Il focolaio di Cingoli è un caso nazionale,
niente funerale per Isolina Carbonari
«Qualcosa che non si augura a nessuno»
CORONAVIRUS ALLA CASA DI RIPOSO - I familiari dell'89enne scomparsa questa mattina ringraziano il personale del Covid Hospital di Camerino. Nella struttura contagiati 37 anziani e due operatrici. La seconda vittima è Raffaele Focante, 70 anni. Il sindaco Vittori e il direttore Area Vasta 3 Maccioni questa sera su La7

Isolina Carbonari
di Leonardo Giorgi
«E’ qualcosa che non si augura a nessuno». La famiglia di Isolina Carbonari, 89 anni, non può neanche dare l’ultimo saluto alla loro cara, scomparsa questa mattina all’ospedale di Camerino. Isolina è stato il primo caso accertato di Covid-19 nella casa di riposo di Cingoli. Non è ancora chiaro se la donna abbia contratto il coronavirus al pronto soccorso dell’ospedale di Jesi verso la fine di febbraio (in cui era stata portata per un malore) o se il virus fosse già arrivato nella struttura di Cingoli in qualche modo, dato che negli ultimi dieci giorni qualche altro ospite già lamentava sintomi influenzali. La famiglia di Isolina è in isolamento domiciliare da lunedì 9 marzo. Domani nonna Isolina verrà tumulata nel cimitero di Villa Strada di Cingoli, ma per tutti i parenti non sarà possibile esserci, come da protocollo. La messa funebre verrà celebrata solo una volta passata l’emergenza. «Ci teniamo a ringraziare il personale dell’ospedale di Camerino, di Jesi e della Croce rossa di Cingoli – sottolinea la famiglia – per essersi presi cura di Isolina e essersi tenuti in contatto con noi».

Michele Vittori ai microfoni di La7
Qualche ore prima è scomparso anche un altro ospite risultato positivo al Covid-19: Raffaele Focante, 70 anni, con patologie pregresse. Nella struttura, al momento, solo due ospiti non sarebbero contagiati. Nella casa di riposo sono 37 gli anziani contagiati, due le operatrici. Intanto il caso diventa nazionale. I maggiori organi di stampa, come il Tg La7, hanno contattato la redazione di Cronache Maceratesi per informazioni sulla drammatica vicenda e alcuni inviati del telegiornale diretto da Enrico Mentana sono arrivati a Cingoli oggi per intervistare il sindaco Michele Vittori. Il primo cittadino ha ribadito l’urgenza di presidi medici e di personale, pregando l’Asur di convertire momentaneamente la struttura della casa di riposo in una sorta di ospedale, dato l’elevato numero di contagiati. L’azienda sanitaria ha giudicato impossibile l’operazione e ha affermato che i pazienti con le sintomatologie più gravi verranno spostati nei Covid Hospital del territorio, come il nosocomio di Camerino. Oggi pomeriggio lo stesso direttore dell’Area vasta 3, Alessandro Maccioni, è andato in piazza Vittorio Emanuele II a Cingoli (suo comune di residenza) a distribuire mascherine per gli operatori sanitari del posto. «Forse il Comune poteva chiudere prima la casa di riposo» ha detto oggi Maccioni ai microfoni di La7.

Il direttore di Area vasta 3, Alessandro Maccioni, distribuisce mascherine in piazza Vittorio Emanuele II di Cingoli
Focolaio Cingoli, muoiono due anziani ospiti nella casa di riposo




















Virus maledetto,sembra l’imitazione della cattiveria umana.
Fare un trasmissione di Mentana su la 7,sul problema della casa di riposo di Cingoli, degli anziani deceduti e positivi, mi sembra una grande porcata.
A me non sembra una porcata quella del telegiornale della 7. La notizia di un focolaio così grave e così ampio è di grande rilevanza e pericolosità non solo per gli ospiti ed il personale della casa di riposo, ma anche a livello nazionale, per non parlare delle Marche e della stessa provincia di Macerata.