Covid, 1.033 nuovi casi su 4.517 tamponi
Altri due ricoveri in intensiva, 7 i morti
IL BOLLETTINO del Servizio Sanità - L'incidenza dei positivi si conferma sopra al 20% (21% ieri, 22,9% oggi). Nel computo complessivo dei test analizzati nelle ultime 24 ore sono esclusi quelli dello screening rivolto agli studenti: 420 contagiati su 5.494 esami, oggi saranno ritestati con il molecolare. Sul fronte ospedaliero il conto totale dei pazienti contagiati è arrivato a 295. Tra le vittime anche un 86enne di Treia
AGGIORNAMENTO DELLE 15,20 – Due i ricoveri in più nelle ultime 24 ore, sette i decessi. Sul fronte ospedaliero sono stati ricoverati altri due pazienti in terapia intensiva, il totale ad oggi arriva così a 52 in tutte le Marche. Invariati invece rispetto a ieri i pazienti Covid in area medica, 243. Ai 295 pazienti Covid complessivi si aggiungono 42 persone nei pronto soccorso, tra cui 1 a Camerino, 10 a Civitanova e 6 a Macerata. Tra i sette decessi registrati in regione, c’è anche un 86enne di Treia che era ricoverato a Macerata con patologie pregresse. Le altre sei vittime: una 96enne di Porto Sant’Elpidio, un 75enne di Urbino, una 87enne di Tavullia, un 89enne di Monte San Vito, un 85enne e un 94enne entrambi di Senigallia.
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Sono 1.033 i nuovi contagi nelle Marche, esaminati nelle ultime 24 ore 4.517 tamponi nel percorso nuove diagnosi e 2007 nel percorso guariti: l’incidenza dei positivi si conferma sopra al 20% (21% ieri, 22,9% oggi). E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio epidemiologico regionale, nel computo sono esclusi i tamponi dello screening offerto dalla Regione Marche e dall’Asur rivolto a bambini e ragazzi di scuole elementari e medie sintomatici o contatti di positivi o presunti tali (420 sono risultati positivi su esattamente 5.494 tamponi, il 7,6%, oggi saranno ritestati con il molecolare). Il tasso cumulativo ogni 100mila abitanti scende a quota 715,19 (ieri era a 784,86). La provincia che ha fatto registrare più contagi nelle ultime 24 ore è Ancona (555, più della metà dei totali), seguono: Pesaro-Urbino (251), Macerata (79), Ascoli (72), Fermo (29) e 47 da fuori regione. La fascia di età più colpita è quella 25-44 anni con 296 casi, quella 45-59 fa registrare 220 casi. Sono 227 quelli tra i ragazzi da zero a 18 anni, 132 tra 19-24enni, 158 tra over 60. Sono 273 i sintomatici, 314 i contatti domestici, 251 i contatti stretti di casi positivi, 177 i casi in fase di approfondimento epidemiologico, 2 nella casella positivi in ambiente di vita socialità, uno in setting scolastico/formativo, 2 nei contatti in setting lavorativo, uno nei contatti in setting assistenziale, uno negli screening sanitari e 11 nei casi extra regione. Nelle terapie intensive il 83% dei ricoverati non è vaccinato (ieri era il 71%), il 63% nell’area medica (ieri era 56%).
SCREENING NELLE SCUOLE, SALTAMARTINI: «NECESSARIO IL RITORNO SUI BANCHI MA IN SICUREZZA»
Quasi 5.500 famiglie hanno approfittato dello screening offerto dalla Regione Marche e dall’Asur rivolto a bambini e ragazzi di scuole elementari e medie sintomatici o contatti di positivi o presunti tali. 420 sono risultati positivi (su esattamente 5494 tamponi), il 7,6%. 16 le postazioni che erano state predisposte dalle 5 Aree Vaste delle Marche a: Urbino, Fano, Pesaro, Sassocorvaro in Area Vasta Uno: Ancona, Falconara, Jesi, Fabriano, Senigallia, Osimo in Av2; Macerata, Civitanova, Matelica in Av3, Fermo in Av4, Ascoli e San Benedetto in Av5 . Uno sforzo organizzativo nella giornata dell’Epifania per garantire un ritorno sui banchi in sicurezza: i tamponi utilizzati sono antigenici di ultima generazione, affidabili come i molecolari. «Dobbiamo garantire la scuola in presenza limitando il più possibile il ricorso alla Dad – ha dichiarato l’Assessore alla Sanità Filippo Saltamartini – la nostra riconoscenza va al personale sanitario che è riuscito a garantire lo screening delle scuole, e che il giorno precedente ha raggiunto il record di vaccini Sars Cov 2 somministrati in regione, oltre 18 mila con 1650 prime dosi». Lo screening scolastico prosegue oggi ad Amandola dalle 8.30 alle 13 nella zona Pian di Contro, e l’8 gennaio a Cagli (Pu) dalle 14 alle 18 all’Eliporto in via Meucci 6 in zona Candiracci.



























Tranquilli, il portentoso decreto che ha portato la Befana «mira a “rallentare” la curva di crescita dei contagi relativi alla pandemia» e di certe infallibili mire non è dato dubitare.
https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-55/18944
Massimo Giorgi , io invece evidenzio che l’83% dei ricoverati in terapia intensiva sono non vaccinati. Non crede che, riducendo sensibilmente questo numero di persone, si potrebbe stare meglio? Inoltre i medici ed infermieri potrebbero dedicarsi agli altri pazienti, ma questo questo alle persone egoiste non interessa.
Certo, io sono anche un mostro d’egoismo, del tutto insensibile a ciò che gli umani altruisti intendono evidenziare di volta in volta, ciao ciao.
Buone notizie, pare che la cosiddetta “pandemia” evolva speditamente verso caratteristiche tipiche di influenza stagionale, grande diffusione tra i giovani ma grave pericolo solo per soggetti fragilissimi, affetti da cardiopatie, ipertensione, diabete, malattie metaboliche ed obesità (come purtroppo è sempre stato) quindi speriamo bene, gli anestesisti per fortuna non saranno più costretti a scegliere chi salvare, (sappiamo già quale sarebbe stata la scelta) intanto botti piene per big fpharma e farmacisti, rimane il dubbio sul numero dei caduti per covid o solo, con il covid
Lapponi, la definizione di ”non vaccinato” è molto complessa nei dati delle fonti ufficiali, non corrisponde per niente all’idea ingenua e fiduciosa del cittadino ammodo…
Pavoni, le sue puntualizzazioni sono fuori luogo. Se io parlo di pazienti in rianimazione per Covid, mi sembra chiaro che intendo per “non vaccinato” chi non ha fatto il vaccino per il Covid, come penso tutti i lettori abbiano capito, senza fare ricerche su fonti pre- Covid. Comunque invito tutti a riflettere sulle considerazioni che oggi Aldo Cazzullo fa sul Corriere della sera.
Alessia Andreucci, se le serve per un confronto, io dal 2020 ad oggi sono stato personalmente a 7 funerali di conoscenti morti di covid (tutti non vaccinati) e ad altri 4 non ho ho potuto partecipare (tra questi, sinceramente non ho informazioni sullo stato vaccinale di uno, gli altri erano non vaccinati).
Se invece parliamo di conoscenti ricoverati per covid, oltre a quelli che purtroppo sono deceduti, ne conosco 7/8 e sono tutti casi avvenuti prima dell’arrivo dei vaccini. Come lei conosco tante persone che nelle ultime settimane si sono ammalate di covid, tutte vaccinate e tutte per fortuna con zero o pochissimi problemi.
Rossi, lei è proprio un uomo dantesco, dalle straordinarie conoscenze. I morti per covid sono stati il 2 per mille e lei ne conosceva 11. Dunque lei ha quasi 5500 conoscenti. Pensi che io non conosco neanche me stesso…
Presto un decreto con l’obbligo di non morire per i vaccinati e quello di morire anche più volte (si parla di 10 volte, ma la Lega frena) per i non vaccinati.
La pochezza della filosofia che sbandiera, Pavoni, risiede proprio nella banalità delle sue affermazioni. Siccome le persone di cui ho scritto sono tutte realmente morte di Covid, facendo ironia su ciò che dico offende la loro memoria. È per questo, forse, che io conosco 5.500 persone come dice lei mentre lei deve fare il comico qui per avere qualcuno con cui parlare…
Sig. Rossi, stia tranquillo che comunque il “cattivo maestro” e lo “pseudo poeta di bassa ironia” vivono così, chiusi nel loro mondo pseudo alternativo e mai si vergogneranno delle loro affermazioni, nemmeno di fronte alla morte DEGLI ALTRI. Unica soluzione è ignorarli e lasciarli tranquilli nel loro pascolo ideale.
Sig. Michele Rossi, mi tolga una curiosità, i suoi 7+4 conoscenti deceduti, sono morti di covid o il covid ha dato il colpettino finale?
in altre parole, per essere chiari, erano sani e in forma oppure anziani e malandati?
Facciamocene una ragione Pavoni, le persone perbene ci ignorano, e se non ti sembra proprio che sia così sappi che è solo la pseudo lingua che batte dove lo pseudo dente duole.
Buon pascolo.
Sì, Giorgi, secondo uno dei miei pochi conoscenti, peraltro morto di pleurite tanti anni fa, ” non v’ha scelta nel mondo tra l’isolamento e la volgarità”.