Provincia a secco,
Candria rinuncia all’indennità

Il consigliere di Sel d'ora in avanti rifiuterà i gettoni di presenza (117 euro lordi per ogni Consiglio, commissione e riunione): "E' un atto dovuto"
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Esildo Candria durante un Consiglio provinciale

Esildo Candria durante un Consiglio provinciale

Il consigliere provinciale Esildo Candria (Sel) rinuncia alla sua indennità. «Mi sembra un atto dovuto – dichiara il consigliere che già in passato aveva manifestato il suo dissenso rispetto alla scelta di tenere ancora in carica gli organi politici (leggi l’articolo) – visto che la Provincia rischia il default». In effetti la Provincia di Macerata, come le altre in tutta Italia, dovrà far fronte ad una serie di tagli che incideranno significativamente sulla sua attività. C’è però una differenza sostanziale rispetto alla maggioranza degli enti. Solo a Macerata e in una manciata di altre Province infatti gli organi politici saranno in vigore fino al 2016, naturale scadenza del mandato, mentre nel resto d’Italia sono già stati sciolti. Intanto però l’ente sta perdendo le sue competenze lasciando a Giunta e Consiglio ben poco da amministrare. Nei giorni scorsi il presidente Antonio Pettinari aveva lanciato l’allarme dichiarando che erano a rischio persino i riscaldamenti nelle scuole superiori della Provincia. Alla fine del 2014 ha deciso di spegnere per 3 giorni i termosifoni negli uffici, per poi fare un passo indietro e interrompere l’austerity climatica (leggi l’articolo).

Mentre la situazione si fa sempre meno rassicurante, il consigliere Candria è il primo ad agire concretamente rinunciando ai 117 euro lordi di gettone di presenza che viene assegnato ogni volta che si partecipa alle sedute del Consiglio, alle Commissioni e alle riunioni. da vedere quanti altri faranno lo stesso.

(a.p.)



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