«Rinnovare la Zona Franca Urbana
nel decreto Milleproroghe»

L'APPELLO del presidente Cna Maurizio Tritarelli: «Ne va della sopravvivenza di alcune imprese nei Comuni colpiti dal sisma. Senza questa misura si rischia di compromettere irrimediabilmente il tessuto economico delle aree terremotate, vanificando gli sforzi compiuti per la loro rinascita»

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Maurizio Tritarelli

Il presidente della Cna Macerata Maurizio Tritarelli sollecita con fermezza l’inserimento della proroga della Zona Franca Urbana (Zfu) per le zone del cratere sismico 2016/2017 nel decreto “Milleproroghe”, le cui votazioni iniziano domani, mercoledì. «La sopravvivenza di alcune imprese nei Comuni colpiti dal terremoto dipende dalla proroga della Zfu. Senza questa misura si rischia di compromettere irrimediabilmente il tessuto economico delle aree terremotate, vanificando gli sforzi compiuti per la loro rinascita sociale ed economica».

Il termine dei benefici fiscali della Zfu, avvenuto il 1° gennaio 2024, mette a repentaglio l’attività di numerose imprese che operano ancora grazie a tali agevolazioni: «Chiediamo la massima attenzione al commissario per la Ricostruzione Guido Castelli ed a tutto il governo – specifica Tritarelli-. È necessario estendere le agevolazioni fiscali della Zfu fino al completamento della ricostruzione, non si può continuare con questa incertezza e con proroghe di anno in anno. Un imprenditore deve poterci contare con assoluta sicurezza e deve aver modo di programmare gli investimenti per la sua azienda. È essenziale fornire alle imprese le condizioni necessarie per continuare a contribuire alla ripresa economica delle zone terremotate».

Per l’associazione di categoria degli artigiani e delle piccole imprese la proroga della Zfu rappresenta un passo fondamentale per sostenere le aziende e contrastare lo spopolamento delle aree colpite dal terremoto; la sua assenza potrebbe avere conseguenze pesanti sull’economia locale e sulla vita delle comunità coinvolte: «Non vorremmo aggiungere questo stop all’altra occasione persa con il mancato inserimento delle Marche nella Zona Economica Speciale (Zes), un’iniziativa che avrebbe potuto portare notevoli benefici economici alla regione e alle nostre imprese», ammonisce il presidente Cna.

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