Sparo mortale, Morgoni:
“E’ stata una tragedia,
ma siamo col carabiniere”

MONTE SAN GIUSTO - L'onorevole del Pd: "Non va fomentata la rabbia, ma le forze dell'ordine devono poter agire senza sentirsi assillati. La sicurezza è fondamentale per la democrazia"
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Mario Morgoni

 

“Non fomentiamo la rabbia ma dobbiamo consentire alle forze dell’ordine di usare le armi senza essere assillati”. Così il senatore Mario Morgoni del Pd interviene sulla tragedia di Monte San Giusto, dove, il 24 febbraio, un carabiniere ha esploso un colpo uccidendo un 35enne albanese, Klodjan Hysa, che a bordo di un’auto rubata aveva forzato l’alt intimato dal militare e da un collega. Il carabiniere, indagato per omicidio colposo per eccesso di legittima difesa, ha ricevuto il sostegno di tutta la comunità e la Lega Nord sabato scorso ha organizzato un presidio di fronte alla locale caserma dei carabinieri per dimostrare vicinanza alle forze dell’ordine. “Consapevoli che si è consumata una tragedia – dice Morgoni – siamo dalla parte del carabiniere.

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L’auto su cui si trovava Klodjan Hysa quando è stato ucciso

È evidente che stava svolgendo il suo compito, ma indagare è un atto dovuto perché un ragazzo è morto. L’indagine non è un’aggressione o un’offesa nei confronti del militare, che non posso che apprezzare perché si è fatto carico della sicurezza dei cittadini”. Un tema, quello della sicurezza che Morgoni ascrive politicamente alla “sinistra, perché riguarda soprattutto i più inermi che non sanno come tutelarsi”, ma allo stesso tempo il senatore si scaglia contro “chi lucra politicamente sull’episodio, come la Lega nord, come se la soluzione sia sparare all’impazzata contro tutti” mentre condivide l’atteggiamento “del sindaco Andrea Gentili, molto responsabile e non allarmistico”. In ogni caso, conclude Morgoni “dobbiamo fare qualcosa per legittimare le forze dell’ordine. Il carabiniere non deve avere timore di usare le maniere forti se serve, sempre nel rispetto delle regole e della buona fede. La sicurezza è fondamentale per la convivenza e la democrazia”.

(Fe. Nar.)



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