Pedonalizzazione di Corso Matteotti:
in vetrina la protesta dei commercianti

MACERATA - Dopo la proposta dell'Amministrazione comunale di pedonalizzare la via, spuntano cartelli di dissenso su quasi tutti i negozi
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Il cartello affisso sulle vetrine dei commercianti di Corso Matteotti

Il cartello affisso sulle vetrine dei commercianti di Corso Matteotti

Corso Matteotti

Corso Matteotti

di Carmen Russo

È partita oggi pomeriggio la protesta dei commercianti nei confronti della proposta varata dall’Amministrazione Comunale  sulla chiusura al traffico di Corso Matteotti. Quasi tutti i negozi della via hanno affisso un cartello sulla propria vetrina “destinato all’assessore Stefania Monteverde, ai funzionari comunali Alberto Cicarè, Patrizia Sagretti, al presidente della ConfCommercio Elisa Bolognesi e al presidente della Confesercenti Ulderico Orazi”. Sono i nomi che fanno parte del tavolo tecnico istituzionale nato ieri durante una riunione in Municipio.

Nel volantino è scritto: “Per conoscenza a tutti i cittadini, questa attività commerciale è contraria alla ulteriore chiusura del centro storico”. L’atto di protesta, partito in particolare dai negozi Singer e Alex, ha trascinato anche gli altri.  “La gente già gira poco, chiudere l’accesso al traffico non darà altro lavoro. Qui manca l’ossigeno” dice Francesca Pistoia de I Bulletti.

Protesta Corso MatteottiCon lei anche gli altri titolari hanno deciso di ribellarsi all’idea di pedonalizzare Corso Matteotti: “Ho visto morire il centro storico – dice Carla Teneriello di Lei – non sarei contro la pedonalizzazione, ma ormai è tardi. Avrebbero dovuto fare dei parcheggi vicini e a basso costo perché le persone fossero incentivate a passeggiare e a fare acquisti a piedi. Ma al giorno d’oggi la gente ha fretta e non ha tempo di lasciare l’auto distante per vivere il centro storico. I negozi più importanti stanno qui, ma la metà di questi ha chiuso. Sono arrabbiata: i parcheggi, quelli, dovevano fare!”.
Parere avverso viene da Aldo Di Pietro, titolare dell’omonima attività: “Io sono favorevole alla chiusura, ma non da oggi: dal ’74. Io ho un’altra logica del centro storico e non voglio suicidarmi. Chiudere tutto è meglio, bisogna pensare alla città in funzione della città”.

 



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