La Civitanovese si ferma
Da domenica non si gioca più

SERIE D - Terzo giorno consecutivo senza allenarsi per i rossoblu. Il vice presidente dell'AIC Umberto Calcagno in visita al Polisportivo: "Non ci sono le condizioni per andare avanti. Così non si può giocare a Celano"
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Civitanovese (3)

Umberto Calcagno,vice presidente dell’Aic

di Maikol Di Stefano

La Civitanovese continua a non allenarsi e domenica, con tutta probabilità, non scenderà in campo. Questo è quanto emerge oggi, dopo l’incontro avvenuto negli spogliatoi del Polisportivo fra i giocatori, lo staff tecnico rossoblu e i delegati dell’Aic. A Civitanova sono arrivati Andrea Fiumanà e con lui il vicepresidente dell’associazione italiana calciatori, l’avvocato Umberto Calcagno che alla fine del summit spiega: “La situazione come sappiamo tutti è complicata. Bisogna fare un plauso a questi ragazzi – prosegue l’avvocato – che pur essendo dilettanti, hanno continuato il loro dovere da professionisti, non facendo trapelare nulla per molto tempo in onore di questo sport e della maglia che indossano”. Bisogna infatti ricordare che i giocatori rossoblu non prendono i rimborsi da ottobre, alcuni addirittura stanno ancora aspettando quella stessa mensilità. Una situazione grottesca, che ha portato oggi per il terzo giorno consecutivo Morbiducci e compagni a non scendere in campo per allenarsi.

Mister Mecomonaco parla con i tifosi

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“Oggi non ci sono le condizioni per andare avanti. – afferma Calcagno – Quindi credo che la squadra si dovrà fermare già da domenica, al momento non credo che andranno a Celano. Bisogna sempre ricordarsi che qui si parla di dilettanti, giocatori che hanno tutele e diritti ben differenti dal mondo dei professionisti. Io quello che posso consigliare loro è di restare calmi, noi stiamo cercando di trovare contatti con la federazione e con altre situazioni per vedere quale può essere la soluzione a tutto questo. Adesso faremo le nostre verifiche, – continua il vicepresidente Aiac – nelle prossime 48 ore vedremo come andranno le cose”. Intanto nella giornata di oggi (giovedì) a Roma, una delegazione di tifosi insieme all’avvocato Diego Perrone, legale dell’imprenditore Giuseppe Cerolini interessato all’acquisizione della Civitanovese e all’assessore allo sport Balboni hanno incontrato la federazione. Sul piatto ci sarebbe la richiesta da parte di Perrone e tifosi, di riprendersi il titolo sportivo e di rimetterlo in mano al comune. “Un incontro andato bene, – fanno sapere i tifosi – ma che ha dinanzi a se una strada lunga e tortuosa”. La società rossoblu oltre alla prima squadra, ha però un’altra gatta da pelare, ovvero lo sciopero avviato anche dal settore giovanile. Tutte le formazioni partendo dai piccoli amici fino agli allievi, non si stanno allenando già da ieri, quando poi in serata c’è stata anche una riunione con i genitori, portata avanti dal responsabile del settore giovanile Paolo Squadroni e dal responsabile dell’area tecnica Leando Vessella insieme all’assessore Piergiorgio Balboni.

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Tutta la delusione dello staff rossoblu

 

“Abbiamo fatto questa scelta – spiega Squadroni ai genitori dei ragazzi – anche per sostegno alla prima squadra. Ci sono delle cose che vanno spiegate, perché giustamente voi avete versato le quote per avere un servizio e alcune cose vanno rese chiare. Parte delle quote, sono state versate su un conto aperto dalla Civitanovese, dove non abbiamo mai potuto mettere mano noi. Soldi che oggi sono spariti, non ci sono più. Un’altra parte, non l’abbiamo versata e ci stiamo pagando ora i costi di gestione per far allenare tutti i ragazzi. Noi oggi stiamo formando una società ASD e proporremmo al presidente, la possibilità di staccare il settore giovanile e di gestirlo in proprio fino alla fine della stagione almeno”. Una scelta quella del settore giovanile staccato, condivisa anche dall’assessore Balboni, mentre è più diretto e laconico il commento di Leandro Vessella: “Noi dobbiamo uscire rafforzati da questa situazione, perché abbiamo lavorato troppo bene per vedere andare tutto in fumo”.

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