Provincia, azzeramento organi politici
Agostini: “Che ne pensano
Comi e Lambertucci?”

Il consigliere di Ncd - Ppe a raccoglie l'input proposto dal senatore Morgoni per chiamare in causa i segretari regionale e provinciale del Pd che sono anche dipendenti dell'ente. Cgil e Uil fanno sapere che i dipendenti prenderanno parte allo sciopero generale del 12
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La Giunta provinciale

La Giunta provinciale

di Alessandra Pierini

La ridefinizione delle Province e delle loro competenze si sta dimostrando un passaggio tutt’altro che semplice. Particolare è poi la situazione della Provincia di Macerata che sarà l’unica delle Marche a mantenere in carica gli organi politici fino a maggio 2016. Proprio questo punto sta animando il dibattito. Ieri il senatore del Pd Mario Morgoni è intervenuto su Cronache Maceratesi chiedendo lo scioglimento anticipato della Giunta provinciale, Consiglio e staff, unici nelle Marche che resteranno in carica fino al 2016. Questa azione  permetterebbe secondo lui di risparmiare 450 mila euro (leggi l’articolo).

Il consigliere provinciale Nazareno Agostini

Il consigliere provinciale Nazareno Agostini

La questione era stata sollevata già all’inizio dell’anno dal consigliere provinciale di Ncd – Ppe Nazareno Agostini in Consiglio. Allora però la mozione che chiedeva l’azzeramento degli organi politici era stata respinta: «Il senatore Morgoni – sottolinea Agostini – è una mente illuminata ma anche il resto del Pd, che finora non ci ha ascoltato, deve prendere una posizione. Cosa pensano ad esempio della questione Teresa Lambertucci e Francesco Comi, che oltre ad essere il segretario provinciale e regionale del partito, sono anche dipendenti della Provincia?».

Dall’altra parte, però, tra i difensori degli organi politici, c’è chi si preoccupa per il futuro dello Sferisterio (la Provincia è uno dei due soci) e di Musicultura che dall’ente riceve un contributo importante. Anche se va rilevato che i due eventi sono stati finanziati anche durante il commissariamento dell’ente.  In questo momento in cui gli organi politici dovrebbero dimostrare che cosa offrono in più rispetto all’ordinaria amministrazione ma al momento dal Palazzo il silenzio è totale e nessuno risponde.  Discorso a parte meritano poi i dipendenti provinciali che nel 2016 potrebbero rimanere esclusi dagli iter per la mobilità in altri enti, essendo tra gli ultimi ad accedervi.

A lanciare l’allarme per il riordino sono anche le Funzioni Pubbliche di Cgil e Uil che fanno sapere che «i lavoratori delle province marchigiane saranno in piazza assieme a tutti gli altri lavoratori per cambiare una manovra che continua nella politica dei tagli lineari e non aggredisce sprechi e spesa improduttiva, per un riordino del sistema delle autonomie locali partecipato e condiviso, per la salvaguardia dei posti di lavoro e per la stabilizzazione dei lavoratori precari». I sindacati intervengono anche sull’entità dei tagli governativi: «Diciamo no alla Legge di stabilità: una manovra che taglia 3 miliardi in tre anni e che rischia di eliminare i servizi oggi offerti provocando situazioni di dissesto finanziario in quasi tutti gli Enti. Con questi tagli sono compromessi i servizi legati all’edilizia scolastica, la viabilità delle strade provinciali, gli interventi contro il dissesto idrogeologico, le politiche attive del lavoro, la tutela dell’ambiente.

Intanto si è tenuto ieri  il primo incontro del Tavolo autonomie locali, istituito tra Regione Marche, Province, Comuni e sindacati per gestire insieme il difficile processo di riforma della Province.

«Le parti del tavolo – si legge in una nota diffusa al termine dell’incontro – fanno fronte comune attorno all’esigenza di garantire la continuità dei servizi svolti dalle Province e assicurare la tutela dei livelli occupazionali e delle professionalità in essi presenti. Obiettivo che appare difficile garantire, alla luce dei tagli previsti dal disegno di legge di stabilità in discussione in Parlamento, che comportano, anche per la Regione , una riduzione dei trasferimenti non sostenibile, se non riducendo la quantità e la qualità dei servizi erogati ai cittadini o innalzando la pressione tributaria locale. La Regione, gli enti locali e Cgil, Cisl e Uil delle Marche riaffermano l’esigenza di dare piena applicazione a quanto previsto nel Protocollo d’Intesa sottoscritto il 19 novembre 2013 con il Governo nazionale per un riordino dei livelli amministrativi partecipato e condiviso, che non pregiudichi i servizi ai cittadini e garantisca la tutela dei livelli  occupazionali. Le parti si impegnano a seguire l’iter parlamentare di approvazione del disegno di Legge di Stabilità e valutare congiuntamente e condividere le rispettive azioni politiche finalizzate a garantire il livello dei servizi e la tutela dell’occupazione».



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