La Quadrilatero e gli accordi “traditi”,
la rivolta dei sindaci maceratesi

RITORNO SULL'ALTOPIANO/1 - Mentre si attende l'ultimo taglio del nastro, una lettera (inviata oggi) chiede alla società romana il rispetto dei patti sul l'uscita di Muccia e l'area di servizio a Colfiorito, stralciata dal Piano di area vasta (Pav) - VIDEO
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VIAGGIO NELLA QUADRILATERO/1 - Gli abitanti di Colfiorito in attesa per l'apertura della superstrada

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di Maurizio Verdenelli

Annifo, piane orientali dell’altopiano di Colfiorito, comune di Foligno nel cuore del Parco. Pomeriggio di domenica scorsa, 10 aprile. Un’auto di escursionisti procede lentamente lungo la strada costeggiata da prati. Un giovane capriolo, tranquillo, bruca la prima erba di primavera. La vettura si blocca, il finestrino scende ed emerge la canna plumbea di un fucile, pronto a far fuoco. Per l’animale dell’altopiano, una sorte segnata. Poi un colpo di clacson: il capriolo fugge, scomparendo immediatamente dal mirino. Anche l’auto della ‘caccia’ scompare rapidamente alla vista del conducente della seconda sopraggiunta alle sue spalle, giusto in tempo per salvare il ‘principe’ dei boschi, icona stessa del Parco di Colfiorito. L’auto del bracconiere, fotografata, sarà poi segnalata ai carabinieri del posto e alla Forestale di Foligno. Senza esito, per il momento. Tuttavia le indagini, avviate, continuano. L’altopiano, in questi giorni, è in ben altri ‘mirini’, soprattutto nella lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica. Dopo l’annuncio che in estate, giusto in tempo per il ‘passaggio estivo’ lungo quella che non a caso viene chiamata mare-monti, la superstrada Valdichienti sarà inaugurata dal premier Renzi e dal ministro Delrio (leggi l’articolo). A distanza di un anno e mezzo dal primo annuncio, quando il presidente della società Quadrilatero, Guido Perosino, ipotizzò il taglio del nastro entro l’aprile del 2015, data poi procrastinata a giugno dall’allora numero uno di Anas, Pietro Ciucci nel gennaio dello scorso anno quando venne inaugurato il tratto Bavareto-Serravalle di Chienti.

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Gli uffici della Quadrilatero a Colfiorito

“Importante è che la strada possa essere vista come una risorsa”. Parole del presidente della provincia, Antonio Pettinari, alla cui tenacia si deve se ancora non si è consumata la devolution: la fusione della società, voluto da Mario Baldassarri, all’interno di Anas, azionista di (stra)maggioranza. “Si aspetta tuttavia solo quest’ultimo atto, per cui era già pronto l’ultima volta il notaio: la ‘Quadrilatero’ sembra non sentire più molto il feeling con la sua creatura” dice il giovane sindaco di Serravalle di Chienti, Gabriele Santamarianova. I motivi? Sono due, e serissimi. A Colfiorito, nella sede della direzione, alla Quadrilatero sono espliciti: “Il Pav (Piano area vasta ndr) è stato stralciato”. Non si farà più la maxi area di servizio a Taverne, all’uscita di Colfiorito, in corrispondenza dell’ormai ex cantiere della Colabeton. Uno spazio che avrebbe dovuto comprendere la stazione dei carburanti e spazi attrezzati per la vendita dei prodotti per cui l’altopiano va famoso – a cominciare dalla patata rossa, IGP dal 2015. E non si farà più l’uscita della superstrada a Muccia, anche per problemi legati al ritrovamento di una grande villa romana, che va naturalmente tutelata.

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Operai della Quadrilatero tornano al lavoro dopo la pausa pranzo

“Non ci stiamo” dice Santamarianova. Così, oggi stesso parte in direzione di Roma, all’attenzione della presidenza della ‘Quadrilatero’ una lettera con le firme di tutti i sindaci dell’Alto Maceratese. A cominciare da quella di Gianluca Pasqui, primo cittadino di Camerino, proseguendo con quella dello stesso Santamarianova insieme con i colleghi di Muccia, Visso, Ussita e di tutti gli altri centri del territorio pedemontano. “Tagliare l’uscita di Muccia è gravissimo anche perché significa tagliare fuori il collegamento cruciale con l’asse Fabriano-Ancona” aggiunge Santamarianova. “Sono amareggiato perché la società sembra aver dimenticato sette anni di trattative e di accordi sottoscritti. Possibile tutta carta straccia, in vista del ‘the end’? Non ci stiamo. Ecco perché l’intero territorio si è riunito in questa Santa Alleanza chiedendo il rispetto dei Patti e le risorse necessarie perché la strada sia davvero una risorsa e non un passaggio veloce. Siamo pronti a riconvertire l’economia di un’intera area, però ci aspettiamo di non essere lasciati soli… al momento dell’addio. Il taglio del nastro, in estate, non può essere solo un momento mediatico e poi più nulla”. Seduti al sole sugli scalini dell’hotel Lieta Sosta un nutrito gruppo di operai ‘scappano’ (dopo l’ormai leggendaria tempesta provocata dall’indagine tv di Report) in direzione degli autocarri dichiarando al massimo: “Non sappiamo nulla, noi lavoriamo e basta. Ed andiamo dove ci dicono”. Di dove siete? “Lui di Pesaro, io vengo dalla Calabria” dice il più loquace.

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Annunziatina Ricci: “Mi lego agli alberi per salvare questo ambiente”

Più ‘collaborativi’ alla direzione della ‘Quadrilatero’ a Colfiorito all’interno del recinto dell’ex Campo 64. Non si respira l’atmosfera del tipo ‘fuga da Hanoi’, tuttavia c’è una quieta, laboriosa tranquillità in attesa dell’ormai vicino arrivo del premier e del ‘rompete le righe’, dopo anni di lavoro con tempi supplementari lunghi ormai 15 mesi. “Un’ipotesi di sostituzione dell’ex Pav? Certo, dovrà tuttavia essere un ente a prendersi carico delle istanze degli operatori, creando un’area ad hoc…”. Un ente? Chi? “L’Eni oppure un’altra società petrolifera…”. Nella sua preveggenza, negli anni 50, Enrico Mattei, a Colfiorito aveva ipotizzato proprio una grande arteria di scorrimento a fianco del lago dove andava a pescare e cacciare, ed un’estesa area di servizio. Naturalmente Agip. Sono passati 60 anni e l’idea pare non debba concretizzarsi neppure questa volta. Dice Dante Santoni, titolare del ‘Lieta Sosta’, già presidente del Comitato per la patata rossa: “Il progetto c’è. Non un semplice autogrill, ma un Villaggio di Servizi perché l’automobilista sia indotto ad entrare in paese, non solo a fermarsi ai suoi margini”. La strada è davvero una risorsa? “Ne sono convinto. Però le opinioni divergono. I miei figli Federica (famosi i suoi fotoreportages sull’altopiano ndr) Gionata e Gabriele sono d’accordo con me. Mia moglie Rita, invece no. In ogni caso la Quadrilatero è l’unica novità del luogo da un secolo a questa parte. E devo dire che sono state le Marche a mostrare più sensibilità per lo sviluppo di Colfiorito rispetto ai comuni umbri che rispetto a quest’arteria hanno mostrato tutta una serie di remore che alla fine hanno frenato il progetto di comunicarci convenientemente con il resto d’Italia”.

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Dante e Federica Santoni: “Un villaggio dei servizi invece che autogrill”

In ogni caso d’accordo con il Villaggio dei Servizi, con il tentativo dunque di ‘attirare’ i turisti-viandanti su auto velocissime, anche Nunziatina Ricci, della pluripremiata ‘Botteguccia’ dove tutto è a km 0. Con qualche distinguo (“E’ chiaro che il mio esercizio vive esclusivamente sul passaggio e dunque…”) invece Renzo Cellini, titolare del Bar Barchetta, il cui nonno Quinto conduceva Mattei nei suoi percorsi venatori e sul lago, allora copioso d’acque, nelle zone più pescose. “Il presidente dell’Eni gli aveva proposto di aprire una stazione di servizio Agip…aveva già visto tutto in anticipo, al solito, Lui. Mio nonno comprese tuttavia che i tempi non erano ancora maturi”. “Mi dispiace dover contraddire nelle sue battaglie l’amica Loredana Lipperini (giornalista, con radici paterne serravallesi ndr) ma sono convinta dei benefici della superstrada. E non penso che almeno nel tratto colfioritano che attraversa per lunghissima parte in galleria, abbia recato devastazioni nella natura.

colfiorito 3Problemi ci sono invece nel tratto di Muccia e in Umbria in Val Menotre. L’altro giorno, dall’osservatorio naturale del Monte Trella da dove si domina l’intero altopiano, il nastro autostradale che usciva dai tunnel non appariva impattante sul verde circostante che per il 95% è rimasto tale anche dopo. Pertanto chi vorrà venire in questa splendida Terra di Mezzo per godere di Storia (c’è un prezioso museo archeologico dei Plestini umbri), Paesaggio e prodotti locali, sarà d’ora in avanti avvantaggiato dalla mare-monti” dice Laura Picchiarelli dipendente del comune di Foligno, addetta al Parco. Nella sede, in bella vista insieme con le foto delle farfalle della palude -scattate da Emanuela Baccellini– e gli uccelli imbalsamati, c’è in mostra pure una testimonianza importante. Un bellissimo masso di calcite estratto, durante la realizzazione di una galleria della ‘Quadrilatero’ a Casette di Cupigliolo. Accanto alla ‘pietra’ c’è una colonna stratigrafica ad indicare l’età di un territorio abitato un milione d’anni fa da animali come il mammuth, la tigre, l’ippopotamo, il rinoceronte, il bufalo. La sezione più antica di questa conformazione geologica appenninica Laura? “Un calcare massiccio appartenente all’epoca Giurassica, duecento milioni d’anni fa”.

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Il museo del parco con la mostra Le farfalle

La bella sede del Parco è a fianco dell’anonima sede strategica della Quadrilatero. La parole d’ordine per tutti pare giustamente quella della difesa dell’aspetto naturalistico. “Il 4 marzo del 2013 abbiamo salvato un bell’esemplare di lupo, ormai stremato dalla fame. A soccorrerlo alcuni operai di un nostro cantiere a Cifo (Foligno)” tengono a dire nella sede della società che solo il ‘no’ di Pettinari impedisce per il momento di far parte (con soddisfazione) nella grande famiglia dell’Anas. Del lupo si conserva l’immagine nei computer. Tra le fotografie esposte anche quella di un gruppetto degli stessi animali cari a san Francesco che in un inverno piuttosto nevoso si erano avvicinati all’agriturismo ‘La Castellina’ a Costa Fiori di Muccia. Sono bellissimi e non sono i soli: altri due branchi sono stati fotografati una notte di capodanno da Federica Santoni e di recente segnalati. L’altopiano, in attesa del Presidente del Consiglio, balla coi lupi.

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Un pastore ai lati delle carreggiate

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L’altopiano visto dalla supestrada



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