stata sottoscritta da almeno il trentacinque per cento dei componenti dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente, ovvero, da almeno il venti per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale. 4. Qualora non si svolgano primarie di coalizione, si procede con le primarie di partito, a meno che la decisione di utilizzare un diverso metodo, concordato con la coalizione, per la scelta del candidato comune non sia approvata con il voto favorevole dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente. 5. Nel caso di primarie di partito, la candidatura a Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione può essere avanzata con il sostegno del dieci per cento dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale, ovvero con un numero di sottoscrizioni pari almeno al tre per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale. Nel caso di primarie di partito, qualora il Sindaco, il Presidente di Provincia o di Regione uscenti, al termine del primo mandato, avanzino nuovamente la loro candidatura, possono essere presentate eventuali candidature alternative se ricevono il sostegno del trenta per cento dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale, ovvero di un numero di sottoscrizioni pari almeno al quindici per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale. 6. Le primarie, di coalizione o di partito, per la scelta dei candidati a Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione, si svolgono con il metodo della maggioranza relativa. 7. Non si svolgono le elezioni primarie di coalizione o di partito nel caso in cui, nei tempi prescritti dal Regolamento, di cui il comma 2, sia stata avanzata una sola candidatura alla carica oggetto di selezione. Tale candidatura diventa automaticamente quella del PD alle elezioni. 8. Qualora il Partito Democratico aderisca a primarie di coalizione per la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri è ammessa, tra gli iscritti del Partito Democratico, la sola candidatura del Segretario nazionale. 9. Per le elezioni dei Presidenti di Regione, nonché dei Sindaci e dei Presidenti di Provincia dei capoluoghi di Regione, il Segretario nazionale, qualora ravvisi elementi che pregiudichino l’indirizzo politico generale del partito, può chiedere all’organo dirigente del livello territoriale competente di riesaminare le decisioni assunte in ordine agli accordi di coalizione e alle modalità di selezione delle candidature. In tale caso, l’organo dirigente del livello territoriale competente è chiamato a riesaminare la decisione nei sette giorni successivi.
  • Berdini (Pd): “No al modello Marche a Civitanova”

    20 - Lug 5, 2011 - 10:12 Vai al commento »
    Condivido pienamente l'impostazione di Giorgio Berdini e ritengo che un simile approccio non solo può essere significativo per Civitanova, ma anche più ampiamente. Il passaggio chiave è la promozione di un metodo anzichè di un modello, prendendo a riferimento quel coinvolgimento alla base dello spirito del PD iniziale. Ed è da tale presupposto che occorre partire, sottraendo la politica (quella vera e attiva) dalla consunte logiche di segreteria che da tempo hanno chiuso le porte a qualsiasi forma di proficua partecipazione. Credo che Giorgio abbia colto nel segno.
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