Lavori alla chiesa di Villa Torre,
il vescovo benedice il cantiere
CINGOLI - San Pietro sarà sistemata con un intervento da 1,3 milioni. Monsignor Nazzareno Marconi: «Quando i primi compagni di san Francesco, con lui ancora vivo, presero a predicare probabilmente già esisteva ed era frequentata dai fedeli del territorio»

Il vescovo Nazzareno Marconi a Cingoli
Lavori alla chiesa di San Pietro Apostolo a Villa Torre di Cingoli, il vescovo Nazzareno Marconi ha benedetto il cantiere. Presenti il sindaco Michele Vittori e il parroco don Marco Petracci. Sul fronte degli interventi è previsto il rifacimento della copertura, così come i consolidamenti della camorcanna, delle murature e del campanile. I restauri riguarderanno la facciata e gli ambienti interni per un costo totale dell’intervento di 1,3 milioni di euro. «La chiesa di San Pietro Apostolo non è soltanto un luogo di culto, ma un presidio di identità, storia e aggregazione per Villa Torre e per tutto il territorio comunale – ha detto il sindaco Vittori –, il recupero di questo edificio va nella direzione giusta: quella di una ricostruzione che non si limita a riparare i danni del sisma, ma restituisce valore, sicurezza e prospettive ai nostri borghi. Desidero ringraziare il nostro vescovo, la Diocesi, il commissario straordinario Guido Castelli, la struttura commissariale e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto».

Il sindaco Michele Vittori (al centro)
Il luogo di culto è composto da tre unità strutturali: la chiesa, il campanile e la sagrestia. I documenti storici sembrano indicare che l’attuale Chiesa sia stata consacrata nel 1792. L’edificio originario, di cui rimane l’abside diventato sagrestia, risale altresì all’epoca romanica ed è orientato perpendicolarmente rispetto all’edificio odierno.

«Probabilmente la datazione della chiesa è più antica (1100) dell’attuale chiesa di Sant’Esuperanzio, che risale al passaggio dal Romanico al Gotico (1200) ed era parte dei possedimenti dei monaci di Fonte Avellana, allora attivi in queste terre – ha spiegato il vescovo Marconi –, come potrebbe essere collegata all’espansione dei Benedettini, dal 1100 in poi, dell’Abbazia di Santa Maria di Valfucina. Un grande monastero distrutto da un terremoto nel 1799 – ha aggiunto ancora il vescovo – situato sulle pendici del monte San Vicino, con possedimenti che si estendevano a tutto il Cingolano». Il titolo di San Pietro, probabilmente originario, è infatti un titolo caro alla tradizione benedettina: «Per dare un riferimento storico più concreto possiamo dire che quando i primi compagni di san Francesco, con lui ancora vivo, presero a predicare per la terra di Cingoli – ha sottolineato il vescovo -, la chiesetta di Villa Torre già esisteva ed era frequentata dai fedeli del territorio».