«Iommi pensa alle fonti storiche
invece che alle case popolari»

MACERATA - La critica del capogruppo del Pd Narciso Ricotta durante le interrogazioni prima del Consiglio: «I servizi sociali sono preoccupatissimi per quando finirà lo stop agli sfratti». In assise approvata una nuova variante al Piano triennale delle opere. L'assessore all'Urbanistica: «I bandi sono treni che corrono veloci, non è vero che non c'è una strategia»
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Narciso Ricotta

 

di Federica Nardi

«Quando non sarà prorogato il blocco degli sfratti, la gente dove andrà? I servizi sociali sono preoccupatissimi». Questo il dubbio di Narciso Ricotta, capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Macerata, che oggi ha posto la questione all’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi durante le interrogazioni prima dell’assise.

Il tema nel dettaglio riguardava la mancata partecipazione del Comune a un bando da 30 milioni (totali) dedicato all’area cratere per l’edilizia popolare. Iommi ha spiegato che il motivo principale alla base della non partecipazione di Macerata al bando è stato «il pochissimo tempo a disposizione per l’operazione» oltre al fatto che il Comune si sta già occupando di svariati bandi nel tentativo di aggiudicarsi i finanziamenti per vari restyling in città.

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L’assessore Silvano Iommi

Ricotta ha replicato duramente: «Rifarete le fonti storiche, ma non abbiamo avuto il tempo per le case popolari? Né lei né la sua collega dei Servizi sociali (Francesca D’Alessandro, ndr), avete avuto la sensibilità di mettere questo nella priorità dei bandi: la casa per i maceratesi. Un grave errore e la dimostrazione di come la partecipazione ai bandi avvenga in maniera automatica e non ragionata». A margine del Consiglio Ricotta aggiunge: «I servizi sociali sono preoccupatissimi. Quando il Governo non prorogherà il blocco per gli sfratti, sarà un disastro perché la gente è rimasta indietro con i pagamenti avendo perso il lavoro. E noi un’occasione del genere ce la facciamo scappare? E’ ovvio che gli sfratti, nel cratere, riguarderanno maggiormente Macerata, che è il Comune più grande».

Il tema della programmazione è stato il leit motiv anche del Consiglio comunale. Tra gli altri Andrea Perticarari del Pd, ha accusato l’amministrazione sostenendo che «in otto mesi è stata cambiata la ztl e basta a Macerata e di questo i cittadini iniziano ad accorgersene». Iommi ha risposto ai dubbi sulla principale delibera in discussione oggi, cioè una nuova variante al Piano triennale delle opere pubbliche per la partecipazione a un bando, spiegando il senso sottostante a questa seconda variazione: «Si sta passando dalla cultura del programma a quella del progetto. Cioè un cambio di paradigma. Io li abolirei se fosse per me i rendering, ma la strategia c’è e c’è anche l’obiettivo generale. Di questa serie di bandi, noi siamo al secondo. Il 16 marzo abbiamo presentato quello fino a 15 milioni di euro. E subito si è sovrapposto questo bando che scade a giugno, per 20 milioni. Sapendo già che la terza tappa  sarà con un altro bando di altri 20 milioni. Questi bandi sono treni velocissimi che danno poco tempo, poco respiro e danno condizionalità molto forti anche sulla disponibilità degli immobili».

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Andrea Boccia

Una visione che ha ispirato fiducia anche in Andrea Boccia del Movimento 5 stelle, inizialmente scettico: «Cancelliamo dal vocabolario la parola rendering e collaboriamo. Questo ci vede a favore». Stefania Monteverde di Macerata bene comune ha ammesso che perlmeno «così c’è uno spazio di visione di città su cui si può anche concordare o meno. Poteva dirlo subito piuttosto che proporci una variazione di bilancio, una lista di cose che sembravano casuali. Mi auguro che per settembre ci sia la possibilità di collaborare anche nel merito». Alla fine la delibera è passata con 23 favorevoli, 2 contrari e otto astenuti.

 



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