Tamara Moroni lancia Macerata Nostra:
“In programma un grande expo ”

MACERATA - in vista dell'appuntamento elettorale del 2015, l'ex candidata per il Mir alle politiche 2013 conferma la presenza della sua lista, propone il progetto di una fiera espositiva che prenda spunto da quella organizzata nel 1905 e pensa al coinvolgimento di Dante Ferretti
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Tamara Moroni

Tamara Moroni

Non si può dire che i maceratesi non prendano sul serio la politica e il dibattito intorno ai temi caldi della vita cittadina. Una partecipazione viscerale che si rivela sia nelle accese discussioni tra società civile ed esponenti politici, sia nel largo anticipo con cui i personaggi pubblici hanno già mostrato l’intenzione ufficiosa o ufficiale di lanciare progetti politici in vista delle elezioni dell’anno prossimo, come il Grande Centro proposto da Momo Mosca (leggi l’articolo).  Anche Tamara Moroni, già candidata  per il Mir di Samorì alle politiche 2013 e di Sinistra per Macerata alle amministrative del 2010, prende in considerazione l’idea di un impegno con la lista civica “Macerata Nostra”corredando l’annucio con un manifesto programmatico che mette al centro l’organizzazione, in contemporanea con l’Expo 2015 di Milano, di una grande fiera espositiva a Macerata. Un evento che valorizzi il ruolo di capoluogo della città e riprenda gli spunti della fiera regionale del 1905 e che veda il ripensamento generale della pianificazione urbana, a partire da un progetto archittettonico  di Dante Ferretti. Questa la proposta con cui la Moroni, lancia la sua lista civica “Macerata Nostra”:

«A seguito di un mio recente intervento nello spazio commenti di questo giornale, dove annunciavo che c’era da parte mia e di altri una volontà di costituire una lista civica per le prossime comunali di Macerata, senza però specificare oltre , salvo che andava a formarsi intorno a delle ipotesi ben precise di programma su cui abbiamo elaborato dei progetti concreti , ho ricevuto diverse richieste da parte di interessati a sapere qualcosa di più di queste nostre idee; gli stessi ,rilevavano infatti ,che mentre tutti intervengono per dire cosa astrattamente bisognerebbe fare verso un cambio di rotta, non c’è mai alcuno che metta sul piatto le sue soluzioni pratiche , con ciò dimostrando chiarezza di vedute e relativa capacità di programmazione ,e che quindi, indipendentemente dalla bontà delle proposte , avevano apprezzato il nostro diverso approccio. Come portavoce pertanto della lista civica da me citata, ” Macerata Nostra”, rispondo volentieri a tutti attraverso questo stesso giornale. Non potendo scendere in dettagli ,sia per ragioni di spazio, sia di tutela ,visto che stiamo lavorando al programma elettorale (visto che secondo noi chi vuole mettersi a guida di un’amministrazione deve per prima cosa rendersi interprete dei bisogni derivanti da un dato stato di cose per poter fornire le sue risposte da sottoporre poi al giudizio dei cittadini, senza fare ricorso a quelle forme pelose di partecipazione democratica con cui si va a chiedere loro di farsi suggerire le cose da fare ), illustrerò soltanto quella che è l’idea portante da cui discende tutto il resto degli interventi necessari da realizzare sui tanti piani interessati, a che si inizi a pensare a Macerata in modo concettualmente panoramico e non più parcellizzato; nella sua interezza di città e globalità di capoluogo.

mc1905Questa idea, su cui trova fondamento il fresco entusiasmo che si è generato intorno a noi – tanto da farci promotori di una lista civica – nasce in me già nel 2010, quando trovandomi nella Biblioteca Mozzi Borgetti per altri motivi, resto affascinata dal materiale documentale dell’ Esposizione Regionale Marchigiana che si tenne a Macerata nel 1905, quando tutta la città fece da fondale alla Mostra ospitando una serie di ingressi e padiglioni effimeri dislocati in varie aree urbane e periurbane. Una poesia. Subito allora, col rimpianto in corso di essermi persa un grande evento, mi informai su cosa fosse stato mai fatto cinque anni prima in occasione di un simile centenario, ma scoprii , che oltre ad una bellissima mostra col materiale fotografico di Tullio Bernardini raccolto in un prezioso volume curato da Marina Massa , un altro pregiato testo di Cecilia Prete “ L’arte antica marchigiana all’Esposizione Regionale di Macerata del 1905” ( entrambi introvabili, fuori stampa), un paio di convegni e giornate di studio a tema, nel periodo da maggio ad ottobre , quattro “eventi” in tutto, nient’altro. Quello che praticamente doveva essere di corollario, fu il tutto quanto fatto. Non volevo crederci, io che nello specifico di fiere e mostre ne ho organizzate, e sempre in strutture obsolete, al limite dell’agibilità , impossibile, mi dicevo, non avere colto quella grande bellezza , quella rara opportunità, specie in un momento di riscoperta come questo in cui nel proprio passato riconosciamo il capitale d’investimento sul futuro, la fonte di eterna giovinezza e rinnovata ricchezza territoriale. Non uno sguardo banalmente nostalgico al proprio passato come qualcuno pensa , ma un’operazione estetica , che come in questo caso va dritta al cuore di quella famosa cultura cui tutti oggi ci appelliamo, e perché sostanzialmente poi, le buone idee non sono mai mortali. Un peccato d’omissione gravissimo ,non avere saputo riconoscere la portata culturale ed economica di quell’evento lontano, se ripercorso. Un altro treno perso per Macerata. Per un treno perso allora, però, un altro è in arrivo , seppure su un binario scomodo per la coincidenza di fine mandato elettorale della presente amministrazione comunale, e regionale.

tullio bernardini

Una delle foto scattate da Tullio Bernardini in occasione della fiera del 1905

Per questo motivo, guardando avanti di un anno, al 2015, a Expo Milano – l’ultimo risale al 1906, Macerata con la sua Mostra Regionale quindi lo anticipò di un anno- pensando al clima nazionale con la sua ricaduta d’interesse anche locale per questo evento epocale, e tenuto conto della necessità di trovare finalmente un progetto che tenga insieme la città ,dal centro alla periferia alle frazioni, perché Macerata possa vestire l’abito che le spetta di città di viva tradizione culturale e di vetrina delle grandi occasioni, noi di “Macerata Nostra”, al primo posto mettiamo l’organizzazione di questo evento con una seconda, storica, edizione di una Esposizione Regionale Marchigiana, dove in mostra andrebbero tutti i settori produttivi delle Marche, artigianato, industria, commercio, agricoltura, terziario, oltre a quelli artistici, fotografia, produzione audio- video, scultura, pittura, musica, editoria, arti in genere; poi ancora ,tempo libero, botanica, erboristeria, enogastronomia: di tutto. Con un allestimento perlopiù nei palazzi pubblici ( sempre che non verrebbero nel frattempo destinati da questa amministrazione per l’insediamento di uffici come è stato prospettato) e in tutti gli spazi pubblici possibili, i costi sarebbero tutti organizzativi, per il personale addetto, la promozione, etc, che però verrebbero ampiamente compensati dal ritorno economico nelle forme da noi previste. Uno sforzo organizzativo che vedrebbe in prima linea tutti gli enti locali, dal Comune , alla Provincia , alla Regione , passando per le associazioni di categoria, l’Università, la Camera di Commercio, fino all’ Europa per quanti volessero partecipare con progetti in linea con la manifestazione, comprendendo fra questi anche i liberi professionisti a cui, lo stesso, è aperto l’accesso ai fondi strutturali europei. Questa la cornice.

Dante Ferretti allo Sferisterio durante le prove della sua Carmen del 2008 (foto Tabocchini)

Lo scenografo premio Oscar, Dante Ferretti

Al suo interno , perché la rinnovata edizione potesse avere tutto il successo che meriti , e l’investimento di risorse umane e materiali che attraverso questa occasione unica, perché unica all’epoca è stata Macerata a farsi protagonista dello stesso evento su scala regionale, potesse restare un’ eredità a lungo tale per gli effetti positivi prodotti a cascata sotto molteplici aspetti , compreso quello della più ampia valorizzazione di musei e monumenti cittadini, andrebbero approntati tutta una serie di interventi e accorgimenti preventivi, alcuni di pura ingegneria creativa, secondo una precisa strategia che in linea di massima , ognuno per nostra competenza, abbiamo elaborato. Se poi, volessimo sognare più in grande , ed avere un lascito da questa seconda edizione, come non abbiamo ricevuto da quella precedente con le sue meravigliose strutture espositive realizzate appositamente e poi dismesse – penso in particolare al bellissimo Padiglione delle Feste ai Giardini ideato da Ugo Cantalamessa- non si potrebbe desiderare di più che un coinvolgimento del Maestro Dante Ferretti , con una scenografia che sublimi l’intero evento svolto ai giorni nostri, con tutto l’onore che una sua opera permanente renderebbe al presente e al futuro della città di Macerata. Più di questo discorso quadro , qui e ora , non è possibile fare, ma posso senz’altro dire che noi crediamo fortemente in questo impianto progettuale per il rilancio di Macerata capoluogo, città di cultura, commercio, servizi, anche se consapevoli che un’organizzazione come questa metterebbe fortemente a nudo tutte le sue ataviche manchevolezze infrastrutturali, strutturali,ricettive, non ultima , quella di un parcheggio in centro funzionale a ricevere una continua affluenza di pubblico come si prospetterebbe. Ecco quindi , che un parcheggio come quello di Rampa Zara, se realizzato, avrebbe trovato bene il suo perché».

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