Covid, 20 nuovi casi nelle Marche:
cinque sono nel Maceratese
IL BOLLETTINO del Gores - Nelle ultime 24 ore esaminate 595 nuove diagnosi, 454 test analizzati nel percorso guariti: i positivi anche nel Pesarese (12), nell'Ascolano (1) e provenienti da fuori regione (2)

L’andamento giornaliero dei nuovi contagi (clicca sull’immagine per leggere il report integrale del Gores)
Venti nuovi casi di coronavirus nelle Marche, cinque dei quali nel Maceratese. E’ quanto ha comunicato il Gores nel primo bollettino di giornata, dopo l’esame nelle ultime 24 ore di 1.049 tamponi: 595 nel percorso nuove diagnosi e 454 nel percorso guariti. I contagi, oltre a quelli in provincia di Macerata (in totale 1.174 positivi dall’inizio dell’emergenza), sono stati registrati nel Pesarese (12), nell’Ascolano (1) e provenienti da fuori regione (2). «Questi casi comprendono rientri dall’estero, operatori sanitari, contatti di casi positivi e casi di contatto domestico», comunica il Gores. Nel percorso screening Montecopiolo sono stati effettuati due tamponi, registrato un caso positivo. In totale quindi, nelle Marche, sono 6.919 i contagiati a fronte di 102.939 test effettuati fino ad oggi.







































Le sedicenti autorità – quelle che fanno scrivere che un locale è chiuso perché il gestore, andato in ospedale per tutt’altra cosa, ha ricevuto un tampone che ha scoperto qualcosa e che, prima, hanno violato la Costituzione angariando il cittadino sovrano con provvedimenti chiaramente incostituzionali, vedasi, per ultima, la sentenza del Giudice di Pace di Frosinone che ha annullato le cosiddette multe – mettano nero su bianco in un documento pubblico e da loro firmato, fondamentalmente:
1. quale tipologia di tampone è stata usata, con tutti i dettagli tecnico-scientifici sull’affidabilità della modalità di test;
2. cosa è stato trovato da quel tampone, con tutti i dati qualitativi e quantitativi;
3. tutte le referenze scientifiche disponibili che portano ad adottare determinate decisioni e non altre.
Questo perché la Costituzione e le leggi italiane prevedono alcuni criteri per l’adozione di provvedimenti aventi forza di legge e, ancora di più, per i provvedimenti amministrativi, fra cui la proporzionalità, l’economicità, l’efficacia, l’imparzialità, la pubblicità e la trasparenza.
E, infine, il metodo scientifico si deve basare sui fatti.
Ovviamente, è difficile.
Basti pensare che il governo, dopo essere ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR di Lazio che obbligava il governo medesimo a rilasciare entro 30 giorni i dati del sedicente Comitato Tecnico Scientifico che il governo ha detto essere stati alla base delle decisioni assunte, ha rilasciato una parte minimale dei medesimi documenti dai quali, peraltro, già si rilevano le assurdità di gestione della faccenda.
Figuriamoci quel che ci sarà scritto nel resto.