Ciclista sbuca dal vicolo
e viene investito da un’auto
CIVITANOVA - È successo intorno alle 20,30 in via della Nave. Sul posto la Croce rossa e la polizia

L’ambulanza sul punto di impatto tra l’auto e la bici in via della Nave
Bicicletta sbuca improvvisamente dal vicolo, ciclista investito da un’auto. È successo intorno alle 20,30 al centro di Civitanova lungo via della Nave, all’altezza del ristornate Mandì.

A quell’ora una Nissan Micra stava procedendo lungo via della Nave quando da un vicolo è arrivato un uomo in sella alla bicicletta, proveniente da corso Umberto. Il conducente dell’auto non è riuscito a evitare l’impatto. Lanciato l’allarme, l’intervento dell’ambulanza e dell’automedica della Croce Rossa è stato immediato. L’impatto non è stato particolarmente violento e il ferito non è sembrato essere in gravi condizioni. Sul posto anche la Polizia per i rilievi.

Nel caso di un ciclista che sbuca improvvisamente da un vicolo (un classico “incrocio cieco”), la tecnologia sta già facendo passi da gigante e il futuro prevede un sistema di “consapevolezza cooperativa” che andrà ben oltre la semplice frenata automatica.
Se oggi i sistemi sono limitati a ciò che i sensori dell’auto possono “vedere” direttamente, l’intelligenza artificiale di domani utilizzerà un approccio basato sulla fusione di dati (Sensor Fusion) e sulla comunicazione V2X. Ecco come l’AI interverrà per prevenire questi incidenti:
1. Visione “oltre gli angoli” (V2X – Vehicle-to-Everything)
Il limite principale oggi è l’ostacolo fisico (muri, edifici, furgoni in sosta). In futuro, il veicolo non dovrà “vedere” il ciclista con le telecamere, ma “sapere” che è lì:
Comunicazione V2P (Vehicle-to-Pedestrian/Cyclist): Lo smartphone o un dispositivo wearable indossato dal ciclista comunicherà costantemente la sua posizione GPS, velocità e direzione. L’auto riceverà questo segnale in tempo reale.
Infrastruttura intelligente (V2I): Gli incroci saranno dotati di sensori (telecamere 3D, LiDAR) installati sui lampioni o sugli edifici. Questi sensori monitoreranno l’uscita dal vicolo e invieranno un segnale di allerta (“Attenzione: ciclista in arrivo!”) direttamente al computer di bordo dell’auto, che inizierà a preparare l’impianto frenante o avviserà il guidatore ancor prima che il ciclista appaia nel campo visivo.
2. Previsione del comportamento (AI Predittiva)
Le attuali AI stanno imparando a passare dal rilevamento al “ragionamento”:
Analisi delle intenzioni: L’AI non si limiterà a vedere il ciclista, ma analizzerà il suo comportamento. Se il ciclista sta pedalando velocemente verso un incrocio senza rallentare, il sistema di bordo classificherà quella traiettoria come ad alto rischio di collisione.
Gestione dinamica della velocità: L’auto potrà adattare automaticamente la propria velocità (riducendola preventivamente) quando si avvicina a punti critici o vicoli ciechi, basandosi su mappe digitali ad alta definizione che segnalano le aree a scarsa visibilità.
3. Frenata d’emergenza automatica (AEB) evoluta
Anche se il conducente non dovesse reagire, il veicolo sarà in grado di:
Frenata preventiva: Se il sistema rileva un rischio di collisione imminente (grazie ai dati V2X o ai sensori di bordo che captano un movimento laterale veloce), l’auto applicherà una frenata d’emergenza istantanea.
Manovra evasiva automatica: Nei veicoli più avanzati, l’AI potrebbe calcolare non solo la frenata, ma anche una traiettoria di emergenza (sterzata autonoma controllata) per evitare l’impatto, se lo spazio lo consente e se la manovra è sicura per gli altri occupanti della strada.
La sfida dell’integrazione
Il punto cruciale che differenzia questo scenario da quello della sbarra del porto è che qui l’utente vulnerabile è in movimento. Questo rende la comunicazione wireless (V2X) fondamentale: un oggetto fisso come una sbarra è facile da mappare in un database, ma un ciclista richiede una comunicazione in tempo reale a bassissima latenza (grazie al 5G o tecnologie come DSRC).
In sintesi: Un giorno l’auto “saprà” che il ciclista sta arrivando dal vicolo perché riceverà un segnale digitale dalla sua bici o dai sensori posizionati all’incrocio, e l’AI gestirà la situazione rallentando il veicolo prima ancora che l’impatto diventi una possibilità concreta per l’occhio umano.
Secondo voi, il limite principale per la diffusione di queste tecnologie sarà più di natura tecnica (costi e copertura di rete) o legata alla privacy dei cittadini, che dovrebbero essere costantemente “tracciati” dai loro dispositivi per garantire questa sicurezza?
(Gemini AI)
Nel frattempo rallentare in modo adeguato alla mancanza di visibilità ed evitare incidenti è così impensabile?
Il ciclista era distratto e non ha dato la precedenza.
Storani, pensare è un cosa che mica tutti sanno fare.