Cemento fresco
e carrelli della spesa

MACERATA - Il Consiglio comunale ha approvato tra le polemiche il Suap per un nuovo supermercato in via dei Velini
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Il capogruppo Pd Andrea Netti e il consigliere Luigi Carelli, presidente della Commissione Ambiente e Territorio

Il capogruppo Pd Andrea Netti e il consigliere Luigi Carelli, presidente della Commissione Ambiente e Territorio

di Marco Ricci

La delibera di Corneto illegittima. Ignorate le richieste di D’Alessandro e Tartabini per il rinvio del Suap di Via dei Velini. Verdi, Sel e opposizione tentano di far mancare il numero legale. Pensare Macerata e Rifondazione si astengono, Idv vota contro. Il resto della maggioranza tira dritto e il supermercato si farà. Bruno Mandrelli critico con l’Amministrazione. Ce l’hanno messa tutta alcuni consiglieri di maggioranza e l’intera opposizione per rinviare la discussione sul Suap di Via dei Velini, dove sorgerà l’ennesimo supermercato della città di cui tutti sentivano la mancanza. Ma il Partito Democratico, il Centro Democratico e i Comunisti Italiani sono andati avanti nelle loro intenzioni come martelli pneumatici e – se pur per ben due volte è mancato il numero legale – alla fine l’ingresso in aula del Consigliere dell’Idv Meschini – che poi voterà contro la delibera – ha permesso con diciassette voti favorevoli, un contrario e due astenuti l’approvazione in uno scenario quasi surreale. Tutta l’opposizione fuori, così come Pierpaolo Tartabini di Sel e Gabriella Ciarlantini dei Verdi nel tentativo, come detto alla fine risultato vano, di evitare la votazione.

Francesca D'Alessandro ( Macerata è nel Cuore)

Francesca D’Alessandro ( Macerata è nel Cuore)

Una delibera quella relativa al Suap di Via dei Velini – come avevamo illustrato domenica (leggi l’articolo) – che i Consiglieri si erano visti recapitare nelle loro caselle di posta elettronica solo venerdì alle 16 e 58, priva della documentazione tecnica e soprattutto priva dei pareri legali connessi alla procedura. Una delibera complessa contenente appunto diversi pareri sulla stessa ammissibilità dello strumento Suap, una delibera passata in Giunta quasi senza discussione e approvata anche ieri senza discussione. Anzi, approvata quasi senza Consiglieri verrebbe da dire, dopo che più volte si era tentato di convincere la maggioranza a posticiparla per maggiori approfondimenti. Il primo tentativo era stato quello di Francesca D’Alessandro di Macerata è nel Cuore che, al termine del Consiglio, parlerà di un vero e proprio “muro di gomma da parte della maggioranza”. “Nessuno è riuscito a spiegarci il motivo del carattere d’urgenza di un provvedimento così complesso che andava studiato con molta attenzione”, ha aggiunto, “Né il Presidente del Consiglio Mari né il capogruppo del Pd Andrea Netti, né l’Assessore Pantanetti. Non è oltretutto possibile che ci vengano mandate delibere del genere tre giorni prima dei lavori. Questo sta diventando un metodo, non una circostanza occasionale.” E se il Presidente Mari promette per il futuro di fare più attenzione, nel presente di buone intenzioni non se ne sono viste poi molte.

Perché anche il tentativo fatto da Pierpaolo Tartabini di Sel non è andato a buon fine. “In questo momento non è una questione di entrare nel merito, è per prima cosa questione che la delibera va approfondita per capire cosa si vota”, ha chiesto alla sua stessa maggioranza presentando una mozione d’ordine che andasse ad eliminare il punto dall’ordine del giorno per rinviarlo di quindici giorni. Ma sebbene Sel, Verdi e Pensare Macerata – assieme all’opposizione compatta – spingessero in tal senso, la mozione d’ordine è stata respinta dagli altri partiti, Pd in testa. Così come non è stato raccolto l’invito di Fabio Pistarelli che, dopo una breve interruzione dei lavori, aveva spinto per rinviare la discussione almeno alla giornata di oggi. Niet. La delibera doveva essere votata senza se e senza ma. E alla fine così è andata. Votata e approvata.

Giorgio Ballesi ieri sera in Consiglio

Giorgio Ballesi ieri sera in Consiglio

Che il tema fosse delicato, poco chiaro e che la stessa legittimità del Suap fosse piuttosto opinabile era stato rimarcato prima della votazione dall’intervento del Consigliere Ballesi. Dopo aver chiesto un parere di merito al Segretario Comunale, l’avvocato Ballesi arriverà con Antonio Le donne quasi al battibecco per aver ricevuto a suo giudizio una risposta superficiale. Nel merito anche Tartabini, nel suo successivo intervento prima di uscire dall’aula, evidenzierà le criticità della procedura, l’assenza dei pareri legali tra i documenti pervenuti ai Consiglieri, la fretta eccessiva e il paradosso di presentare un Suap derogando alla stessa normativa sui Suap, Al termine della seduta il suo giudizio sarà molto critico con parte della maggioranza e con l’amministrazione. Critico “perché quella zona della città”, ha affermato, “era stata esclusa dalla minitematica per una riqualificazione complessiva, non per essere riempita con dei Suap. Nel nostro programma”, ha inoltre aggiunto, “partecipazione e trasparenza dovevano essere al primo posto. Qui invece si è impedito di capire e di discutere, esattamente il contrario della democrazia e della trasparenza. Ma forse”, ha concluso, “qualcuno voleva proprio così.”

I banchi del Pdl

I banchi del Pdl

Anche il Pdl non è stato da meno. Per Pier Francesco Castiglioni, raggiunto a lavori terminati, c’era più di un motivo per votare no, in particolare perché “non si capisce mai per quale motivo un Suap venga approvato e un altro venga respinto. Non sono contrario all’uso di questo strumento ma d’ora in avanti io non ne voterò più.” Sempre Castiglioni ha messo in evidenza un altro dato uscito dal Consiglio di oggi: “Questa è l’ennesima dimostrazione che la maggioranza non c’è, che è sempre spaccata. Una sua parte sta prendendo le distanze da certi atteggiamenti e dall’operato della Giunta.” In effetti l’approvazione nonostante tutto e nonostante tutti ha messo chiaramente in evidenza che oggi una maggioranza consiliare non c’era. Solo diciassette voti favorevoli sui ventuno della maggioranza piena, con la delibera approvata soltanto al terzo tentativo dopo che Guido Garufi aveva pesantemente attaccato Pierpaolo Tartabini, difendendo a spada tratta l’operato dell’amministrazione. Difesa arrivata anche del Capogruppo Pd Andrea Netti che ha rivendicato la legittimità dell’atto, la necessità del voto e lanciandosi in una difesa d’ufficio degli Uffici. Più critico Bruno Mandrelli che, seppur non presente nella seconda parte del Consiglio per impegni professionali, ha tirato per le orecchie l’Amministrazione dichiarandoci come non sia possibile presentare, dopo che l’ordine del giorno era stato stilato dalla conferenza dei Capigruppo, un nuovo punto solo tre giorni prima della seduta.

In effetti di urgenza doveva essercene se Pd, Comunisti Italiani e Centro Democratico hanno preferito una pubblica spaccatura con il resto della maggioranza pur di procedere all’approvazione di un atto urbanistico oggettivamente complesso e controverso, senza neppure concedere agli altri Consiglieri, tra cui appunto anche Consiglieri di maggioranza, più tempo per approfondire gli atti. Una vittoria di Pirro, costata politicamente e che avrà di certo strascichi. Ma che la giornata non fosse iniziata bene per la Giunta e per l’urbanistica si era visto già al momento della discussione della prima delibera, quella riguardante la lottizzazione PCL-1 di Corneto di cui abbiamo parlato sempre domenica. Il testo presentato dall’Assessore Pantanetti conteneva infatti al suo interno anche una modifica al Regolamento Edilizio Comunale. Due atti dunque, come ha subito chiarito Claudio Carbonari di Fratelli d’Italia, che avrebbero dovuto seguire iter diversi e non essere accorpati in un’unica delibera. Un’obiezione già sollevata in Commissione ma che in quel contesto era stata rispedita ai mittenti. L’Assessore Pantanetti ha comunque preso atto dell’illegittimità di quanto presentato e la delibera, almeno questa, non è stata discussa.

 



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