Futuro Nazionale, tre delegati di Tolentino
all’assemblea costituente di Roma
POLITICA - Antonio Trombetta, Antonella Parrucci e Massimo Belli alla nascita ufficiale del partito guidato da Roberto Vannacci

Antonella Parrucci e Antonio Trombetta a Roma
Tre delegati da Tolentino all’Auditorium della Conciliazione di Roma, seduti tra oltre 1.500 rappresentanti locali convenuti da tutta Italia, sabato e domenica scorsi, per dar vita ufficialmente a Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci il 3 febbraio scorso dopo la rottura con la Lega. Sono Antonio Trombetta, Antonella Parrucci e Massimo Belli. Il Comitato 773 di Tolentino esiste da meno di tre mesi, ed è già riuscito ad esprimere una rappresentanza che lo colloca, nella sola provincia di Macerata, al secondo posto per numero di delegati accreditati, dopo Civitanova Marche. A guidare il comitato è Trombetta, che sottolinea: «In silenzio e in breve tempo, lavorando con serietà e dedizione, senza proclami propagandistici, Futuro Nazionale è una realtà anche a Tolentino. Principi, valori e leadership chiara, ognuno dovrà stare a queste regole – precisa Trombetta – una buona squadra coesa come la nostra di Tolentino si è distinta anche nella scelta dei delegati ,e nella scelta di non appoggiare nessuno di coloro propostisi solo per il numero delle tessere, alla carica di responsabile regionale, Nessun compromesso, no a inciuci o promesse ,siamo concentrati sul nostro territori e alle esigenze del nostro entroterra, meglio soli che male accompagnati, direbbe il Generale».

Antonella Parrucci e Antonio Trombetta
L’assemblea costituente che si è svolta ieri s oggi all’Auditorium della Conciliazione segna il passaggio di Futuro Nazionale da movimento di opinione a struttura partitica vera e propria. Il programma è stato stilato dallo stesso Vannacci e abbraccia i temi dell’identità nazionale, della sicurezza dei confini, della famiglia, della sovranità economica e delle imprese. Dal palco, il leader ha rivendicato con orgoglio la natura outsider del suo progetto. Nelle Marche, il partito ha registrato una crescita progressiva fin dalla sua fondazione. Alla lista dei delegati al Roma si sono aggiunti i tre espressi dal comitato tolentinate, che porta la voce dell’entroterra maceratese nella prima grande assise del partito. Trombetta sottolinea come la squadra abbia deliberatamente scelto di non rivelare i nomi dei delegati prima della nascita ufficiale del partito, un gesto che definisce «coerente con l’identità del comitato: operativo, riservato, lontano dalla logica del protagonismo».
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Voi che criticate tanto sapete perché in Romania nazione che il generale conosce bene perché la moglie è romena le case e i palazzi a piano terra non hanno le inferriate ? Perché nessuno ti entra in casa e se nessuno ti entra è perché hanno paura delle conseguenze non come qui da noi dove entrano a tutte le ore e se ti difendi a casa tua devi anche risarcire il ladro.
Aggiungi un posto a tavola
https://www.youtube.com/watch?v=mvLMy50Sivg
Signor Giorgi lei ha una marcia in più.
Ma forse è una retromarcia.
Che il pur stanco d’elettore,
sul Vannacci a valutare,
lui sperava in un signore,
che la destra a rafforzare;
ma nel mentre del percorso,
dubbio pur egli ebbe avuto,
che vender la pelle d’orso,
troppo avea esso provveduto;
non si può sfaldar la destra,
pe’ ‘na volta così compatta,
per bollir quale minestra,
con il rischio di disfatta;
quindi caro Generale,
riassettar qualche pur cosa,
per non finir tutti male,
a contar la destra implosa;
chissà se dal gran comando,
sian partite ordinazioni,
ma tra incontri e pure urlando,
molti han preso posizioni;
ma la delusion compare,
nei pur giorni poco passati,
forse tesa a sistemare,
destri forti ormai spaesati;
non si può saltar nel banco,
senza al meglio rafforzare,
quel che non vuol esser branco,
per giustizia a comandare;
quindi grande Generale,
se discorsi son sinceri,
non buttiamo nel canale,
quello fatto fino a ieri;
siamo seri siamo onesti,
non prendiamoci più in gioco,
non cadiam in altri cesti,
che siam in fil d’un brutto fuoco… m.g.
Giuseppe, troppo sale nella minestra?
…Massimo, neanche tu potresti fare un buon sugo di carne mettendoci anche dei pesci…o no!!? gv
Il sugo di né carne né pesce a tanti piace, Giuseppe.
…ma qui, Massimo, s’è messo a bollire un sugo che si credeva voler essere di carne buona, da aggiungere al gran pentolone con carne già caldo da tempo, quando è sembrato che, all’improvviso, per far sembrare il sugo ancor più buono, s’è aggiunto del pesce, e magari già lesso da tempo, nel buon sugo di carne che tutti s’aspettavano di degustare, rischiando ahimè di mandarlo a male. Chissà, forse un capo cuoco o un padrone ‘sconosciuto’ del ristorante dove bolliva il sugo, ha dato l’ordine di tutto ciò, in modo che il ristorante chiuda per mancanza di clienti, mentre loro, il capo cuoco e il padrone, avendo già investito in un altro ristorante ancor più grande, guadagnino cifre maggiori, col rischio, però, che nel nuovo ristorante si entri poi solo perfettamente ordinati, impostati e…silenziati!!! Dai, Massimo, lo sai che ogni tanto, oltre alle in filastrocche e filastracche, mi piace dilettarmi in favolotte… gv
Fatti vegetariano, Giuseppe.
…Massimo, a me piace il prosciutto, e quello nostrano…sarà dura… gv
Per il sig. Valenti.
In Romania è molto comune trovare case e appartamenti dotati di inferriate alle finestre (chiamate gratii o grilaje in rumeno). È una caratteristica visibile sia nelle case unifamiliari che nei tipici condomìni (i blocuri), specialmente ai piani terra, ma non è raro trovarle anche ai piani superiori.
Ecco i motivi principali per cui sono così diffuse:
1. Sicurezza contro i furti (retaggio storico): La ragione principale è la protezione contro le effrazioni. Questa abitudine si è radicata profondamente durante gli anni ’90 e i primi anni 2000, il periodo di transizione successivo alla caduta del regime comunista. In quegli anni i tassi di criminalità erano più alti e i moderni sistemi di allarme elettronici non erano ancora diffusi o accessibili a tutti. Le inferriate in ferro rappresentavano quindi il metodo di difesa più affidabile.
2. Abitudine e percezione del rischio: Anche se oggi la Romania è un Paese generalmente sicuro e la criminalità si è ridotta, la cultura della protezione fisica è rimasta. Molte persone le installano (o le mantengono sulle case ereditate) per un maggiore senso di tranquillità psicologica. Non è insolito, ad esempio, trovare inferriate anche in appartamenti di recente costruzione o di lusso in grandi città come Bucarest.
3. Ventilazione sicura: Le inferriate permettono di tenere le finestre spalancate per far circolare l’aria durante le calde estati rumene, senza il rischio che qualcuno possa introdursi in casa.
4. Protezione per i bambini: In molte famiglie, le inferriate fungono anche da misura di sicurezza domestica per evitare che i bambini piccoli possano accidentalmente sporgersi o cadere dalle finestre aperte.
5. Estetica: Spesso le inferriate non sono semplici sbarre di acciaio, ma vengono realizzate in ferro battuto (fier forjat) con motivi floreali o geometrici, diventando un vero e proprio elemento decorativo per la facciata dell’edificio.
In sintesi, se visiti la Romania, noterai che le inferriate sono un elemento architettonico e culturale radicato, nato da esigenze di sicurezza reali in un’epoca passata, ma sopravvissuto fino ad oggi per abitudine e per l’indiscusso senso di protezione che offrono.
Come diceva William Shakespeare in Amleto (Atto I, Scena 5).
“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.”