
I ragazzi della scuola secondaria di primo grado premiata all’Università di Camerino per il progetto nazionale su Giulia Berna
Un podcast che riporta alla memoria una voce dimenticata e un “Manifesto della gentilezza” che è un inno all’uso delle parole più delicate e costruttive. Fanno incetta di premi i giovani studenti e studentesse della scuola paritaria My School di Civitanova che in pochi giorni hanno conquistato la ribalta nazionale, locale e provinciale con due progetti realizzati direttamente dai ragazzi.
Tra i risultati più significativi c’è il terzo posto a livello nazionale e il primo a livello regionale nel concorso didattico “Le Marche sulla via della parità“, promosso dall’Osservatorio di genere.
Il progetto, seguito dai docenti Chiara Nicoziani, Francesca Bartolini e Luca Andreani dal titolo “Maestre senza voto”, ha raccontato la figura di Giulia Berna, maestra del 1906 che intraprese un’azione legale per ottenere il diritto di voto amministrativo. Una protoelettrice dimenticata dalla storia per oltre 90 anni e di origine marchigiana. Giulia, assieme ad altre nove colleghe maestre elementari, ottennero per sentenza (il 25 luglio 1906, la “sentenza Mortara”) il diritto a diventare le prime elettrici della storia italiana ed europea. Ma il diritto durò 10 mesi, finché una sentenza della Cassazione prima e poi della Corte di appello annullarono la sentenza emessa dal giurista Lodovico Mortara. Un lavoro che ha colpito non solo per i contenuti, ma anche per la forma. Gli studenti delle classi prima e seconda della secondaria di primo grado hanno scelto infatti un linguaggio contemporaneo e coinvolgente: un podcast accessibile tramite qr code, accompagnato da una vera e propria campagna di comunicazione ideata e realizzata dagli stessi ragazzi, con volantini e materiali promozionali pensati per diffondere il progetto. Un approccio dialogico e innovativo, che è valso una menzione per l’originalità e il riconoscimento tra i migliori lavori in Italia.

La premiazione delle classi elementari alla festa della Polizia
Ma non è l’unico traguardo raggiunto. Anche i più piccoli hanno lasciato il segno. La classe terza della primaria è stata premiata lo scorso 10 aprile a Macerata, nel corso della Festa della Polizia, per il progetto “Pretendiamo legalità”. Al centro del lavoro un grande cartellone collettivo, il “Manifesto futurista della gentilezza”, composto da 17 elaborati. Il messaggio, semplice e diretto, racchiude il senso dell’intero progetto: «Se mi dici belle parole mi apro al mondo, ma se ascolto parole negative divento triste e mi chiudo». Protagonisti, manichini realizzati con collage di carta, circondati da parole gentili, che favoriscono apertura e benessere, sensazioni manifestate dalla postura allegra dei personaggi. A fare da contrappunto, alcuni manichini incorniciati da parole offensive che portano a chiusura e disagio. L’insegnante Claudia Guarnieri afferma: «Il lavoro è stato una preziosa occasione per riflettere sull’importanza di scegliere parole rispettose e gentili come base per costruire relazioni positive». Una soddisfazione per gli insegnanti e per i ragazzi che hanno così confermato l’approccio educativo che da sempre contraddistingue My School capace di unire contenuti e linguaggi della tradizione con l’innovazione che va anche oltre l’aula didattica.

Il manifesto futurista della gentilezza

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