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Morto al rave party, nessun colpevole:
assolto il presunto investitore
La difesa: «Qualcuno ha spostato il corpo?»

LORO PICENO - Il 18enne Diego Luchetti è stato trovato senza vita su di un campo, a San Severino, nel settembre 2013. Sotto accusa è finito un 29enne che oggi è stato prosciolto al tribunale di Macerata. L'avvocato Maggini: «Nessuna traccia biologica è stata trovata sull’auto, se non una che non è stata mai esaminata. Inoltre le tracce delle gomme non erano compatibili con la vettura in uso all'imputato»

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Diego Luchetti, morto l’8 settembre del 2013 sulle colline di San Severino

 

di Gianluca Ginella

Nessun colpevole per la morte di Diego Luchetti. Aveva solo 18 anni il giovane di Loro Piceno quando venne trovato morto su di un prato dove posteggiavano le auto di chi quella notte (tra l’8 e il 9 settembre 2013) partecipò ad un rave party in località Serripola a San Severino. Per nove anni è stato sotto accusa un 29enne di Montelupone, Carlo Malatini, che oggi è stato assolto al tribunale di Macerata dall’accusa di omicidio colposo. In sintesi gli veniva contestato di aver investito con l’auto Diego mentre il 18enne era disteso su di un prato. L’accusa, sostenuta dal pm Raffaela Zuccarini, ha chiesto la condanna a 3 anni per Malatini. «Risulta confermata la ricostruzione del fatto così come contestata, in base anche alla perizia che parla di morte dovuta a schiacciamento da parte di uno pneumatico» ha concluso il pm nella sua requisitoria.

L’avvocato di Malatini, Paolo Maggini, ha fatto una lunga ricostruzione dei fatti sollevando molti dubbi su quanto accaduto. Ha ricordato come quella notte in quel luogo ci fosse parecchia gente anche in base ad un processo in cui 78 persone erano finite sotto accusa per invasione di terreni. Ha poi riportato come era avvenuto il ritrovamento del corpo di Diego rinvenuto da alcuni amici «non sotto le ruote dell’auto, l’auto non è stata sollevata e non poteva essere sollevata. Viene rinvenuto sotto la parte posteriore dell’auto che era in dotazione a Malatini. I ragazzi non parlano di presenza del cadavere sotto le ruote. Cosa fanno i ragazzi, gli amici di Diego Luchetti, quando lo trovano? Non chiamano il 118, ma prendono Diego lo caricano sulla loro auto e lo trasportano a Gagliole e nel mentre pensano di chiamare il 118 e concordano di vedersi davanti alla piazza del comune di Gagliole a una certa ora». Il legale nell’arringa ha sostenuto che «Nessuno dice che il corpo si trovasse sotto le ruote dell’auto, anzi tutti dicono il contrario». Maggini poi si è concentrato su un altro elemento «Non sono state ritrovate tracce biologiche di Diego sull’auto di Malatini. L’unica traccia rilevata è la presenza di una sostanza organica non identificata su uno degli pneumatici. Quella sostanza non è stata mai esaminata, dunque non sappiamo cosa fosse. Poi nell’autopsia si parla di tracce di pneumatico di 22 centimetri, ebbene i carabinieri hanno misurato lo pneumatico dell’auto che usava Malatini, una Opel, che arriva a 16 centimetri. Sono misure che non collimano e non collimando lasciano a dir poco perplessi. Poi non c’è nessuna perizia tecnica sulla possibile dinamica dell’investimento e tutti i testimoni dicono Malatini ha parcheggiato normalmente, nessuno scossone come se fosse passato sopra ad un corpo steso a terra. Questo processo è stato intentato solo da una circostanza: il corpo rinvenuto sotto l’auto, ma non c’è prova che sia stato Malatini a investirlo».

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L’avvocato Paolo Maggini

Il difensore del 29enne ha poi citato la perizia del medico legale: «C’è solo la frattura della mandibola, ed è quella l’unica trovata sul corpo: non quella dello sterno, non della gabbia toracica. Una frattura alla mandibola. Insomma ci sono incongruenze notevoli. Altro elemento che emerge durante l’esame autoptico è che sugli abiti di Luchetti, che indossava una felpa bianca, non c’è nessun imbrattamento. Come è possibile? Era senza maglietta e qualcuno poi gliel’ha rimessa? E chi? Volendo lasciarsi a ricostruzioni non così inverosimili: si potrebbe anche pensare che qualcuno ha investito Diego e l’ha messo sotto l’auto di Malatini o lo ha abbandonato lì». Ancora, nell’arringa l’avvocato Maggini dice che «A Malatini fu tolta subito la patente ma poi c’è una sentenza che dice che non è possibile affermare che guidasse sotto effetto di stupefacenti perché dall’esame delle urine risultava una assunzione avvenuta qualche giorno prima di quei fatti».

Il giudice Andrea Belli questo pomeriggio ha assolto Malatini che esce così da innocente da una lunga vicenda giudiziaria iniziata 9 anni fa. Resta da questo processo una domanda: come è morto Diego Luchetti. Una domanda che certamente si faranno tante di quelle 1.500 persone che parteciparono al suo funerale. Quando è morto Diego giocava a calcio nella Lorese e frequentava l’ultimo anno dell’Itas Matteo Ricci di Macerata.


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