Torna la trota mediterranea
nei fiumi dell’Alto Maceratese
SEFRO - La specie è a rischio estinzione a causa di inquinamento, alterazione degli habitat fluviali e ibridazione con trote alloctone. Ieri 200 esemplari sono stati rilasciati nello Scarzito

Le operazioni nello Scarzito
Dopo molti anni di assenza, la trota mediterranea torna a popolare le acque dello Scarzito. Ieri, nel corso della mattinata, dopo molti anni sono state finalmente immesse nello Scarzito circa 200 trotelle mediterranee (Salmo ghigii). A darne notizia l’Adps Alto Potenza e Scarzito, l’associazione dilettantistica di pesca sostenibile che gestisce i tratti no-kill del bacino locale.

L’intervento ha interessato «il tratto a monte dell’abitato di Sefro, una zona a divieto di pesca caratterizzata da acque sempre limpide e da una portata relativamente costante durante tutto l’anno». La Salmo ghigii è una specie endemica dell’Appennino, un tempo ampiamente diffusa lungo la dorsale appenninica, ma oggi gravemente minacciata di estinzione. La sua distribuzione attuale appare fortemente frammentata e limitata perlopiù a tratti collinari e montani ecologicamente idonei, caratterizzati da acque fredde e ben ossigenate. Tra le minacce principali figurano l’inquinamento, l’alterazione degli habitat fluviali e l’ibridazione con trote alloctone, introdotte nei decenni passati per la pesca sportiva, un fenomeno che ha eroso la purezza genetica delle popolazioni originarie. Per questo motivo, ogni reintroduzione richiede una selezione rigorosa dei riproduttori, bacino per bacino.

Un risultato reso possibile da un lungo lavoro preparatorio. «Questa semina è stata resa possibile grazie al campionamento, effettuato lo scorso anno, di riproduttori idonei per il bacino del Potenza-Scarzito». Gli esemplari selezionati, «trasferiti presso l’impianto ittiogenico di Cantiano, hanno prodotto uova e avannotti con un elevato grado di purezza genetica, tale da consentirne la reintroduzione nel torrente». La reintroduzione è solo l’inizio di un percorso più lungo. L’auspicio dell’associazione è che «nei prossimi anni sia possibile selezionare e immettere un numero sempre maggiore di avannotti di questa specie, anche individuando nuovi riproduttori di elevata purezza genetica tra gli esemplari campionati nei mesi scorsi attraverso i prelievi di tessuto pinnale. La strada da percorrere è ancora lunga ma finalmente abbiamo compiuto il primo passo».


Mediterranea
https://www.youtube.com/watch?v=9tcQBtTG_nU
…quindi ora, Massimo, potremmo fondare un’organizzazione nazionale, chiamandola Trotary, dedicata alla salvaguardia delle trote!!? gv
…alcune trote, ovviamente, Massimo…le più boccheggianti…gv
Si, poi chiedono 20 euro al giorno di tesserino per pescarle…