«Ballottaggio, decisivi i non eletti
E va coinvolto il mondo produttivo»
MACERATA - In vista del ritorno alle urne il segretario di Confartigianato, Giorgio Menichelli, si rivolge ai candidati che sono stati esclusi dal Consiglio: «Quei 40, 60, 100 voti che avete ottenuto non sono numeri automatici: non si spostano da soli e, senza un richiamo diretto, una parte significativa rischia semplicemente di restare a casa. Il vostro ruolo ora è fondamentale»

Giorgio Menichelli
Ballottaggio in vista a Macerata, appello ai consiglieri non eletti: «La partita non è finita, il vostro ruolo è cambiato e per molti aspetti è più decisivo: chi si ferma oggi indebolisce il proprio schieramento. Al ballottaggio vince chi riporta le persone a votare. E va coinvolto anche il tessuto produttivo». Così Giorgio Menichelli, segretario generale di Confartigianato Macerata-Ascoli-Fermo, si rivolge a chi alle elezioni comunali non è entrato in Consiglio ma può continuare ad essere decisivo per il proprio schieramento. Un errore da evitare, dice Menichelli, è «pensare che, non essendo stati eletti, la propria partita sia finita».
Secondo Menichelli, i consiglieri non eletti devono continuare a sentirsi in gioco, perché «il vostro ruolo non si è ridotto: è cambiato. Anzi, per molti aspetti è diventato ancora più decisivo. Al primo turno avete costruito un consenso vero. Dietro ogni preferenza raccolta ci sono persone che vi conoscono, che vi hanno dato fiducia, che si sono riconosciute in voi. Questo patrimonio oggi non si disperde: va accompagnato».
La prossima settimana si va al ballottaggio, qualcosa di diverso: «Non vince chi convince di più in astratto. Vince chi riesce a riportare alle urne chi ha già votato. Ed è qui che entrate in gioco voi. Perché quei 40, 60, 100 voti non sono numeri automatici: non si spostano da soli e, senza un richiamo diretto, una parte significativa rischia semplicemente di restare a casa». Quindi, anche chi non è entrato in consiglio, continua Menichelli, deve continuare a supportare la sua coalizione: «è proprio in questa fase che si misura la solidità di una classe dirigente: nella capacità di esserci anche quando non c’è un ritorno immediato. Chi si ferma oggi indebolisce il proprio schieramento; chi invece attiva i propri contatti porta un valore reale, concreto, misurabile – continua il segretario di Confartigianato -. Non servono strategie complicate. Serve ciò che avete già dimostrato di saper fare: una telefonata personale, un messaggio diretto, un incontro anche informale, una parola chiara sul perché tornare a votare. Il punto non è aggiungere voti nuovi e incerti, ma non perdere quelli che già ci sono. Al ballottaggio si vince così: trasformando un consenso potenziale in partecipazione reale. E questo lavoro, nessun candidato sindaco può farlo da solo. Può farlo solo chi ha costruito un rapporto diretto con gli elettori, solo chi ha messo la faccia in campagna elettorale, solo chi quei voti li ha già conquistati una volta. In questa seconda fase, però, la mobilitazione non può limitarsi ai singoli contatti: deve coinvolgere in modo diretto e concreto anche il tessuto produttivo della città, a partire dalle micro e piccole imprese del territorio maceratese. Parliamo di circa 3.700 attività: un sistema diffuso che è molto più di un motore economico. È un presidio sociale nei quartieri e nelle frazioni, un punto di riferimento quotidiano per migliaia di persone». Tutto considerano, tra titolari, dipendenti, familiari, reti di relazioni «emerge un bacino che supera ampiamente le 10mila persone: una componente significativa dell’elettorato, con una forte capacità di orientamento. Coinvolgere questo mondo significa riconoscerne il valore strategico e costruire una proposta politica credibile, radicata nei bisogni reali della città. Significa parlare a chi ogni giorno crea lavoro, tiene vive le comunità e contribuisce alla coesione sociale ed economica del territorio. Per Confartigianato, dare voce a queste imprese vuol dire contribuire in modo concreto a costruire il futuro di Macerata. E in questa fase, anche il vostro ruolo può essere decisivo: perché siete voi il ponte tra la politica e la realtà viva della città».






































Giorgio … Giorgio … sul filo del rasoio ci si può rimaner male.