Convocazione dei consiglieri, lettera-gaffe:
copia e incolla del 2020
con norme antiCovid
MACERATA - Oltre alle misure contro la pandemia viene indicato tra i componenti della commissione Ambiente Andrea Boccia come attuale consigliere del M5S (ma non lo è più)

Il nuovo Consiglio comunale
di Luca Patrassi
Si era quasi spenta l’eco del bilancio di qualche anno fa del Comune di Macerata copiato nelle parti descrittive da quello della Regione Lazio e poche settimane fa c’è stato il post di qualcuno in area Comune che aveva fatto ricorso all’intelligenza artificiale per chiedere la redazione di un comunicato dal piglio “istituzionale e formale” per una cerimonia pubblica, salvo poi pubblicare anche tutte le ultime richieste avanzate e tra queste quella di “quanti semi di chia mettere nello yogurt”.
Nuove tecnologie ed altre non più nuove ma pure vicine all’antiquariato come il “copia e incolla”. All’indirizzo dei consiglieri comunali stanno arrivando lettere di convocazione per le sedute delle varie commissioni. Poche righe di testo, la data di convocazione e qualche decreto da citare per richiamare le norme di riferimento. C’è il piccolo sospetto nel leggere il decreto citato nelle lettere giunte ai consiglieri – si tratta del decreto del presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre del 2020 – che l’autore – il firmatario è il presidente del Consiglio Francesco Luciani – possa essersi “richiamato” pedissequamente all’atto sottoscritto nel 2020 dopo la nascita della prima amministrazione a guida Parcaroli. Allora c’era la pandemia e quel decreto conteneva misure utili per evitare la diffusione del Covid 19 e dunque regolamentava anche le modalità di svolgimento (in presenza o da remoto) di Consigli e commissioni. Ora sono passati sei anni, la pandemia è stata superata, il decreto ha perso efficacia nel volgere dei mesi di prassi, ma è rimasto il vizietto del copia e incolla.
Peraltro le disfunzioni non si limitano “soltanto” al decreto anti-Covid: tra i componenti della commissione Ambiente figura Andrea Boccia indicato come attuale consigliere del Movimento Cinque Stelle (lo era nel 2020). Ed anche in questo caso il sospetto è che in Comune siano stati traditi dal copia e incolla. Magari prestino attenzione agli iban: non fosse mai che gli emolumenti mensili degli amministratori finiscano in conti sbagliati anche se, a differenza del Covid che se ne è andato, tra il Parcaroli 1 e il Parcaroli 2 ci sono molte affinità elettive.
La circolarità del tempo a Macondo è il concetto cardine attorno a cui ruota “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez. Il tempo non scorre in modo lineare, ma si muove in cerchio o a spirale, condannando i membri della famiglia Buendía a ripetere i destini, i vizi e gli errori dei loro antenati.
I Tratti Fondamentali del Tempo:
Ripetizione Generazionale: I nomi dei personaggi ritornano di generazione in generazione (gli Aureliano e i José Arcadio). Con essi, tornano le stesse inclinazioni: gli Aureliano sono solitari, malinconici e inclini alla guerra; i José Arcadio sono impulsivi, testardi e ossessionati da sogni di grandezza.
Sovrapposizione Temporale: Il passato e il presente si fondono continuamente. Gli eventi futuri vengono spesso anticipati (prolessi), mentre il passato viene continuamente riesumato e rivissuto nella memoria dei protagonisti.
La Spirale: Molti critici descrivono il tempo non come un cerchio perfetto, ma come una spirale che si stringe sempre più su se stessa. Man mano che le generazioni si susseguono, il raggio di questa spirale si restringe, rendendo gli individui sempre più simili tra loro, fino all’inevitabile epilogo della saga.
La Sospensione e l’Immobilità:
Mancanza di Progresso: Il villaggio sembra vivere in un’eterna e immobile ripetizione, isolato dal resto del mondo. Le innovazioni esterne (come il treno, il ghiaccio o la tecnologia) arrivano a Macondo, ma lasciano gli abitanti in uno stato di reazione passiva, incapaci di un vero cambiamento.
Le Pergamene di Melquíades: L’esempio più lampante di questo tempo circolare sono le profezie scritte dallo zingaro Melquíades, che contengono l’intera storia della famiglia Buendía. Il ciclo si chiude quando l’ultimo discendente, Aureliano Babilonia, riesce a decifrarle in tempo reale, scoprendo che la sua fine coincide con quella della città stessa.
Appunto, tant’è!!
Ma loro cosa dicono ????????
Secondo me sono quelli della squadra di Carancini che fanno apposta a sgambettare il povero sindaco.