Rossi cacciato da Uniti per cambiare:
“Un colpo basso, resto capogruppo”

CIVITANOVA - Il consigliere risponde alle accuse: "La mia colpa è aver esternato critiche, ormai non esiste una lista né un regolamento. E' rimasto solo il partito socialista che decide tutto. Hanno scavalcato anche l'autorità del sindaco". E chiede spiegazioni al presidente delle farmacie Carlo Alberto Centioni
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Pierpaolo Rossi

 

di Marco Ribechi

Una lettera inviata a novembre con le critiche ai suoi colleghi di lista. Questa sarebbe la causa della cacciata di Pierpaolo Rossi dal gruppo “Uniti per cambiare” di Civitanova. Il consigliere di maggioranza, epurato senza alcuna riunione ufficiale, come sostenuto anche dal sindaco Tommaso Corvatta (leggi l’articolo), si toglie i sassolini dalle scarpe sottolineando quello che considera un colpo basso. Passa poi al contrattacco del presidente delle Farmacie Spa Carlo Alberto Centioni che considera uno degli artefici della sua fuoriuscita. «Mi hanno cacciato dalla lista – dice Rossi – Ma mi chiedo di quale lista si tratti. Non c’è uno stralcio di regolamento, le forze civiche sono tutte fuoriuscite. Praticamente è rimasto solo il coordinamento del Partito socialista italiano e della Democrazia cristiana. Tra l’altro resto capogruppo visto che l’unico altro consigliere, Livio De Vivo, è già stato cacciato non solo dalla lista ma addirittura dalla maggioranza (leggi l’articolo). Inoltre nessuno può sollevarmi dalla presidenza delle due commissioni consiliari». Una decisione, secondo Rossi, presa a tavolino senza il consenso del sindaco. «A novembre scrissi una lettera spiegando alcuni atteggiamenti su cui non ero d’accordo – continua Rossi – Da quel momento si sarebbe dovuta concordare una strategia comune per la mia fuoriuscita. Ma le riunioni sono sempre state rinviate. Diversi modi di agire: mentre io mantenevo la questione chiusa tra quattro mura loro hanno ben pensato di mandare la lettera direttamente ai giornali, senza neanche la firma di Corvatta. Ma questa è la lista del sindaco o la lista del Psi e di Costamagna? Ritengo che sia l’ennesimo affronto al nostro primo cittadino. L’attività consiliare è sempre stata fatta da me con pochissime assenze mentre per l’attività politica non sono mai stato tenuto in considerazione, erano altri che decidevano».

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Rossi prende la documentazione che riguarda Centioni e la partecipata delle farmacie

Poi il consigliere passa al “fascicolo” Centioni. «Il presidente delle Farmacie Spa deve rispondere a una richiesta di chiarimenti del 29 ottobre firmata dai consiglieri Emili, Iezzi, Gismondi e me. Sono questioni sulla gestione economica della partecipata. Ultimamente anche Vince Civitanova ha ripreso la vicenda. Il 15 febbraio ho inviato un’ulteriore richiesta a Costamagna. Ci sono 30 giorni di tempo, se non otterrò le risposte mi rivolgerò alla procura della Repubblica. Inoltre, proprio in questi giorni, è uscito un bando per l’assunzione di un farmacista collaboratore. Questo significa sovvertire una graduatoria già stilata e valida per un altro anno. Ci saranno quindi ricorsi. Mi chiedo se il motivo sia semplice negligenza oppure se ci siano altre ragioni per questa “distrazione”».

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