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Sigilli alla Orim,
investigatori al lavoro
per capire come è scoppiato il rogo

MACERATA - Questa mattina l'azienda di smaltimento rifiuti pericolosi è stata messa sotto sequestro. Dai capannoni si alza ancora fumo. L'incendio scoppiato nel reparto dei solventi
sabato 7 luglio 2018 - Ore 12:21 - caricamento letture
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I carabinieri mettono i sigilli alla Orim. Nella foto il tenente Cimmarrusti, comandante del Nucleo operativo di Macerata

Sequestrata la Orim, questa mattina intorno alle 11,30 i carabinieri hanno messo i sigilli all’azienda di smaltimento rifiuti speciali di Piediripa, dopo il rogo che si è scatenato ieri. Oggi dall’interno dei capannoni della ditta si alzava ancora del fumo. Sul posto per tutta la notte e questa mattina è andato avanti il presidio dei vigili del fuoco che stanno monitorando la situazione. L’incendio è scaturito dal reparto dei solventi che dovevano essere trattati. Un reparto dove vanno usate le massime cautele perché per far scoppiare un incendio può essere sufficiente anche non usare le dovute precauzione nel maneggiare solventi. Nella ditta, stando agli accertamenti investigativi, venivano trattati solventi di ogni sorta. I carabinieri stanno sentendo diverse persone per ricostruire ciò che è accaduto nell’azienda alle 16,30 di ieri, nei minuti che hanno preceduto lo scoppio dell’incendio. Al momento una ricostruzione certa di cosa sia accaduto e di come sia scoppiato l’incendio non c’è. Si sa che l’allarme è scattato. Il proprietario della Orim, Alfredo Mancini, ha spiegato che «abbiamo visto delle fiamme sul pavimento, abbiamo cercato di spegnerle ma non riuscendoci ho fatto uscire subito tutti». Ha anche detto che «non c’è rischio diossina». L’Arpam è al lavoro per dare risposte su cosa è bruciato e se vi siano rischi per la salute nel bere acqua o consumare verdure.

(Gian. Gin.)

(Foto di Fabio Falcioni)

 

Il sindaco Carancini col maggiore Ingrosso, comandante provinciale dei carabinieri



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