Assalto al portavalori in A14,
in tre davanti al Gup:
per il pm c’è il metodo mafioso
PORTO RECANATI - Una pioggia di fuoco lungo l'autostrada con raffiche di kalashnikov che erano state sparate lo scorso 27 ottobre per bloccare due blindati. Tre uomini erano finiti in manette, oggi per loro l'udienza preliminare è stata rinviata dopo che la procura ha avanzato nuove contestazioni

Uno dei furgoni assaltati
di Alessandro Luzi
Assalto a colpi di kalashnikov ai portavalori in autostrada, in tre finiscono sotto accusa dal gup: contestata l’aggravante dell’agevolazione e del metodo mafioso. Oggi si è svolta l’udienza preliminare davanti al gup Francesca Preziosi del tribunale di Macerata. I tre imputati erano finiti in manette dopo aver tentato il colpo a due portavalori Mondialpol il 27 ottobre scorso a Porto Recanati.

La Maserati Ghibili
Tentato omicidio, tentata rapina, detenzione abusiva di armi, interruzione di pubblico servizio, ricettazione e falsificazione di armi. Queste le accuse della procura di Macerata per Savino Pugliese, 44 anni, residente a Giulianova, Giuseppe Rubbio, 52, e Savino Costantino, 57, tutti e tre originari di Cerignola.

Nel corso dell’udienza preliminare, il pm Francesco Carusi ha deciso di contestare ai tre, erano tutti presenti in aula, anche l’aggravante dell’agevolazione e metodo mafioso. La difesa ha chiesto e ottenuto il rinvio dell’udienza per vedere i nuovi documenti della procura.

La coda in A14 dopo l’assalto
Erano circa le 17,45 e si stava facendo buio quando, secondo la ricostruzione dell’accusa, Costantino con almeno altre quattro persone (non identificate), tutti col volto coperto con delle maschere e armati di Kalashnikov Ak-47, hanno raggiunto due portavalori Mondialpol che viaggiavano in A14 verso sud, affiancandoli con tre auto, tra cui una Maserati Ghibli. Una volta raggiunti i furgoni, uno trasportava 3 milioni di euro e l’altro era di scorta, la banda ha iniziato a fare fuoco colpendo gli pneumatici con diversi colpi e sparando anche vari colpi all’altezza del parabrezza anteriore di entrambi i veicoli con dentro 5 persone (da qui l’accusa di tentato omicidio).
Una volta che i furgoni si sono fermati, alcuni del commando avrebbero tentato di aprire i portelloni posteriori utilizzando ordigni esplosivi e poi delle cesoie. Cosa che però non è riuscita. Poi, per assicurarsi la fuga, la banda ha cosparso l’autostrada di chiodi a quattro punte per forare gli pneumatici di eventuali inseguitori. Le guardie giurate hanno risposto al fuoco e Costantino era rimasto ferito. Così dopo essersi allontanato dall’autostrada ha raggiunto il vivaio Garden garden di Potenza Picena ed è stato soccorso dal vivaista Giuseppe Capozucca per poi essere trasportato in ospedale.

L’autoarticolato intraversato
Mentre l’assalto era in corso, altri componenti della banda, per facilitare la fuga, hanno bloccato la carreggiata opposta intraversando un autoarticolato e altri veicoli bloccati minacciando i conducenti (da qui l’accusa di interruzione di pubblico servizio).

I chiodi a 4 punte
Intanto, a pochi metri da lì, dice l’accusa, Pugliese e Rubbio attendevano Costantino ed altre quattro persone della banda per assicurare loro la fuga. I due si trovavano in un autocarro Iveco 35 rubato rubato il 10 luglio 2023 a Novate Milanese e con le targhe falsificate (da qui l’accusa di ricettazione e falsificazione di targhe), parcheggiati in una strada sterrata accanto all’autostrada, all’altezza di un’uscita di emergenza. Dentro al camion c’erano numerose cartucce. Poco prima, prosegue l’accusa, i due avrebbero scaricato dal veicolo due moto di grossa cilindrata pronte a partire, con sopra 4 caschi e all’interno tanti chiodi a quattro punte per forare gli pneumatici di eventuali inseguitori. Cosa che non è accaduta perché i due, intorno alle 17,20, sono stati fermati dai carabinieri per poi essere arrestati.
I tre si trovano nel carcere di Montacuto ad Ancona. Costantino è difeso dagli avvocati Francesco Santangelo e Marcello Colletta, Pugliese dal legale Emanuela Sciusco e Rubbio dall’avvocato Rosario Marino. La vicenda tornerà in tribunale il 9 settembre, dovrà essere valutata la competenza territoriale (potrebbe doversene occupare la Dda di Ancona o di Bari).


Il vivaio Garden garden
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