Inquinamento, Sciapichetti:
«Sempre stati in prima linea
su riduzione e prevenzione»

L'ASSESSORE regionale replica al presidente di Italia Nostra Macerata e fa il punto anche su inceneritori, cave, raccolta differenziata
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Angelo Sciapichetti

 

L’assessore Angelo Sciapichetti replica al presidente di Italia nostra Macerata, Antonio Pagnanelli (leggi l’articolo), dopo l’incendio alla Orim di Piediripa di Macerata. «Questo assessorato è sempre stato in prima fila nel garantire la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento e nella difesa della salute sia dei lavoratori che dei cittadini e ritengo quindi frutto di cattiva informazione o pregiudizio le affermazioni del presidente di Italia Nostra Macerata – dice Sciapichetti –. In relazione a quanto affermato sul cementificio di Castelraimondo, ricordo che gli atti emessi dagli uffici regionali sono stati il frutto di una fattiva sinergia e di condivisione con gli enti locali ed i portatori di interessi diffusi, nel rispetto degli indirizzi condivisi durante tutto l’iter procedimentale. Quanto all’affermazione concernente il “potenziale nuovo inceneritore” di per sé ormai stucchevole nella sua ripetitività e mancanza di veridicità, basta rammentare che la Regione è fermamente contraria a tale progetto come confermato anche dall’assemblea legislativa lo scorso 28 giugno con la legge 22 che vieta sul territorio regionale ogni forma di incenerimento. Qualunque eventuale nuova iniziativa – prosegue l’assessore –, al momento inesistente, dovrà comunque essere preceduta da un iter autorizzativo sia di valutazione di impatto ambientale che di autorizzazione integrata ambientale, nel necessario rispetto della pianificazione ambientale ai vari livelli».

orim-falcioni5-650x433Sciapichetti replica anche sulla questione dell’apertura di nuove cave: «sottolineo che in occasione delle numerose Conferenze dei Servizi indette dalla Provincia di Macerata per l’espressione del parere di conformità e compatibilità con il Piano regionale delle attività estrattive (Prae) su cave individuate dal nuovo Ppae, ed in particolare  nei comuni di Treia e Cingoli, la Regione ha sempre dichiarato di non poter esprimere alcun parere definitivo sui progetti presentati in quanto ha ribadito, in varie sedi, l’inefficacia dell’aggiornamento del Ppae della Provincia di Macerata. Con tale presupposto la Regione ha sempre sostenuto che qualsiasi atto emanato dai Comuni ricadenti nell’ambito del territorio provinciale di Macerata è da considerarsi privo di efficacia giuridica. Nonostante questo la Regione – dice Sciapichetti –  ha in itinere una proposta di delibera di giunta con la quale viene stabilita la necessità e l’urgenza di procedere, a breve, all’adeguamento e aggiornamento dello strumento di pianificazione delle attività estrattive. Si ritiene utile comunque segnalare, come evidenziato nel documento “Le cave nelle Marche” (aggiornamento 2018), scaricabile dal sito web della Regione, che le attività estrattive, in particolare nella Provincia di Macerata, hanno subito sia in termine di volumetrie estratte, sia in termini di cave attive, un rilevante decremento. Nel contempo, in particolare negli ultimi anni, si è proceduto ad incentivare, con un’azione combinata con numerosi Comuni interessati da attività estrattive, la chiusura e successivo collaudo di un numero considerevole di cave, alcune particolarmente problematiche per gli aspetti sia ambientali che procedurali. Per la gestione deirifiuti speciali (ovvero quelli che sono generati dalle attività produttive agricole, artigianali ed industriali) si ricorda che l’ambito di competenza è nazionale e che il loro smaltimento può avvenire anche su territori diversi da quelli di provenienza. La Regione Marche nel proprio piano ha comunque voluto analizzare lo scenario evolutivo relativo anche ai rifiuti speciali, dal quale emerge un netto equilibrio fra rifiuti prodotti e rifiuti smaltiti nella nostra regione, secondo un principio, seppure non richiesto, di autosufficienza e di responsabilità». Infine Sciapichetti dice la Regione ha operato, nell’ambito della propria competenza di pianificazione, una serie di scelte. A partire da quella che nel territorio della Regione non si prendono in considerazione scenari che comprendano l’utilizzo dell’incenerimento dei rifiuti «e per tale motivo abbiamo presentato ricorso al Tar sul decreto Mille Proroghe, che prevedeva un inceneritore nelle Marche, contro lo stesso governo di centrosinistra». Altro aspetto l’individuazione di criteri di localizzazione degli impianti (anche riferiti a rifiuti speciali) «incrementando in vari casi le distanze che gli impianti devono avere dalle varie aree da tutelare (residenze, centri abitati, scuole e ospedali, corsi d’acqua)». Il piano regionale dei rifiuti delle Marche ha «sviluppato una sezione particolare rivolta alla prevenzione della produzione dei rifiuti. Le azioni concrete svolte sono sia di tipo culturale che di tipo organizzativo. In tal senso sono state avviate le cinque ludoteche provinciali del riuso dove i più piccoli vengono educati al recupero e al riutilizzo dei beni già usati e sono stati realizzati circa 30 Centri del Riuso sparsi in tutta la regione dove i cittadini possono lasciare i propri beni di cui non fanno più uso per cederli gratuitamente a chi ne ha necessità». Altro aspetto l’attuazione «degli indirizzi forniti dal Piano in materia di prevenzione, si è data accelerazione dell’applicazione della tariffa puntuale da parte dei Comuni. Ciò costituisce una forte azione per la riduzione dei rifiuti urbani». Sciapichetti conclude dicendo che «tutto questo è stato fatto garantendo la massima trasparenza ed imparzialità definendo principi generali ed uniformi in tutto il territorio per ciascuna tipologia di attività nel rispetto delle regole sovraordinate. Nelle Marche il dato della raccolta differenziata è tra i migliori in Italia con il 65,42%. E proprio per la sua virtuosità la Regione lo scorso 20 aprile è stata chiamata nell’ambito di un seminario organizzato dalla Conferenza delle Regioni a relazionare sul proprio modello di gestione dei rifiuti».

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