Sparo mortale, il carabiniere:
“Il collega mi ha strattonato
ed è partito il colpo”

MONTE SAN GIUSTO - L'appuntato è stato interrogato dal pm e ha spiegato che il militare che era con lui lo aveva tirato all'indietro per evitare venisse investito dall'auto con a bordo Klodjan Hysa, è stato allora che, accidentalmente, ha sparato
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Carabinieri sul luogo dove c’è stato lo sparo mentre la sera del 24 febbraio svolgono gli accertamenti sull’auto

 

«Il mio collega mi ha strattonato per evitare che venissi investito, io avevo la pistola e mi è partito un colpo accidentalmente». Questo in sintesi ha spiegato l’appuntato dei carabinieri di Monte San Giusto che lo scorso 24 febbraio ha ucciso il 35enne albanese Klodjan Hysa. L’interrogatorio si è svolto ieri al palazzo di giustizia di Macerata alla presenza del sostituto Enrico Riccioni e del procuratore Giovanni Giorgio. Presente il legale del militare, l’avvocato Pietro Siciliano. Il militare e il collega che era in pattuglia con lui quella sera d’inverno avevano notato, ha spiegato il carabiniere, alcune persone a bordo di un’auto. Chiesta l’analisi della targa è venuto fuori che si trattava di una vettura rubata. Così lui e il collega si erano messi alla ricerca dell’auto, una Fiat Bravo.

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Il pm Enrico Riccioni

Mentre si occupavano di questo, i due militari hanno notato Hysa. Il 35enne, a piedi, scendeva lungo via Valle. I militari gli hanno intimato l’alt e questo si è messo a correre fino alla Fiat Bravo, che era in sosta in via Don Minzoni. Hysa è salito e ha messo in moto. Nel frattempo sono sopraggiunti i militari. Gli hanno urlato di fermarsi. Hysa è partito a razzo. L’appuntato ha cercato di aprire lo sportello, ma era chiuso dall’interno. In quel momento il collega lo ha tirato all’indietro per evitare che fosse investito ed è stato in quel momento che all’appuntato è partito un colpo che ha centrato il montante dello sportello per poi colpire alla nuca Hysa. Il giovane albanese a causa della ferita riportata è poi morto il 27 febbraio all’ospedale di Macerata. L’interrogatorio del carabiniere ieri è durato circa 45 minuti.

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L’avvocato Pietro Siciliano

In sostanza ha confermato la dinamica già emersa nel corso delle indagini. Il militare ha inoltre detto che le sue azioni quella sera sono state conformi alle linee guida comportamentali previste dall’Arma. Una versione, quella del militare, che potrebbe essere compatibile con gli esisti della perizia balistica affidata dalla procura all’avvocato Sandro Evangelisti e dall’ingegnere Carlo Frezzotti. I famigliari di Hysa sono assistiti dall’avvocato Maurizio Cacaci che nelle scorse settimane ha nominato un proprio consulente per svolgere una perizia balistica. Il militare deve rispondere di omicidio colposo per eccesso di legittima difesa.

(Gian. Gin.)

 

 

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