«Receptionist molestata dal titolare»
La Cassazione conferma la condanna
SENTENZA - Due anni e due mesi per un imprenditore, titolare dell'albergo dove lavorava la ragazza, accusato di violenza sessuale. Assolto dall'accusa di stalking. La giovane era parte civile, il legale, Sandro Giustozzi: «Finalmente ha ottenuto giustizia»

L’avvocato Sandro Giustozzi
Molestie alla receptionist di un albergo, il titolare, accusato di violenza sessuale, condannato a 2 anni e due mesi: la Cassazione ha confermato la sentenza di primo grado e d’appello. Assolto dall’accusa di stalking. I fatti al periodo che va da settembre 2019 a gennaio 2020. L’indagine della procura è partita dopo la denuncia della ragazza. La giovane all’epoca aveva trovato lavoro nella reception di un hotel dell’entroterra.
Ma ben presto quel posto si sarebbe trasformato per lei in un incubo. Il titolare, 75enne, avrebbe iniziato a molestarla sessualmente. Due almeno gli episodi contestati dall’accusa.
Nel primo l’uomo avrebbe afferrato il viso della ragazza, per poi palpeggiarle il seno. Alcuni mesi dopo l’uomo avrebbe detto alla ragazza che la desiderava, e dopo averle impedito ogni movimento, l’avrebbe baciata con violenza sul collo. In mezzo ai due episodi, l’accusa contesta anche il reato di stalking: avrebbe invitato la ragazza a stare con lui in modo insistente, dice l’accusa, e l’avrebbe chiamata al cellulare e inviato messaggi whatsapp intimorendola. In primo grado e in appello il titolare dell’albergo era stato condannato a 2 anni e due mesi per violenza sessuale e assolto dall’accusa di stalking. Sentenza confermata in Cassazione. Riconosciuta, come nei precedenti gradi di giudizio, l’ipotesi attenuata.
La ragazza si era costituita parte civile, assistita dall’avvocato Sandro Giustozzi che ha insistito in Cassazione per dichiarare l’inammissibilità del ricorso dell’imputato.

La Corte di Cassazione
«In primo grado l’imputato ha schierato anche una serie di medici e consulenti pur di contrastare il drammatico racconto della vittima, ma il Tribunale e la Corte d’Appello hanno ritenuto totalmente credibile la dolorosa narrazione resa dalla giovane ragazza che è stata anche costretta a dimettersi e a perdere il posto di lavoro pur di non subire ulteriori violenze» dice l’avvocato Giustozzi.
Il legale dice inoltre che la ragazza «dopo aver saputo della sentenza della Cassazione è scoppiata in un pianto liberatorio avendo finalmente ottenuto giustizia. Ora l’imputato dovrà risarcire i danni».
L’imputato, difeso dall’avvocato Gabriele Cofanelli, ha sempre contestato le accuse.
* A tutela della vittima il nome dell’imputato non viene indicato
(Redazione Cm)
Receptionist molestata nell’albergo, titolare condannato per violenza sessuale