«Monumento a Giuseppe Verdi,
guai a chi lo tocca»
Raccolte oltre 400 firme

POLLENZA - Un comitato spontaneo si è attivato per impedire il trasloco del busto, che dovrebbe rimanere in piazza della Libertà spostandosi però davanti all'ingresso del municipio: «Posizionato lì nel 1928: sarebbe una contraddizione non averlo più lì fra due anni in occasione del centenario». Il sindaco Mauro Romoli: «Non lediamo la storia e il teatro sarà ancora più valorizzato»

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Il busto dedicato a Giuseppe Verdi in piazza della Libertà

Il monumento a Giuseppe Verdi non si tocca, lavori o non lavori. A dirlo sono 474 cittadini pollentini, che hanno presentato le loro firme in Comune nei giorni scorsi proprio per ribadire il loro pensiero sul busto posizionato in piazza della Libertà, proprio davanti al teatro che porta il nome del grande musicista.

La richiesta del comitato spontaneo nato a sostegno di questa battaglia è chiara: nell’ambito dei lavori di riqualificazione del centro storico, che comprendono anche il rifacimento della pavimentazione in sampietrini, venga mantenuto il busto dedicato al maestro nella sua storica collocazione, che il Comune vorrebbe spostare di qualche decina di metri, ovvero davanti al municipio. «Non è una richiesta nata dalla nostalgia – afferma Giuliana Marinozzi, promotrice del comitato – il monumento si trova in quel punto dal 15 aprile 1928, per volontà di un gruppo di cittadini guidati dal musicista Venceslao Pisani, che promosse allora una raccolta di adesioni affinché il busto lasciasse i giardini pubblici per entrare nel cuore della vita cittadina. Una mobilitazione popolare che, quasi un secolo fa, decise il luogo che oggi un’altra mobilitazione popolare chiede di conservare. Tra meno di due anni, nel 2028, ricorrerà il centenario di quella collocazione. Celebrarne il centenario dopo averne modificato la sede storica rappresenterebbe una contraddizione difficilmente comprensibile».

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Il libro sul rapporto tra Pollenza e Verdi con il busto in prima pagina

Il legame tra Pollenza e Verdi non si esaurisce nel monumento. «È l’unico dedicato al compositore in tutta la regione ed è parte di una tradizione musicale che la città custodisce attraverso figure come Nicola Benedetti e Paolo Pelagalli Rossetti, musicisti che ebbero rapporti diretti con il maestro e contribuirono a diffonderne l’opera. Non è soltanto un monumento, ma uno dei segni più riconoscibili della memoria culturale della città – ricorda Marinozzi – questa stessa vicenda è stata ricostruita dal Comune di Pollenza nel volume “Pollenza città verdiana delle Marche”, pubblicato nel 2013 in occasione del bicentenario della nascita di Verdi. Anche lo storico della musica Paolo Peretti, nelle pagine dedicate a “Rinverdire Verdi”, ha osservato come proprio quella collocazione costituisca parte integrante del valore simbolico del monumento, ricordando il destino di altri monumenti decentrati e progressivamente scomparsi dalla memoria collettiva».

Il comitato ha inoltre acquisito una precisazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche. «Nel documento si dice che lo spostamento del busto non è un passaggio obbligato per la realizzazione dei lavori – rimarca Marinozzi – esiste dunque la possibilità di conciliare il rinnovamento della piazza con la conservazione del monumento nella sua sede storica. Continuiamo ad attendere un confronto con l’amministrazione. Le firme depositate non sono un atto contro la riqualificazione del centro storico, che riteniamo un’occasione importante per Pollenza. Sono la richiesta di non far pagare a un simbolo dell’identità cittadina il prezzo di un cambiamento che può realizzarsi senza rinunciare a uno dei simboli della nostra identità. Chiediamo soltanto di essere ascoltati, con lo stesso rispetto con cui i pollentini, nel 1928, vollero portare Verdi nel cuore della città».

Mauro Romoli

Il sindaco Mauro Romoli

Dal canto suo, il sindaco Mauro Romoli non vede un problema insormontabile in uno spostamento che lascerebbe il monumento nella stessa piazza, spostandolo soltanto di poche decine di metri e sembra intenzionato a tirare dritto.

«Non pensiamo di ledere l’interesse di nessuno né di mancare di rispetto alla storia – spiega Romoli –. Comunque il monumento si troverà in una posizione centrale, anzi, avrà ancora più risalto, così come l’ingresso del teatro, che sarà libero e avrà finalmente un’insegna ad hoc, mai avuta finora. In questo modo la via è più larga per far transitare le auto e anche i parcheggi sono più larghi. L’ipotesi dello spostamento era contenuta nel piano particolareggiato del centro storico commissionato all’Univpm. In occasione dei lavori, abbiamo chiesto il parere alla Soprintendenza, che ha dato l’ok. Per cui procederemo».

(Ma. Pa.)


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