Da Figaro a Enzo Tortora,
gli Aperitivi parlano di calunnia
MACERATA - Oggi l’incontro giuridico agli Antichi Forni accreditato per la formazione forense. Il Barbiere di Siviglia diventa il pretesto per analizzare un crimine sempre più fuori controllo nell’attualità
di Marco Ribechi
La calunnia è un venticello canta Don Basilio nella celebre aria tratta da Il Barbiere di Siviglia, ma per qualcuno si trasforma in una tempesta devastante che distrugge tutto ciò che incontra. Se nell’opera di Gioachino Rossini il pretesto ha un aspetto comico nella guerra tra i due amanti che si contendono Rosina, nella realtà può assumere risvolti tragici e minare la credibilità di un intero sistema giuridico.

Giulia Boccassi
Nell’appuntamento degli Aperitivi Culturali guidati da Cinzia Maroni si è parlato proprio dell’aspetto giuridico del Barbiere di Siviglia, nell’incontro dedicato alla formazione forense. Ospiti Giulia Boccassi, vice presidente dell’Unione delle Camere Penali, Guido Vitiello, giornalista vincitore del premio Bordin, e Francesca Scopelliti giornalista e compagna di Enzo Tortora, vittima negli anni ‘80 di uno dei più clamorosi casi di calunnia in Italia proprio quando si trovava all’apice della sua carriera televisiva. «La partitura del Barbiere anticipa di 200 anni una cattiva pratica che oggi letteralmente ci infesta – spiega Boccassi – anche se nell’opera si tratta di una semplice maldicenza che è ben diversa da una calunnia. Quest’ultima, infatti, è l’attribuzione di un reato a una persona che si sa essere innocente».
Nell’epoca dei social media la calunnia si fonde con le fake news dando vita ai tanti processi mediatici, spesso cavalcati dalla malapolitica, che avvelenano coscienze e tribunali. «Si attiva una macchina di congetture che scivolano verso la gogna mediatica – prosegue Boccassi – chi ne cade vittima non riesce più a tornare indietro. Ormai esistono due processi, quello vero che ha regole, tempistiche e luoghi e, parallelamente, quello mediatico che è immediato e non vuole regole poiché punta solo all’emozione negativa».

Guido Vitiello
L’indagato diventa quindi il colpevole in attesa di giudizio e questo giudizio sociale collettivo diviene anche un ostacolo al lavoro dei giudici che ne subiscono la pressione. «La cronaca giudiziaria – conclude Boccassi – oggi attiene alle indagini, non ai dibattimenti. Molti particolari che poi si possono rivelare insignificanti o errati possono guidare questa gogna mediatica. Questo fenomeno non può continuare poiché ci avvelena, servono dei correttivi».
Emblematico a questo proposito fu il processo ad Enzo Tortora accusato nei primi anni ‘80 di associazione a delinquere di stampo camorristico e di traffico di stupefacenti. Calunnie che lo portarono anche in prigione e che distrussero la sua reputazione e la sua vita.

Francesca Scopelliti
A ricordarlo il giornalista Guido Vitiello e Francesca Scopelliti che negli anni del processo era la compagna del presentatore. «Il programma Portobello – spiega Scopelliti – era visto da circa 28 milioni di spettatori, l’Italia si fermava, i negozi chiudevano in anticipo. I magistrati non ci pensarono due volte quando ebbero la possibilità di accusare, tramite dichiarazioni false e infondate, una persona famosa come Enzo Tortora, sarebbero diventati famosi a loro volta».
Quindi tutto il caso Tortora assunse, forse per la prima volta, una portata mediatica senza precedenti in cui ogni elemento veniva spettacolarizzato e discusso tra le persone prima ancora che nelle aule di tribunale. L’incontro ha poi ripercorso quegli anni, concludendosi proprio con la lettura da parte di Gabriela Lampa di una lettera di Enzo Tortora indirizzata a Francesca Scopelliti. Sul caso Tortora è uscito recentemente anche una serie di Marco Bellocchio che in autunno sarà trasmessa dalla Rai. «Vi invito calorosamente a guardarla poiché spiega senza dubbi la verità» conclude Scopelliti. In apertura sono intervenuti anche Paolo Parisella, Presidente ordine avvocati, Piero Cavalcanti vice presidente Camera Penale di Macerata e Francesca Palma del consiglio nazionale forense
L’aperitivo finale è stato offerto dal bar Because the Night di piazza della Libertà, domani sarà la volta di Ilaria Gaspari con: “Azucena Leonora Manrico e la pulsione di morte”.

I titolari del bar Because The Night che ha offerto l’aperitivo

La lettura di Gabriela Lampa