“Non si può morire per una festa
Mio figlio è sconvolto,
non si è accorto di Diego”

DRAMMA AL RAVE - Parla il padre del giovane di Montelupone che guidava la Opel Corsa che ha schiacciato il 18enne: "Vogliamo capire quello che è successo, in auto erano in 4 e nessuno si è accorto di niente"
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Una foto recente di Diego

Una foto recente di Diego

di Gianluca Ginella

“Non si può morire a 18 anni per le feste, è una cosa assurda di cui non mi capacito. Vogliamo capire quello che è accaduto. Mio figlio è sconvolto per quanto è successo, stava albeggiando quando con in suoi amici ha visto il corpo del ragazzo sotto l’auto. Anche se non ha fatto apposta, è una cosa da cui non so se riuscirà mai a riprendersi”. Sono le parole di Alberto M., il padre di C. M., il giovane di 20 anni di Montelupone che nelle prime ore di ieri ha investito, al rave alla ex cava di Serripola, a San Severino, il 18enne Diego Luchetti, di Loro Piceno (leggi l’articolo). Una ruota della sua auto, secondo quanto emerge dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Camerino, sarebbe passata sopra al corpo di Diego, che era sdraiato su di un prato. La ruota sarebbe passata tra il collo e il petto del 18enne, probabilmente schiacciandogli la trachea, sempre secondo quanto emerge dalle indagini. Una vicenda che ha sconvolto la famiglia di Diego, ma anche quella del giovane che lo ha investito, che è quasi suo coetaneo. “Mio figlio non credo che sia ancora riuscito a metabolizzare quello che è accaduto” dice il padre del 20enne. Che sabato ha detto al padre “Vado ad una festa”, “ma come fai a sapere dove vanno. Hanno 20 anni, cerchiamo di tenerli sotto controllo, ma come si agisce si agisce male” dice Alberto M. Su cosa è accaduto sul prato alla ex cava era stato suo figlio stesso a dire ai carabinieri che “Il terreno è molto sconnesso, pensavo ci fossero delle buche”. “Non si è accorto di quel ragazzo, perché era buio, perché l’erba sul quel campo era alta. Ma non è solo lui a non essersene accorto – riprende Alberto M. –. In auto erano in quattro. E nessuno di loro si è accorto di quello che è successo. Tra l’altro, dopo che avevano parcheggiato, sono andati più volte all’auto, ma non si sono accordi di nulla. Solo quando ha cominciato ad albeggiare hanno visto il corpo del ragazzo sotto l’auto”. Una cosa terribile “mio figlio ha cercato di soccorrerlo” dice Alberto M., il cui pensiero ora è “capire come siano andate le cose, sicuramente ci sono dei dubbi, che vogliamo capire”. Ma un altro pensiero “è esprimere il mio cordoglio alla famiglia del ragazzo morto, voglio farlo incontrandoli personalmente, non posso nascondermi e mi sembrerebbe di farlo se mi limitassi a fare una telefonata”. Su suo figlio dice “E’ un ragazzo che si dà da fare, dopo aver terminato gli studi ha trovato un lavoro da un artigiano, come falegname. Ora è disoccupato perché aveva un contratto a termine e il titolare aveva deciso di ridurre il personale. Ma nel suo lavoro è bravo”.

Diego Luchetti

Diego Luchetti

La famiglia del 20enne, per essere assistita in questa vicenda, in cui il giovane è indagato per omicidio colposo, ha deciso di affidarsi ad un legale, l’avvocato Paolo Maggini. Maggini ha nominato un proprio consulente, il medico legale Andrea Mancini, che domani parteciperà all’autopsia di Diego, che si svolgerà all’ospedale di Camerino. “Stiamo valutando le varie circostanze – dice l’avvocato Maggini –, ogni fatto utile per ricostruire l’accaduto va valutato con grande accortezza e grande scrupolo. Bisogna verificare le circostanze in cui è avvenuto l’incidente. È giusto fare una analisi molto scrupolosa e approfondita. Fermo restando il nostro dispiacere e la nostra più profonda amarezza per la morte del giovane Diego”. L’autopsia dovrà appunto chiarire se la morte del 18enne sia avvenuta proprio perché schiacciato dall’auto. Sul corpo è stata eseguita una prima ispezione, ed è evidente una traccia della gomma della Opel Corsa di C. M., tra il collo e il torace del giovane. Ma solo l’autopsia potrà dire con certezza se il giovane sia morto perché schiacciato dall’auto e a che ora risale la morte di Diego. Le indagini sulla vicenda sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Camerino, comandata dal capitano Vincenzo Orlando e coordinate dal pm Tullio Cicoria della procura di Camerino.

 

 

 



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