Ospedale alla fiera di Civitanova
I tecnici di Bertolaso in azione
Countdown al via da mercoledì
CORONAVIRUS - Tra due giorni dovrebbe scattare l'operazione ed è previsto che per l'ultima settimana di aprile il reparto che deve ospitare 90 posti di terapia intensiva sarà attivo. Oggi i tecnici dell'Ordine di Malta erano al lavoro per una verifica tecnica. Ceriscioli ritiene necessaria l'apertura per far riprendere l'attività ordinaria degli altri nosocomi
di Luca Patrassi
Pasquetta in fiera. Nessuna evasione dagli obblighi fissati dai vari decreti Conte ma giornata di verifica tecnica, quella di oggi, per lo staff incaricato della realizzazione dell’ospedale Covid 19 a Civitanova. I tecnici del Cisom, il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta erano al lavoro nei locali della fiera per il progetto che, probabilmente, a far data da mercoledì prossimo porterà alla realizzazione in 10/15 giorni di un ospedale Covid 19, capace di 90 posti letto di terapia intensiva. Tra i tecnici oggi in azione alla Fiera c’era anche Patrizia Arnosti, responsabile dello staff che fa riferimento all’ex dirigente della Protezione civile nazionale Guido Bertolaso. Non solo tecnici operativi, a dare collaborazione al Cisom è stato il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica: «Mi hanno chiesto un aiuto per avere una postazione attrezzata in loco, dotata anche dei vari collegamenti» spiega il primo cittadino. Atteso anche l’arrivo di Guido Bertolaso per dare il via ufficiale all’operazione. Operazione “via ai lavori” stavolta attesa per dopodomani, poi se i tempi di realizzazione si riveleranno coerenti con gli annunci si dovrebbe aprire il nuovo ospedale nell’ultima settimana del mese di aprile. Chi contesta(va) l’iniziativa rileva che non sarebbe più utile stante il calo dei ricoveri. Un’osservazione che aveva visto la replica del governatore delle Marche Luca Ceriscioli: «Il Covid ha costretto tante persone a rinviare interventi. Quindi abbiamo bisogno di mettere in moto tutti gli spazi e risorse per i malati ordinari. E bisogna farlo presto per avere una struttura aggiuntiva che segua per intero i casi Covid, offrendo tutti i livelli di assistenza (intensiva e semi intensiva), così che il resto del sistema sanitario possa occuparsi delle malattia ordinarie. La seconda funzione è che per almeno un anno è saggio mantenere una capacità di risposta, perché non possiamo escludere una ripartenza della pandemia». L’assessore regionale Angelo Sciapichetti: «L’intervento di Civitanova è un passo importante per rispondere alla pandemia e alla polemica inventata di sana pianta da Lega e Fdi sul territorio».





















Mi trovo sulla stessa linea di Ceriscioli e Sciapichetti!! Non andrò all’Inferno per questo?? E’ la prima volta, spero che qualcuno ne terrà conto. Le polemiche lasciamole a consiglieri comunali ancora in cerca d’autore!!!
L’epidemia covid19 è in forte calo e complessivamente i ricoveri per gli acuti e per i non acuti stanno calando, la necessità di letti per la terapia intensiva è molto scemata, all’ospedale di Macerata sono stati da poco attivati 45 postazioni di terapia intensiva.
Torno a dire che la decisione di Ceriscioli di puntare su tale struttura è stato solo emotiva e per nulla razionale, in definitiva uno spreco enorme di soldi, anche perchè in tutti gli ospedali della regione, calati sensibilmente i ricoveri, sta venendo pure meno la necessità di “ripulire” i vari reparti dei pazienti con il coronavirus.
I 12 milioni di euro raccolti grazie ad elargizioni liberali (una manna dal cielo in questo periodo) potevano e dovevano trovare ben altra destinazione, prioritariamente nel dare sollievo economico a migliaia di famiglie marchigiane che sono in forte disagio economico, se non sull’orlo della povertà.
Considerazione che peraltro apparivano evidenti anche 20/25 giorni fa, quando Ceriscioli ha preso questa improvvida decisione per far risaltare il piglio “decisionista” di quest’ultima fase della sua presidenza.
Ciarapica, a sua volta, ha dato la propria strumentale disponibilità a mettere a disposizione il centro fiere per guadagnare “meriti” a livello regionale e rendere così più forte la resistenza contro lo smantellamento dell’ospedale di Civitanova Marche, difesa che deve invece passare attraverso una lotta strenua contro la logica fittizia ed erronea dell’ospedale unico provinciale e, al contempo, attraverso una altrettanto strenua valorizzazione degli ospedali già esistenti.
in altri termini il Sindaco di Civitanova, anzichè correre a prostrarsi alle richieste di Ceriscioli, avrebbe dovuto battersi a fondo per ottenere un ripensamento totale del piano sanitario regionale, che proprio a seguito del coronavirus ha manifestato tutti i suoi rischi e le pericolosità.
Mannaggia… speravo nello scoop, che Ceriscioli fosse stato avvistato alla ricerca di asparagi o Sciapischetti alla scoperta di un bancomat funzionante (che poi a che gli serviva…), e invece ci dobbiamo accontentare di Ciarapica che aspetta in trepidante attesa Bertolaso per la posa del primo letto.
L’ospedale di Macerata non ha aperto un reparto di terapia intensiva. E’ giusto dire le cose come stanno