«Il voto cattolico sarà decisivo,
senza il veto sul nostro simbolo
al ballottaggio non ci sarebbe partita»
MACERATA - Il presidente del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, critica Parcaroli per la questione del veto e a Tittarelli pone una serie di domande

Mario Adinolfi
Voto del mondo cattolico al centro della discussione in vista del ballottaggio per la corsa a sindaco di Macerata. Secondo Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia: «Sia Sandro Parcaroli che Gianluca Tittarelli hanno capito che il voto decisivo sarà quello cattolico il 7 giugno. Migliaia di maceratesi usciranno dalla messa e si recheranno alle urne. Chi sceglieranno? Se Parcaroli non avesse consentito a Noi Moderati di compiere il grossolano errore di mettere un veto sul simbolo del Popolo della Famiglia e sulla nostra candidata disabile Cristiana Di Stefano, la partita sarebbe già chiusa a suo favore. Ma ormai il disastro è stato compiuto e allora non si sommi errore ad errore. Parcaroli dice che ‘la fede non è una bandiera elettorale’ e si sbaglia di nuovo. La fede come insegna il magistero di tutti i Papi deve essere determinante nell’orientare le decisioni dell’elettore come del politico, sapendo che alcuni principi non sono negoziabili. Noi del Popolo della Famiglia vogliamo impegni cattolici, per questo abbiamo proposto il tema della presenza di una disabile in giunta».
Adinolfi suggerisce a Parcaroli che se vuole conquistare «il decisivo voto cattolico deve fare come noi del Popolo della Famiglia che a Mari che si è associato a Tittarelli chiediamo: qual è la tua opinione sull’aborto? E sull’eutanasia? E il matrimonio è solo tra uomo e donna come ha ribadito Papa Leone XIV o pensi che debba essere “egualitario” come crede Tittarelli? Possono esistere due papà o due mamme? O i figli nascono sempre inevitabilmente da una mamma e da un papà? Conseguentemente il comune di Macerata avrà come priorità quella del sostegno alla famiglia costituzionalmente intesa secondo l’articolo 29 della Carta o intende avere altri tipi priorità? Insomma, caro Tittarelli, non basta fare il ticket con un medico cattolico per attrarre il voto dei cattolici. Serve prendere impegni cattolici politici e programmatici per l’amministrazione concreta della città, sarà in base a questi impegni concreti che noi del Popolo della Famiglia decideremo se votare Parcaroli o Tittarelli, a partire dall’indicazione che abbiamo dato dell’attenzione ai duemila disabili maceratesi che saranno protagonisti nelle urne di questo ballottaggio grazie a noi del Pdf. Ad oggi da Parcaroli e da Tittarelli abbiamo ascoltato parole verso i cattolici ugualmente sbagliate».






































Pure sculacciati da Adinolfi.
Cristo! Adesso sì che sono tutti in difficoltà.
Gentile Adinolfi mi spiega perchè anche gli omosessuali non devono essere felici come gli etero? e giusto per curiosità Roma è la sua città, si impegna a risolvere qualcuno dei 1000 problemi che ha la sua città o va’ solo a pontificare nelle altre? Perchè non si occupa dei parchi e delle piste ciclabili di Roma così ne può approfittare per fare qualche corsetta e magari diminuire di qualche chilo, la sua salute cardiaca ringrazierebbe.
Mario Adinolfi ricorda solo che un Cattolico!, con la “C” maiuscola e il “punto esclamativo”, anche politicamente dovrebbe orientarsi verso quei Partiti che tengono in massimo conto “i Principi Non Negoziabili della Chiesa Cattolica”, che difendono la vita dal concepimento e fino alla sua fine naturale, che i genitori sono solo quelli che procreano nel matrimonio tra maschio e femmina, che il peccato contro-natura non può essere benedetto dal matrimonio cattolico, eccetera”. Vedo invece che certi fedeli che si definiscono cattolici e che fanno la Comunione ogni domenica senza confessarsi (come ormai la maggioranza dei fedeli), o che fanno parte dei gruppi ecclesiali, come “Rinnovamento dello Spirito”, che si comportano da “perfetti” cattolici, poi militano invece e fanno votare per il PD, che è un Partito anticattolico. Questa è la realtà di una Chiesa al cui interno la gestiscono – tradendo dogmi e comandamenti – che hanno fatto diventare la Chiesa solo “Mater”, una “madre” che tutto perdona, che ha chiuso le porte dell’inferno, e senza più il ruolo di “Magistra”, ossia quella a cui il Cristo, nell’Ultima Cena, dette le “parole d’ordine” affinché potesse Egli scendere nel pane e nel vino. L’offerta del Suo Corpo nel pane. E l’offerta del Suo Sangue – nel vino – versato per “molti”. Ossia, non per “tutti”. Versato per i “molti” che lo meritano. Quindi non per “tutti”, ossia pure per i cani e i porci, che non lo meritano, poiché vogliono continuare a fare i porci comodi loro, assoggettando alla loro volontà la Volontà del Cristo, come formula, così chiaramente espressa nell’Ultima Cena.
La Chiesa sta crollando a causa di una parte della Gerarchia che ha rinnegato la Volontà del Cristo, insieme ai cattolici in pantofole e da operetta, che seguono chierici eretici, al servizio di Lucifero e Arimane, i quali gestiscono le coscienze dei nemici materialisti e degli “eretici” cattolici.