Giù il sipario sugli Aperitivi culturali
«Superata ogni aspettativa»

MACERATA - Il punto della direttrice artistica Cinzia Maroni: «Abbiamo celebrato degnamente il ventennale della nostra associazione. Non abbiamo mai consumato cultura ma abbiamo cercato di produrne»

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cinzia maroni

Cinzia Maroni

«Grandissima soddisfazione per l’edizione 2026 degli Aperitivi Culturali, con la quale abbiamo degnamente celebrato il ventennale della nostra associazione. Abbiamo superato ogni aspettativa». Così Cinzia Maroni, direttrice artistica degli Aperitivi culturali, fa il puto dopo l’ultimo appuntamento di questa edizione. 

«Per ricordare questo importante traguardo abbiamo scelto di tornare agli Antichi Forni, la nostra storica sede, luogo simbolico da cui è iniziato un lungo percorso culturale – spiega Maroni -. Una mostra ha ripercorso questi vent’anni attraverso tutti i programmi della rassegna, permettendo di cogliere l’evoluzione del nostro festival, i cambiamenti di prospettiva e la straordinaria quantità di ospiti che hanno animato il nostro palco. Nel sotterraneo sono stati proiettati ininterrottamente i video e le sigle che hanno accompagnato la storia degli Aperitivi Culturali, mentre una pubblicazione realizzata per l’occasione ha raccolto le testimonianze dei protagonisti, i programmi delle varie edizioni — mutati nel tempo anche nella veste grafica, seguendo la sensibilità dei diversi direttori artistici — e il racconto dei numerosi eventi collaterali che hanno arricchito la manifestazione. A ospiti e affezionati frequentatori è stata inoltre donata una shopper dedicata al ventennale».

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Un momento degli Aperitivi culturali

Per Maroni «l’edizione di quest’anno ha superato ogni aspettativa. Gli Antichi Forni non sono mai stati così partecipati, con un pubblico eterogeneo composto non soltanto da cittadini e spettatori della provincia di Macerata, ma anche da numerosi turisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Siamo particolarmente orgogliosi di aver rappresentato, ancora una volta, il volto culturale del Macerata Opera Festival, offrendo al pubblico strumenti nuovi per comprendere e apprezzare le opere in cartellone. Il prestigio di un relatore non è mai stato sufficiente. A ciascuno abbiamo chiesto di produrre un’idea nuova, di accettare una sfida intellettuale, di costruire un appuntamento irripetibile. È questa scelta di originalità, molto più che il semplice prestigio degli ospiti, ad aver costruito l’identità degli Aperitivi Culturali e a distinguerli nel panorama dei festival italiani. Non abbiamo mai consumato cultura. Abbiamo cercato, ogni volta, di produrne. Questi obiettivi creativi che ci eravamo prefissati sono stati pienamente raggiunti».

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E poi ancora: «Accanto agli incontri tradizionalmente dedicati alle opere in cartellone, con la partecipazione di registi, direttori d’orchestra e dei giornalisti Enrico Girardi e Alberto Mattioli, abbiamo proposto percorsi di approfondimento e contaminazione disciplinare, nella convinzione che il melodramma sia un universo capace di dialogare con la storia, la filosofia, il diritto, la letteratura, la psicanalisi e l’antropologia. Per Nabucco, oltre alla vicenda del conflitto tra Abigaille e il re di Babilonia, abbiamo approfondito il fascino esercitato dall’Oriente sull’arte figurativa dell’Ottocento e le sorprendenti analogie tra quella storia e le contemporanee dinamiche del potere, grazie ai contributi di Alberto Batisti, Roberto Cresti e Andrea Panzavolta.

luca scarlini agli aperitivi culturali

Per Il Trovatore, attraverso le lenti della psicanalisi freudiana e dell’antropologia culturale, Ilaria Gaspari e Annalisa Di Nuzzo hanno guidato il pubblico alla scoperta delle dinamiche profonde dei personaggi verdiani, mettendole in relazione con stereotipi, pregiudizi e conflitti che attraversano ancora oggi la nostra società.
Per Il Barbiere di Siviglia, Carla Moreni e Andrea Tagliapietra hanno ripercorso la vicenda rossiniana soffermandosi sulla figura di Rosina e individuando nei temi del comico e dell’identità alcune delle chiavi interpretative più attuali dell’opera.
In occasione del Barbiere si è svolto anche il tradizionale Aperitivo Giuridico che, prendendo spunto dalla celebre cavatina di Don Basilio (“La calunnia è un venticello”), ha affrontato il tema della gogna mediatica e del processo celebrato dall’opinione pubblica, richiamando il caso di Enzo Tortora come uno dei più tragici precedenti della storia italiana. Sono intervenuti Giulia Boccassi, Guido Vitiello e Francesca Scopelliti.
Un momento particolarmente intenso è stato dedicato al ricordo di Angelo Foletto, grande musicologo e presenza storica degli Aperitivi Culturali, scomparso quest’anno, al quale abbiamo voluto rendere un sentito omaggio.
Ancora una volta la letteratura, la filosofia e il diritto ci hanno aiutato a cogliere le molte risonanze che il melodramma continua a produrre nella nostra contemporaneità».

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E’ tempo anche di ringraziamenti «a Riccardo Minnucci per i video, a Simone Pianesi e Sonia Petrocelli di Limone Blu, a PlayMarche per l’allestimento della mostra multimediale e a Emilio Antinori per la splendida identità grafica realizzata in occasione del ventennale.
Un ringraziamento speciale va inoltre a Gabriela Lampa, voce narrante che ha accompagnato con grande sensibilità tutti gli appuntamenti, e a Ezio Gironella, che ha curato con la consueta professionalità la parte conviviale degli Aperitivi.
Infine, il nostro grazie al direttore artistico Marco Vinco e alla sovrintendente Lucia Chiatti, che hanno creduto nella nostra proposta culturale sostenendola con convinzione e seguendola quotidianamente con la loro presenza».

E a chiudere l’accenno allo slogan “Chi sa solo d’opera, non sa niente d’opera” che «anche quest’anno si è rivelato la migliore sintesi del senso degli Aperitivi Culturali: un invito a guardare il melodramma non come un’opera chiusa, ma come un luogo di incontro tra musica, pensiero e contemporaneità. Dopo vent’anni di attività, gli Aperitivi Culturali confermano la loro vocazione: accompagnare il pubblico dello Sferisterio oltre il palcoscenico, facendo dell’opera un luogo di confronto tra arti, idee e società. Un patrimonio costruito nel tempo che guarda già alle prossime edizioni».

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