Morte al rave party
Perquisizioni e sequestri nel Fermano
SVOLTA NELLE INDAGINI - Prelevati computer e cellulari dalle case di due ragazzi che sono sospettati di essere tra gli organizzatori della festa clandestina in cui morì Diego Luchetti
di Gianluca Ginella
Rave party mortale, blitz dei carabinieri nel Fermano: perquisizioni e sequestri nelle case di due ragazzi che potrebbero essere tra gli organizzatori della festa clandestina in cui morì il 18enne Diego Luchetti.
I carabinieri della Compagnia di Camerino, diretta dal capitano Vincenzo Orlando, nelle scorse settimane hanno messo a segno perquisizioni nelle abitazioni di due ragazzi che sono tra i sospettati di aver organizzato il rave party in cui morì il giovane Diego. Si tratta di Giammarco Burattini, 21 anni, di Porto Sant’Elpidio e di Leonardo Pallotta, 19 anni, di Fermo. Nelle loro case i carabinieri hanno prelevato sia computer che cellulari che dovranno essere analizzati per scoprire se via siano contenute informazioni che possono servire alle indagini .I due ragazzi sono tra i 68 indagati, tutti finiti nei guai per l’ipotesi di reato di occupazione abusiva di immobile. Ad essere stato occupato abusivamente era il terreno alla ex cava di Serripola, a San Severino. Si tratta di un’area di proprietà della Curia, che negli scorsi giorni ha presentato denuncia.
Intanto le indagini, coordinate dal procuratore capo di Macerata, Giovanni Giorgio, sono proseguite anche con gli interrogatori degli indagati. La festa clandestina risale alla notte tra il 7 e l’8 settembre scorsi. Vi partecipò anche il 18enne Diego Luchetti, di Loro Piceno, insieme ad alcuni amici. Ad un certo punto della notte, il giovane si era disteso su di un prato. Quell’area era usata per parcheggiare e intorno alle 4 del mattino era arrivata una Opel Corsa, guidata da C.M., un 20enne di Montelupone. Il giovane nel fare manovra e parcheggiare aveva schiacciato con una ruota dell’auto, il corpo di Diego. Solo a distanza di alcune ore, era stato scoperto quello che era accaduto.









