Massi: “Sulla scuola privata le mie proposte aspettano da 12 anni”
Per il consigliere regionale che interviene sulla vicenda dei Salasiani di Macerata il ritardo e la colpa della Regione sta nel non avere approvato la nuova legge sul diritto allo studio e la libertà di educazione
Riceviamo da Francesco Massi, capogruppo del Pdl in Regione e vicepresidente Commissione Istruzione dell’Assemblea legislativa delle Marche, un intervento in merito alla vicenda della scuola dei Salesiani di Macerata:
“La vicenda della chiusura dell’attività scolastica dei Salesiani di Macerata ripropone in termini ideologici ed anacronistici il vecchio tema dello scontro tra scuola pubblica e scuola privata. In questi giorni molti si chiedono cosa può fare la Regione Marche per evitare la chiusura dell’Istituto Salesiano. Anche io, insieme ad altri colleghi, ho chiesto alla Regione di affrontare la questione. Tuttavia voglio chiarire cosa chiedo alla Regione, anche perché lo chiedo da almeno 12 anni con proposte di legge che riguardano il rispetto della libertà delle famiglie nelle scelte educative per i propri figli. Ecco di cosa si tratta: l’articolo 33 della Costituzione sancisce il diritto di libertà di educazione e di istruzione. Ciò significa che ogni famiglia ha diritto di scegliere in quale scuola vogliono far iscrivere i propri figli sia pubblica che privata. Poiché le scuole private, cattoliche o laiche hanno, di solito, un costo ragguardevole rispetto a quelle pubbliche; l’Ente Pubblico, sia esso lo Stato o la Regione, ha il dovere di garantire la possibilità di accesso agli Istituti prescelti a tutte le famiglie. Pertanto le proposte di legge presentate in questo anno, in Regione, da me e da altri colleghi del Centrodestra puntavano a garantire un buono scuola alle famiglie che desiderano scegliere le scuole private.
Pertanto non si trattava di finanziare direttamente gli istituti privati, ma soltanto di aiutare le famiglie che facevano tale scelta per i propri figli. Questo tipo di legge è già in vigore, da anni, sia in Lombardia che in Emilia Romagna senza pregiudiziali ideologiche. Se anche la Regione Marche avesse approvato tale legge sul buono scuola non ci sarebbero state, innanzitutto, discriminazioni tra le famiglie e le famiglie meno abbienti avrebbero potuto anch’esse scegliere i salesiani o altre scuole private. Tengo a precisare che mi batto, da sempre, a favore di una scuola pubblica super-qualificata, efficiente ed eccellente. Tuttavia non si può continuare a discriminare ed a penalizzare le famiglie che fanno scelte diverse rispetto alla scuola privata. E’ una questione di equità sociale ed di rispetto della Costituzione. Ora spero che la vicenda dei salesiani faccia riflettere il Centrosinistra delle Marche su quello che è la sussidiarietà vera, superando pregiudiziali ideologiche ridicole. (Le proposte da me presentate e mai affrontate sul Diritto allo Studio 2001 – 2005 – 2008- 2009 – 2010)”




















aspettane altri 12…
Riporto per intero l’art. 33 della Costituzione poichè sembrerebbe che il Consigliere Massi l’abbia letto solo in parte:
L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
E` prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.
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Inoltre la proposta “del buono” famigliare (da spendere dove uno vuole) era già stata tirata fuori oltre 25 anni fa da quelli di CL…. E si scontrava sempre con l’art. 33 della Costituzione
Ma ancora più semplice sarebbe quello di poter far detrarre alle famiglie le rette delle scuole paritarie.