No allo “sballo” clandestino
dall’assemblea regionale

IL DRAMMA DI DIEGO - Approvata la mozione presentata dal consigliere Marinelli che impegna la Giunta ad aumentare i controlli sui rave party
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Erminio  Marinelli

Erminio Marinelli

Più controlli sui rave party, la tragedia di Diego Luchetti (leggi l’articolo) ha suscitato anche l’attenzione della politica regionale. La mozione (leggi l’articolo) presentata dal consigliere  del gruppo “Per le Marche”, Erminio Marinelli ha avuto l’appoggio della stragrande maggioranza dei gruppi consiliari dell’Assemblea Legislativa delle Marche. Il consiglio di oggi  l’ha  votata all’unanimità. Soddisfazione di Marinelli che commenta: “Non sarà certo una mozione a ridare ai genitori del giovane Diego ciò che una sciagurata serata ha tolto per sempre. Tuttavia, come richiesto pubblicamente da loro, ci siamo impegnati per inasprire i controlli e fare in modoche quanto è successo al povero ragazzo di Loro Piceno non accada ad altri.

Diego Luchetti

Diego Luchetti

“Nessuno vuol togliere ai giovani la possibilità di vivere a pieno la loro età – continua il consigliere civitanovese – ma il nostro compito è quello di educarli e quindi di evitare occasioni clandestine di puro “sballo” per le quali si cercano luoghi clandestini (e perciò pericolosi) lontano dal controllo delle forze dell’ordine. L’Osservatorio epidemiologico metropolitano dell’Azienda USL di Bologna già negli anni scorsi aveva condotto un’indagine sui frequentatori di rave party dalla quale emergevano dati allarmanti: su 375 intervistati, quasi l’80% si ubriacava almeno una volta alla settimana (età media: 24 anni), tutti usavano droghe da almeno 8 anni e il 50% di questi giovani, nei tre anni precedenti all’intervista, aveva avuto problemi a causa dell’uso di droghe. La nostra mozione vuole contribuire a fermare i rave per evitare il consumo di droghe e altre morti come quella di Diego che non era un frequentatore abituale di questi ritrovi. Ciò che chiediamo con questo documento, che impegna la Giunta regionale, è uno sforzo maggiore per potenziare il monitoraggio con l’ausilio della Polizia postale. In Italia esiste già una unità di monitoraggio del fenomeno presso il Dipartimento Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la quale effettua settimanalmente ricerche su internet e in particolare sui social media con buoni risultati, avendo individuato 71 rave party, 29 dei quali impediti in quanto illegali. Il nostro intento è anche quello di promuovere azioni di informazione e prevenzione, anche tramite i media, rivolte ai giovani, alle famiglie, alle istituzioni scolastiche e alle aggregazioni giovanili. Resta fermo che anche gli enti locali e i cittadini dovranno fare tutto il possibile per controllare e segnalare i rave nel territorio, per evitare altri eventi tragici.

 



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