Nuovi impianti del Cosmari,
al Tar la richiesta di demolizione

La Fondazione Giustiniani-Bandini, si è rivolta ai giudici amministrativi perché annullino le autorizzazioni rilasciare dalla Provincia per l'edificazione delle tettoie fotovoltaiche e dello stabilimento per la produzione di ecoballe. Contestata la mancanza dell'autorizzazione ambientale e il mancato coinvolgimento della Soprintendenza. Il Consorzio, nel frattempo, ha fatto richiesta di sanatoria
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Il fotovoltaico del Cosmari

Il fotovoltaico del Cosmari

di Marco Ricci

La Fondazione Giustiniani-Bandini, ente gestore della riserva su cui si insediano gli stabilimenti del Cosmari, ha chiesto al Tar delle Marche l’annullamento degli atti amministrativi con cui sono stati autorizzati il nuovo impianto fotovoltaico e lo stabilimento per l’imballaggio dei sovvalli (ecoballe), aggiungendo inoltre la richiesta di demolizione delle opere costruite. Il pasticcio amministrativo, nato dalla mancanza di autorizzazione paesaggistica, un’ autorizzazione necessaria – secondo la Fondazione – in quanto gli impianti del Cosmari si trovano all’interno di un’area di riserva, rischia adesso di costare caro al consorzio per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti. Tre, in particolare, sono i provvedimenti impugnati davanti al Tar: due determine dirigenziali della Provincia di Macerata e il permesso a costruire rilasciato dal Comune di Tolentino per i lavori relativi alle pensiline dell’impianto fotovoltaico, un permesso che – secondo quanto riportato in Consiglio Comunale dall’assessore tolentinate Della Ceca, il Cosmari non avrebbe dovuto neppure richiedere al Comune il quale, in ogni caso, aveva dato il proprio assenso pur non avendone titolo.
La Fondazione – oltre a far presente ai giudici amministrativi come la Soprintendenza non sia mai stata chiamata ad esprimere il proprio parere sui due interventi, un’omissione che la stessa Soprintendenza ha accolto con “significativo imbarazzo e disagio, considerati i soggetti pubblici coinvolti” – avrebbe ricordato l’obbligo da parte del Cosmari di dotarsi dell’autorizzazione paesaggistica prima di intraprendere i lavori. Sempre secondo il legale della Fondazione Giustiniani-Bandini, l’avvocato Maria Stefania Ottoni di Fabriano, il Cosmari e la Provincia avrebbero proceduto a “frammentare gli interventi in modo da sottrarli artificiosamente al procedimento valutativo generale” attualmente in corso, ovvero il rinnovo dell’Autorizzazione di Impatto Ambientale su cui la stessa Fondazione ha espresso parere negativo.
L’ente gestore della riserva, oltre a chiedere al Tar la demolizione di quanto costruito, considera inapplicabile anche la via scelta dal Consorzio di ottenere una sanatoria per gli impianti realizzati. Il Cosmari, a questo proposito, ha inviato nel dicembre scorso alla Soprintendenza la richiesta del suo assenso vincolante, confermando così i rilievi mossi nei mesi scorsi dalla Fondazione-Bandini. L’ente guidato dal presidente Giuseppe Sposetti conferma dunque la volontà di andare fino al fondo della questione, ponendo il Cosmari in una posizione difficile, in particolare qualora venisse accolta la tesi dell’inapplicabilità di procedere in sanatoria. I due impianti, quello fotovoltaico e quello per la produzione di ecoballe, vennero inaugurati a luglio dello scorso anno.

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