Asilo Green, il comitato:
“Non vogliamo finire come Villa Teresa”

VERDE vs EDILIZIA - Confronto tra i due quartieri di Tolentino e Recanati. Marco Seghetti: "Vogliamo conservare il nostro verde". Paolo Accattoli: "Noi ci siamo lasciati ingannare da un'ingenuità, voi state attenti"
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I giardini di Villa Teresa prima della riqualificazione

I giardini di Villa Teresa prima della riqualificazione

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I giardini di Villa Teresa sono oggi un cantiere

 

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La manifestazione dell’estate scorsa per le vie di Recanati

 

di Marco Cencioni

«Tolentino come Recanati? Non vogliamo vedere il nostro verde finire come gli ormai ex giardini di Villa Teresa». Marco Seghetti, uno dei portavoce del comitato cittadino “Salviamo il Green dalla speculazione”, commenta così la sequenza fotografica che testimonia la trasformazione dei giardini del quartiere recanatese in un parcheggio. «Ho evidenziato queste foto perché più delle parole contano i fatti. A Recanati è in corso una riqualificazione urbana che, per certi versi, ricorda quella della nostra città, se non altro per l’ingombrante presenza di una struttura commerciale – afferma Seghetti – È veramente difficile comprendere chi trarrà giovamento da queste operazioni, oltre alla struttura di vendita. Le immagini si riferiscono all’area dei giardini di Villa Teresa: prima giardini, poi cantiere, infine cemento. Nonostante le migliori intenzioni, questa non può essere considerata crescita, sicuramente non è benessere: la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni».

Recanati Villa Teresa -evoluzione--4«Il consiglio che voglio dare agli amici di Tolentino è di vigilare che ci sia vero progresso e non speculazione edilizia dietro l’iniziativa dell’amministrazione – afferma il presidente del comitato di quartiere Villa Teresa, Paolo Accattoli – Inoltre, penso che non credere mai ai politici, sino a quando non viene emesso un atto che attesti l’ eventuale ripensamento sulla vicenda, sia la cosa migliore: noi abbiamo pagato a caro prezzo questa ingenuità». Accattoli spiega, quindi, i motivi che lo spingono a dichiarare ciò, raccontando tutto l’iter che ha portato alla riqualificazione della zona dove vive. «A Recanati siamo allo stadio conclusivo di un processo che è durato poco più di un anno. Ci hanno sottoposto il progetto, in maniera sommaria, il 21 gennaio del 2014, già oltre i termini per presentare un eventuale ricorso al Tar. Abbiamo subito contestato la situazione, ovviamente non poteva renderci felici l’ipotesi che venisse tolto l’unico polmone verde del quartiere, punto di ritrovo ed aggregazione per bambini, ragazzi ed anziani. Abbiamo allora proposto di prendere un pezzo della zona, di fare i parcheggi sul tetto della nuova struttura e di lasciare così come erano i giardini. Sulle prime ci sembrava che questa proposta fosse stata accettata, tanto che il 6 febbraio 2014 una nota del Comune titolava “modificato il progetto, salvi gli alberi quarantennali” – ricorda Accattoli – Il sindaco Fiordomo, in un comizio elettorale tenuto nei locali del centro anziani del quartiere Villa Teresa, ha addirittura ribadito con fermezza, davanti a cento persone, che i giardini erano salvi e di non dare credito a voci false messe in giro da altri politici, i quali ci dicevano di non credere a quanto dichiarava l’amministrazione: ha affermato, inoltre, che i giardini sarebbero stati migliorati. Era solo un escamotage, dato che pochi giorni dopo c’erano le elezioni – sottolinea il presidente del comitato di quartiere Villa Teresa – Infatti, la ditta incaricata dei lavori, il 19 giugno, ha cominciato a picchettare i giardini segnando l’inizio della fine.

Noi non ci siamo arresi. Due giorni dopo abbiamo organizzato una manifestazione in piazza, che poi ci è stata negata perché non sono arrivati in tempo i permessi. Il 23 giugno, dopo una riunione pubblica nei locali della parrocchia, è iniziata la raccolta firme che in cinque giorni ha raggiunto quota 2000 adesioni. Poi siamo riusciti a fare la manifestazione e nel frattempo i paletti sono stati rimossi, vista la protesta: era solo l’ennesima presa in giro. Il 30 giugno sono stati rimessi e nel giro di 36 ore il giardino è stato totalmente abbattuto. Al suo posto, attualmente, c’è un parcheggio privato ad uso pubblico del supermercato che è poi nato sull’area – afferma Accattoli – La zona, durante i lavori, è stata vigilata di notte da quattro dipendenti della ditta incaricata dei lavori e tre carabinieri in borghese: sapevano che c’era gente pronta ad incatenarsi sugli alberi. Il fatto evidente è che c’è stata una speculazione edilizia e una presa in giro totale da parte del sindaco e della sua amministrazione – conclude – Non capiamo il perché di tutta questa distruzione, fatta con tanta veemenza, rapidità e bugie, contro il parere della maggioranza della gente del quartiere».

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L’inizio dei lavori a Villa Teresa

 

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