Pozzo dell’orrore, dissequestrata l’area
Il sindaco: «Intervenga il governo»

PORTO RECANATI - Da una parte si sono conclusi gli accertamenti sul terreno intorno all'Hotel House e ora si attendono gli esiti degli esami sulle ossa ritrovate. Dall'altra il primo cittadino chiede e pretende che sia lo Stato a farsi carico del problema sicurezza nel palazzone multietnico
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Le ultime ricerche col cane molecolare

 

Pozzo dell’orrore all’Hotel House di Porto Recanati, dissequestrata l’area. Il sindaco Roberto Mozzicafreddo chiede l’intervento del governo per sanare la situazione del palazzone multietnico. Le ricerche da parte della polizia scientifica di Macerata sono pertanto concluse nella zona dove nei giorni scorsi sono affiorate ossa umane e adesso i reperti saranno inviati a Roma per ulteriori esami più approfonditi. Alla luce delle analisi, svolte all’istituto di Medicina legale, gli inquirenti ritengono che di corpi sepolti ce ne sia solo uno. E i reperti rinvenuti sarebbero stati sotterrate tra 2 e 15 anni fa: potrebbero appartenere a un adoloscente. Gli accertamenti lasciano dunque aperta la pista che porta alla 15enne Cameyi Mosammet, scomparsa nel 2010. «Dal clamore di questi giorni sull’Hotel House – dice il sindaco Mozzicafreddo – noi vogliamo che derivi finalmente una presa di coscienza da parte di chi ha la possibilità concreta e reale di intervenire. Sono anni, a partire dalle comunicazioni inviate dai sindaci Fabbracci nel 2009, Ubaldi nel 2011 ai ministri dell’Interno di ogni schieramento si sia succeduto nel tempo e dalle innumerevoli riunioni nei Comitati di sicurezza in Prefettura che al massimo hanno sortito effetti immediati non consolidati nel tempo. Sono stati chiesti presidi interforze, l’ultima volta nel novembre 2017, ed offerti anche i locali per la permanenza. Non può essere attribuito all’ente locale così come non può essere attribuito alla Provincia o alla Regione il compito di risolvere un problema legato alla presenza di qualche decina di delinquenti spesso clandestini che nulla hanno da perdere ma nei confronti dei quali le attuali normative non consentono di intervenire. Così come non può essere attribuito alle forze dell’ordine che debbono applicare alla lettera la legge e spesso si ritrovano dopo l’arresto, lo stesso o gli stessi individui in giro per la città o al massimo agli arresti domiciliari negli stessi luoghi in cui si sono attuati i reati per i quali sono stati arrestati. Al Comune non è consentito neanche di negare una residenza in un appartamento nel quale c’è temporanea inabitabilità.

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Il sindaco Mozzicafreddo

Secondo il primo cittadino, dunque, il Comune avrebbe le mani legate sia per quanto riguarda la questione sicurezza, sia per la situazione all’interno del palazzone. «Non va mai dimenticato – aggiunge Mozzicafreddo – che quel condominio è una proprietà totalmente privata, garantita dalla Costituzione e non è una casa popolare sulla quale si può intervenire con maggiori poteri. Da decenni le amministrazioni comunali hanno rappresentato questa situazione agli organi di governo locali e nazionali. Le risposte sono state estemporanee, temporanee e miranti a ristabilire una “normalità” apparente ed assolutamente effimera. E mi sto riferendo esclusivamente alla questione sicurezza. Cosa diversa è la situazione interna all’immobile nel quale le responsabilità sono tutte attribuibili agli abitanti che non pagano il condominio e nel tempo hanno determinato il deterioramento dell’immobile e delle condizioni igienico sanitarie. Non è bastata neanche la nomina di un amministratore giudiziario che è nella impossibilità di approvare un bilancio che gli permetterebbe di recuperare le somme inevase perché le assemblee restano senza numero legale. Anche questa situazione è fortemente influenzata negativamente da chi delinque che ha tutto l’interesse da un deterioramento dell’immobile. Ma la stragrande maggioranza di chi abita in quel condominio è gente perbene che ha subito e sta subendo gli effetti negativi di tali presenze. Sembra impossibile che non si riesca ad arrestare ed allontanare, rimpatriandoli definitivamente, quelle decine di delinquenti che condizionano l’intero condominio. E la soluzione non è quella di allontanarli da lì perché si trasferirebbero in zone vicine lasciando inalterato il problema. Nel tempo abbiamo registrato visite, sopralluoghi, proclami di uomini di governo e parlamentari di ogni schieramento politico. Ciascuno di loro ha utilizzato l’Hotel House per le rispettive finalità facilmente comprensibili ma senza alcun risultato concreto».

pozzo-dellorrore-porto-recanati-cani-molecolari-2-650x365Da qui l’appello al governo. «Porto Recanati – conclude il sindaco – non ha alcuna intenzione di abbassare il livello di attenzione e chiede con forza al governo di intervenire. Solo il governo ha ogni possibilità giuridica, legislativa, organizzativa, programmatoria per affrontare e risolvere il problema dell’Hotel House. Il governo può approvare anche leggi e normative eccezionali e specifiche. Lo deve fare. Ed ovviamente mi riferisco esclusivamente all’aspetto della sicurezza e non a quello della gestione condominiale che deve restare ad appannaggio di chi vi abita. Ma i delinquenti debbono essere perseguiti in modo serio e non con estemporanee azioni eclatanti che lasciano il tempo che trovano. Chiedo al governo di intervenire. Lo chiedo all’attuale governo e a quello che verrà, qualunque esso sarà, tanto all’Hotel House ci sono venuti tutti durante la campagna elettorale. Per loro, resto a disposizione per fornire ogni altra informazione possa essere ritenuta utile e necessaria ma esigo, a nome dell’intera città che se ne facciano carico concretamente e non a parole. E’ un compito loro che non può essere attribuito, se non in malafede, al Comune, né alla Provincia né alla Regione che da decenni stanno facendo tutto quanto la legge consente loro di fare».



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